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Art. 1390 codice civile: Vizi della volontà

Il contratto è annullabile se è viziata la volontà del rappresentante (1). Quando però il vizio riguarda elementi predeterminati dal rappresentato, il contratto è annullabile solo se era viziata la volontà di questo (2).


Commento

Annullabilità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII]; Rappresentante: [v. 1388]; Rappresentato: [v. 1388]; Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

Vizio del volere o del consenso: fattori [v. 1427] che influenzano negativamente il processo formativo della volontà. Pertanto il contratto viziato è annullabile.

 

(1) Poiché il rappresentante non si limita, come il nuncius, a trasmettere la volontà del rappresentato, ma collabora attivamente al formarsi di questa, la legge stabilisce che il contratto è annullabile qualora la volontà manifestata dal rappresentante risulti viziata.

 

(2) È chiaro, quindi, che quando si tratta di elementi del contratto predeterminati dal rappresentato non è rilevante la volontà del rappresentante, che riguardo a quegli elementi non ha alcun potere di decisione. In tal caso, il contratto è annullabile solo quando risulta viziata la volontà del rappresentato.

 


Giurisprudenza annotata

Mandato e rappresentanza

Il contratto stipulato dal rappresentante, in forza di procura a vendere che sia stata annullata per incapacità d'intendere e di volere del rappresentato, ai sensi dell'art. 428, comma 1, c.c., deve ritenersi concluso da rappresentante senza potere, rimanendo estraneo alla disposizione di cui all'art. 1389 c.c., la quale disciplina la diversa ipotesi del contratto stipulato dal rappresentante in forza di procura validamente conferitagli dal rappresentato

Cassazione civile sez. II  09 marzo 2012 n. 3787

 

Dagli artt. 1390 e 1391 c.c., i quali sanciscono il principio di riferibilità e trasmissibilità degli stati soggettivi (e quindi anche conoscitivi) del rappresentante al rappresentato, si ricava la regola per cui nel valutare lo stato di buona o di mala fede, di scienza o di ignoranza di determinate circostanze si deve aver riguardo alla persona del rappresentante. Tale principio opera anche per le ipotesi di rappresentanza delle persone giuridiche.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

La norma dell'art. 1391 c.c. per la quale nei casi in cui è rilevante lo stato di buona o di mala fede deve aversi riguardo alla persona del rappresentante, è applicabile tanto nell'ipotesi di rappresentanza volontaria, come in quella di rappresentanza legale, e, quindi, anche quando il rappresentato è una persona incapace (nella specie: minore).

Cassazione civile sez. II  20 agosto 1986 n. 5103  

 

Nel contratto stipulato dal rappresentante, in forza di procura validamente conferitagli dal rappresentato, legalmente capace, l'eventuale incapacità naturale, al momento della conclusione del contratto medesimo, può spiegare effetti invalidanti solo se riguardi il rappresentante, non il rappresentato (art. 1389 c.c.).

Cassazione civile sez. II  13 gennaio 1984 n. 275

 

 

Inquinamenti

In materia di abbandono di rifiuti il detentore dell’area che sia consapevole dell’esistenza, sul ( o nel ) terreno dato, come nella specie, in locazione di oggetti o materiali abbandonati o lasciati abbandonati dal proprietario o dal precedente conduttore e perciò qualificabili come rifiuti ha gli strumenti giuridici per poter chiedere alla controparte cedente di provvedere a sua cura e spese alla rimozione, secondo le procedure di legge, di quegli stessi rifiuti; ove non utilizzi quegli strumenti deve ritenersi responsabile, in solido con la medesima conntroparte, dell’illecito abbandono.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

In materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni private, i soggetti collettivi privati, con o senza personalità giudica, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1390 e 1391 c.c., 5 e 6 d.lgs. n. 231/2001, sono responsabili sul piano amministrativo per i reati (quali sono quelli in materia di rifiuti ed inquinamento) commessi nel loro interesse o vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso. Tale responsabilità, che si fonda sul rapporto di immedesimazione organica del rappresentante nell’ente rappresentato, può essere evitata solo con la prova, da parte dello stesso ente, dell’adozione di misure organizzative e funzionali di precauzione, di controllo e di prudenza

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

 

Simulazione

In tema di simulazione, nell'ipotesi di rappresentanza volontaria non è sufficiente, per ritenere la simulazione dell'atto, la prova di un'eventuale collusione tra rappresentante e terzo, essendo necessaria anche la prova dell'esistenza di un accordo simulatorio, cui non sia rimasto estraneo il rappresentato, e, quindi, che il potere di rappresentanza è stato conferito soltanto perché il rappresentante ponga in essere coll'altra parte un contratto simulato.

Cassazione civile sez. I  22 giugno 2001 n. 8530  



 
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