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Art. 1387 codice civile: Fonti della rappresentanza

Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge ovvero dall’interessato (1).


Commento

(1) La rappresentanza legale mira a rendere possibile a soggetti legalmente incapaci (nelle forme della responsabilità genitoriale [v. 316] e della tutela dei minori e degli interdetti [v. 320 e 357]) o diversamente impediti (curatore dello scomparso [v. 48]) il compimento di atti che altrimenti sarebbero loro preclusi. La funzione della rappresentanza volontaria, invece, è strettamente legata ai criteri di opportunità del singolo, che ritiene più proficuo agire a mezzo di sostituto (agevolare e snellire gli affari, rendere possibile il compimento di più atti contemporaneamente o di atti a distanza etc.).


Giurisprudenza annotata

Giusto processo

Il pregiudizio non patrimoniale conseguente all'irragionevole durata del processo può essere subìto solo dall'interdetto, nel cui esclusivo interesse si è celebrato il processo presupposto, e non dal suo tutore che, avendo agito solo come rappresentante legale del primo, non ha autonoma legittimazione ad agire. Rigetta, App. Potenza, 27/03/2013

Cassazione civile sez. VI  20 novembre 2014 n. 24769  

 

Mandato e rappresentanza

Il conferimento di una procura ed il concreto esercizio di essa da parte del soggetto che ne è investito costituiscono, in mancanza di deduzioni in ordine alla riconducibilità della stessa a rapporti gestori attinenti alla rappresentanza di enti giuridici o imprese od altre situazioni o rapporti pure in astratto compatibili con il suo rilascio, elementi sufficienti per affermare che la procura è stata conferita in virtù di un rapporto di mandato, con il conseguente obbligo del rappresentante, ai sensi dell'art. 1713 cod. civ., di rendere il conto dell'attività compiuta e di rimettere al rappresentato quanto ricevuto nell'espletamento dell'incarico. Rigetta, App. Milano, 23/05/2007

Cassazione civile sez. III  06 agosto 2013 n. 18660

 

Qualora la procura speciale "ad negotia enunci" - tra i poteri del procuratore - quello di impugnare le sentenze, non trova applicazione la speciale disposizione dell'art. 365 c.p.c. sulla necessità che il mandato al difensore sia rilasciato in epoca successiva alla pronuncia da impugnare, atteso che tale disposizione regola esclusivamente il mandato conferito all'avvocato iscritto nell'albo speciale degli avvocati di cassazione. (E nella specie - ha osservato la S.C. - puntualmente il procuratore speciale "ad negotia" in forza di procura notarile anteriore alla sentenza impugnata, ha rilasciato il mandato al difensore per proporre ricorso per cassazione).

Cassazione civile sez. I  12 luglio 2013 n. 17268  

 

La regola posta dall'art. 83 comma 4 c.p.c. - secondo cui la procura si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo - non trova applicazione con la procura sostanziale a gestire e disporre di un affare altrui - ai sensi degli art. 1387 ss. c.c.- per la quale l'estensione di una tale regola non ha alcun senso. Deve escludersi pertanto, la nullità di una procura "ad negotia" perché priva di ogni indicazione in ordine al potere del procuratore di proporre appello.

Cassazione civile sez. II  05 luglio 2013 n. 16881  

 

In tema di rappresentanza, poiché la procura è un atto conferito intuitu personae, il rappresentante non può sostituire altri a sé nell'esecuzione dell'incarico ricevuto, a meno che tale facoltà non gli sia stata espressamente conferita; ne consegue che la legittimazione del sostituto del mandatario o del procuratore a compiere atti efficaci nella sfera giuridica del dominus richiede necessariamente un'esplicita autorizzazione da parte di quest'ultimo, senza che a diversa conclusione possa giungersi in base al disposto dell'art. 1717 c.c., il quale si limita a regolare la responsabilità del mandatario per aver sostituito altri a sé senza esserne autorizzato.

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2010 n. 15412  

 

In assenza di una specifica previsione nella procura, il rappresentante non può a sua volta delegare un terzo a compiere l'atto in sostituzione di sé stesso. Il procuratore non può scegliersi nel silenzio un sostituto perché la procura si basa sulla fiducia personale che il rappresentante ispira al rappresentato; di conseguenza, è inefficace la vendita conclusa dal sub-procuratore non autorizzato dal dominus, ma semplicemente nominato dal procuratore come suo sostituto (nella specie, la Corte ha annullato il verdetto d'appello che aveva dichiarato l'efficacia dell'atto di vendita di un veicolo concluso in forza di una sub-procura non autorizzata dal dominus).

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2010 n. 15412

 

 

Assicurazione

In tema di assicurazione obbligatoria dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, nel caso in cui il giudicato si è formato contro la società assicuratrice in liquidazione coatta amministrativa, l'impresa designata per i pagamenti e il commissario liquidatore per conto dell'Ina-Fondo di garanzia per le vittime della strada, il titolo esecutivo, come formatosi nel giudizio di cognizione sul risarcimento dei danni tra i predetti soggetti e il danneggiato, non può essere azionato nei confronti della Consap, gestione autonoma del Fondo di garanzia per le vittime della strada, contrariamente all'ipotesi in cui nel giudizio risarcitorio abbia partecipato un'impresa cessionaria del portafoglio di quella posta in liquidazione coatta amministrativa, in quanto, in tale ultimo caso, l'impresa cessionaria sta in giudizio quale rappresentante sostanziale e processuale del Fondo di garanzia per le vittime della strada e, quindi, il titolo esecutivo formatosi formalmente contro tale impresa è riferibile sostanzialmente al Fondo e può essere fatto valere contro lo stesso, in nome e per conto del quale la predetta impresa è stata in giudizio.

Cassazione civile sez. III  28 gennaio 2013 n. 1865  

 

 

Mutuo

La procura a vendere un immobile, conferita dal mutuatario al mutuante contestualmente alla stipulazione del mutuo, può integrare la violazione del divieto del patto commissorio, qualora si accerti che tra il mutuo e la procura sussista un nesso funzionale. Tale accertamento è demandato al giudice di merito, il quale tuttavia, nel compierlo, non deve limitarsi ad un esame formale degli atti posti in essere dalle parti, ma deve considerarne la causa in concreto, e, in caso di operazione complessa, valutare gli atti medesimi alla luce di un loro potenziale collegamento funzionale, apprezzando ogni circostanza di fatto rilevante ed il risultato stesso che l'operazione negoziale era idonea a produrre e, in concreto, ha prodotto (in applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto carente la motivazione con la quale il giudice di merito aveva escluso la sussistenza del patto commissorio, senza considerare, tra l'altro, che la procura era stata sottoscritta lo stesso giorno del mutuo, ma aveva avuto esecuzione due anni più tardi). (Cassa App. Milano 26 aprile 2005 n. 1112).

Cassazione civile sez. II  10 marzo 2011 n. 5740  



 
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