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Art. 1391 codice civile: Stati soggettivi rilevanti

Nei casi in cui è rilevante lo stato di buona o di mala fede, di scienza o d’ignoranza di determinate circostanze, si ha riguardo alla persona del rappresentante, salvo che si tratti di elementi predeterminati dal rappresentato (1).

In nessun caso il rappresentato che è in mala fede può giovarsi dello stato d’ignoranza o di buona fede del rappresentante (2).


Commento

Rappresentante: [v. 1388]; Rappresentato: [v. 1388].

 

(1) Sono rilevanti, per la legge, gli stati soggettivi di buona o malafede (conoscenza o ignoranza di determinate circostanze) del rappresentante, giacché questi decide insieme al rappresentato in ordine al compimento e al contenuto dell’atto.

 

(2) Ad esempio, se il rappresentante acquista un bene da un soggetto che non ne è proprietario, non è sufficiente la buona fede del rappresentante, ma è necessario che anche il rappresentato non sappia che il venditore del bene non era il proprietario.

 

Il comma 2 dell’articolo non è applicabile alle ipotesi di rappresentanza legale [v. 1387 nota (1)], poiché in essa non ha alcun rilievo la volontà dell’incapace.

 


Giurisprudenza annotata

Revocatoria

In ipotesi di azione ex art. 2901 cod. civ. avente ad oggetto un negozio di conferimento, l'elemento psicologico della fattispecie revocatoria deve essere accertato con riguardo ai soci quando, nella fase costitutiva della società, la stessa ancora non abbia acquisito la soggettività giuridica, né sia dotata di un rappresentante legale, mentre, laddove l'organo gestorio sia contestualmente nominato, ne è, invece, sufficiente la ravvisabilità in capo a quest'ultimo ex art. 1391 cod. civ. (Nella specie, il socio conferente era altresì l'accomandatario della s.a.s.). Rigetta, App. Genova, 04/04/2006

Cassazione civile sez. I  22 ottobre 2013 n. 23891  

Inquinamenti

In materia di abbandono di rifiuti il detentore dell’area che sia consapevole dell’esistenza, sul ( o nel ) terreno dato, come nella specie, in locazione di oggetti o materiali abbandonati o lasciati abbandonati dal proprietario o dal precedente conduttore e perciò qualificabili come rifiuti ha gli strumenti giuridici per poter chiedere alla controparte cedente di provvedere a sua cura e spese alla rimozione, secondo le procedure di legge, di quegli stessi rifiuti; ove non utilizzi quegli strumenti deve ritenersi responsabile, in solido con la medesima conntroparte, dell’illecito abbandono.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

In materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni private, i soggetti collettivi privati, con o senza personalità giudica, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1390 e 1391 c.c., 5 e 6 d.lgs. n. 231/2001, sono responsabili sul piano amministrativo per i reati (quali sono quelli in materia di rifiuti ed inquinamento) commessi nel loro interesse o vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso. Tale responsabilità, che si fonda sul rapporto di immedesimazione organica del rappresentante nell’ente rappresentato, può essere evitata solo con la prova, da parte dello stesso ente, dell’adozione di misure organizzative e funzionali di precauzione, di controllo e di prudenza.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

 

Mandato e rappresentanza

Dagli artt. 1390 e 1391 c.c., i quali sanciscono il principio di riferibilità e trasmissibilità degli stati soggettivi (e quindi anche conoscitivi) del rappresentante al rappresentato, si ricava la regola per cui nel valutare lo stato di buona o di mala fede, di scienza o di ignoranza di determinate circostanze si deve aver riguardo alla persona del rappresentante. Tale principio opera anche per le ipotesi di rappresentanza delle persone giuridiche.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  02 novembre 2011 n. 275  

 

 

Assicurazione

In un contratto di assicurazione contro il rischio di reponsabilità civile degli amministratori e sindaci di una società commerciale, per determinare lo stato soggettivo di dolo o colpa grave della contraente ai fini dell'applicazione del disposto di cui all'art. 1892 c.c. non deve aversi riguardo alla persona fisica che ha sottoscritto la polizza, nella specie non identificata, bensì alla persona fisica che, in nome e per conto della contraente, ha reso le false dichiarazioni in ordine al rischio in vista della conclusione del contratto.

Corte appello Milano sez. IV  12 luglio 2011 n. 2105  

 

La conoscenza da parte dell'impresa assicuratrice della reticenza dell'assicurato o dell'inesattezza delle sue dichiarazioni, rilevante ai fini dell'annullamento del contratto di assicurazione, non può essere confusa con quella dei soggetti che non hanno il potere di rappresentarla, il cui stato soggettivo è irrilevante ai sensi dell'art. 1391 c.c. Peraltro non può escludersi che, anche in assenza del potere rappresentativo (come nel caso di espletamento della relativa attività da parte di procacciatore d'affari o agente privo di rappresentanza), possa verificarsi un trasferimento di conoscenze acquisite in relazione al rischio assicurato dall'incaricato alla compagnia di assicurazioni, sua mandante, ma, ai fini del recesso, è necessario che tale trasmissione di conoscenze sia concretamente provata dall'assicurato, anche mediante presunzioni.

Cassazione civile sez. III  10 ottobre 2008 n. 25011  

 

 

Fallimento

In tema di azione revocatoria fallimentare la rilevanza della prova della conoscenza dello stato di insolvenza, accertata con riguardo alla banca che ha agito come rappresentante dell'istituto di credito fondiario erogatore del mutuo e beneficiario dell'ipoteca iscritta a garanzia, può essere esclusa dal rappresentato, ai sensi dell'art. 1391 c.c., solo allegando e dimostrando che nell'operazione di finanziamento e nella complessiva contrattazione era possibile anche per il terzo finanziato (il socio poi fallito) discernere tra elementi predeterminati dal rappresentato e vincolanti per il rappresentante, da un lato, ed elementi del negozio finale compiuto dal rappresentante, dall'altro, restando altrimenti, ancorché in ipotesi sussistenti, inopponibili al terzo se non oggetto di conoscenza effettiva o almeno conoscibilità mediante strumenti pubblicitari idonei; parimenti, compete al rappresentante, che assuma di aver agito come mero nuncius del rappresentato e contrariamente alla veste formale assunta, dare la prova di aver operato come tramite della volontà del secondo e di avere reso edotto il terzo contraente di tale più limitata funzione, in contrasto con l'apparenza.

Cassazione civile sez. I  13 luglio 2007 n. 15677  

 

 

Giurisdizione civile

Nel caso di contratto di assicurazione intermediato da brokers ma concluso direttamente tra le parti, essendo irrilevante l'art. 1391 c.c., è applicabile l'art. 8 della Convenzione di Bruxelles che - in materia assicurativa - promuove il foro dell'attore in luogo di quello del convenuto e non l'art. 17, non sussistendo i requisiti stabiliti dalla Convenzione per la validità della proroga della giurisdizione e richiedenti che essa sia conclusa (a) per iscritto o verbalmente con conferma scritta o (b) in una forma ammessa dalle pratiche che le parti hanno stabilito tra loro o (c), nel commercio internazionale, in una forma ammessa da un uso che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere.

Cassazione civile sez. un.  02 aprile 2007 n. 8095



 
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