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Art. 1389 codice civile: Capacità del rappresentante e del rappresentato

Quando la rappresentanza è conferita dall’interessato, per la validità del contratto concluso dal rappresentante (1) basta che questi abbia la capacità di intendere e di volere, avuto riguardo alla natura e al contenuto del contratto stesso, sempre che sia legalmente capace il rappresentato (2).

In ogni caso, per la validità del contratto concluso dal rappresentante è necessario che il contratto non sia vietato al rappresentato (3).


Commento

Rappresentante: [v. 1388]; Rappresentato: [v. 1388]; Capacità di agire: [v. 2]; Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

(1) La norma si riferisce alla rappresentanza volontaria, che si verifica quando il potere di rappresentanza è conferito dal soggetto interessato al contratto.

 

(2) Nella rappresentanza volontaria la legge richiede la capacità di agire del rappresentato, affinché quest’ultimo possa controllare l’operato del rappresentante; tale capacità non è richiesta per il rappresentante, dal momento che gli effetti dell’atto non si ripercuotono sul suo patrimonio.

 

(3) I contratti cui si riferisce la norma sono quei contratti che la legge in taluni casi vieta di stipulare solo a determinati soggetti al fine di salvaguardare l’interesse di altri soggetti (es.: il divieto degli amministratori dei beni dello Stato, dei Comuni, delle Province o degli altri enti pubblici di comprare i beni affidati alla loro cura).

 


Giurisprudenza annotata

Mandato e rappresentanza

I principi di apparenza del diritto e di affidamento incolpevole possono essere invocati con riguardo alla rappresentanza allorché non solo vi sia la buona fede del terzo che ha stipulato con il falso rappresentante ma anche un comportamento colposo del rappresentato, tale da ingenerare nel terzo la ragionevole convinzione che il potere di rappresentanza sia stato effettivamente e validamente conferito al rappresentante apparente.

Tribunale Milano sez. III  08 aprile 2013 n. 4833  

 

Il contratto stipulato dal rappresentante, in forza di procura a vendere che sia stata annullata per incapacità d'intendere e di volere del rappresentato, ai sensi dell'art. 428, comma 1, c.c., deve ritenersi concluso da rappresentante senza potere, rimanendo estraneo alla disposizione di cui all'art. 1389 c.c., la quale disciplina la diversa ipotesi del contratto stipulato dal rappresentante in forza di procura validamente conferitagli dal rappresentato

Cassazione civile sez. II  09 marzo 2012 n. 3787  

 

A prescindere dal rapporto di mandato interno, qualora il mandante con il proprio comportamento ha ingenerato la ragionevole convinzione dell'esistenza della rappresentanza in coloro che agivano in suo luogo, riconduce a sé gli effetti degli atti compiuti anche dai falsi rappresentanti.

Corte appello Catanzaro sez. I  28 marzo 2008

 

Nei contratti aventi ad oggetto il trasferimento di beni immobili stipulati dal rappresentante in nome e per conto del rappresentato, la contemplatio domini - occorrente anche nell'ipotesi di rappresentanza sociale - pur non richiedendo l'uso di formule sacramentali, deve risultare "ad substantiam" dallo stesso documento comprovante il contratto, restando irrilevante la conoscenza, da parte del terzo contraente, dell'esistenza del rapporto rappresentativo.

Cassazione civile sez. II  20 novembre 2006 n. 24571  

 

Nei contratti aventi ad oggetto il trasferimento di beni immobili stipulati dal rappresentante in nome e per conto del rappresentato, la "contemplatio domini", pur non richiedendo l'uso di formule sacramentali, deve risultare "ad substantiam" dallo stesso documento comprovante il contratto, restando irrilevante la conoscenza, da parte del terzo contraente, dell'esistenza del rapporto rappresentativo.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2000 n. 3903  

 

 

Procedimento civile

La disposizione con la quale la parte, nel conferire la procura al difensore, gli attribuisca anche il potere di nominare altri procuratori ed avvocati ed eleggere domicilio, non potendo essere considerata come mera ed inutile ripetizione del disposto dell'art. 9 del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578 (ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore), supera i limiti del mandato ad litem e si caratterizza come autonoma procura ad negotia, legittimante la nomina, da parte del procuratore direttamente nominato, di altri procuratori e difensori, in veste, non già di suoi sostituti, ma di legali che operino, al pari di lui, in diretto rapporto con la parte rappresentata.

Cassazione civile sez. lav.  17 maggio 1985 n. 3034  

 



 
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