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Art. 1392 codice civile: Forma della procura

La procura (1) non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere (2) (3).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Rappresentante: [v. 1388].

 

Procura: è un negozio giuridico unilaterale mediante il quale un soggetto (rappresentato) conferisce ad un altro (rappresentante) il potere di rappresentarlo, e cioè di agire in nome e per conto suo.

 

(1) La procura è un negozio giuridico: unilaterale, in quanto basta la volontà del rappresentato per costituire il potere rappresentativo, e non è necessaria l’accettazione del rappresentante; recettizio poiché la sua efficacia è subordinata al fatto che la procura sia portata a conoscenza del rappresentante.

 

(2) La norma è applicabile non solo ai contratti, ma anche ai negozi unilaterali tra vivi a contenuto patrimoniale, per i quali la legge prescrive l’uso di una determinata forma (ad substantiam o ad probationem [v. 1325 nota (3)]). La procura conferita per la conclusione di tali atti deve avere la stessa forma di questi ultimi.

 

(3) Per uno schema di procura speciale vedi in Appendice IV l’atto n. 14.

 

La funzione della procura è quella di rendere noto ai soggetti con i quali il rappresentante dovrà venire in contatto (terzi) che egli è stato autorizzato dal rappresentato ad agire in suo nome.

Bisogna quindi distinguere:

- il rapporto di procura (tra rappresentante e terzi);

- il rapporto di gestione (tra rappresentante e rappresentato) che non deriva dalla procura ma può derivare dal mandato con rappresentanza, dal contratto di lavoro, da quello di società etc.

 


Giurisprudenza annotata

Mandato e rappresentanza

La recettizietà della procura non comporta che la sua efficacia sia subordinata alla consegna dell'originale del documento al rappresentante, essendo sufficiente che il mandante gli comunichi il conferimento dei poteri rappresentativi, anche tramite consegna di una copia dell'atto. Rigetta, Trib. Como, 28/06/2007

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14808  

 

Le norme in tema di rappresentanza non impongono al rappresentante di indicare gli estremi della procura nel contratto concluso in nome e nell'interesse del rappresentato, neppure nel caso di conclusione di contratti a forma vincolata. La giustificazione dei poteri del rappresentante è prevista dall'art. 1393 c.c. come conseguenza della richiesta, che il terzo è facoltizzato a fare in qualsiasi momento (sia prima, sia dopo il contratto), per precostituirsi la prova che l'atto rientra nei poteri conferiti dal rappresentato. Nel caso di contratto avente ad oggetto beni immobili, poiché la forma della procura deve risultare da atto scritto, ai sensi dell'art. 1392 c.c., il terzo ha facoltà di pretendere che il rappresentante gli consegni una copia della procura.

Cassazione civile sez. II  23 giugno 2014 n. 14215  

 

 

Vendita

Ai fini della validità del contratto preliminare non è indispensabile la completa e dettagliata indicazione di tutti gli elementi del futuro contratto, risultando sufficiente l'accordo delle parti su quelli essenziali e, in particolare, nel preliminare di compravendita immobiliare, per il quale è richiesto "ex lege" l'atto scritto come per il definitivo, è sufficiente che dal documento risulti, anche attraverso il riferimento ad elementi esterni, ma idonei a consentirne l'identificazione in modo inequivoco, che le parti abbiano inteso fare riferimento a un bene determinato o, comunque, determinabile la cui indicazione pertanto, attraverso gli ordinari elementi identificativi richiesti per il definitivo, può anche essere incompleta o mancare del tutto, purché l'intervenuta convergenza delle volontà sia anche, aliunde o per relationem, logicamente ricostruibile.

Cassazione civile sez. II  24 ottobre 2013 n. 24133  

 

 

Obbligazioni e contratti

Nell'ipotesi di preliminare di compravendita immobiliare, il principio dell'apparenza del diritto non può essere invocato dal promissario acquirente che abbia confidato nella sussistenza del potere rappresentativo in capo a chi abbia speso il nome del promittente alienante, pur in assenza di procura scritta. Cassa App. Firenze 16 novembre 2005

Cassazione civile sez. II  25 marzo 2013 n. 7473  

 

Il pubblico ufficiale incaricato di eseguire l'offerta reale di adempimento di un'obbligazione pecuniaria, ai sensi dell'art. 1209 c.c., non ha alcun obbligo di munirsi di una procura scritta conferita dall'offerente.

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2013 n. 1016  

 

La diffida ad adempiere, ancorché preordinata ad avviare un procedimento di ottemperanza, è soggetta alla disciplina dei contratti. In particolare, ai sensi dell'art. 1392 c.c., per conferire la relativa procura è necessaria la stessa forma prevista per il contratto che il rappresentante deve concludere. È, pertanto, sufficiente che la procura sia conferita con atto scritto, non essendo all'uopo necessario l'atto pubblico o la scrittura privata autenticata richiesta dall'art. 83, comma 2, c.p.c. In conclusione, deve ritenersi valida la procura rilasciata a margine della diffida ad adempiere.

Consiglio di Stato sez. V  06 settembre 2012 n. 4722  

 

Ai fini dell'interruzione della prescrizione, l'intimazione scritta ad adempiere può essere validamente effettuata non solo da un legale che si dichiari incaricato dalla parte, ma anche da un mandatario o da un incaricato, alla sola condizione che il beneficiario ne intenda approfittare, e senza che occorra il rilascio in forma scritta di una procura per la costituzione in mora, potendo questa risultare anche solo da un comportamento univoco e concludente idoneo a rappresentare che l'atto è compiuto per un altro soggetto, nella cui sfera giuridica è destinato a produrre effetti. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che l'intimazione a corrispondere le differenze retributive dovute ad un lavoratore, fatta da un rappresentante sindacale che dichiari di agire nell'interesse del lavoratore, è idonea ad interrompere la prescrizione)

Cassazione civile sez. lav.  09 maggio 2012 n. 7097

 

 

Transazione

In tema di transazione, l'esistenza del mandato a transigere o della ratifica di transazione avente ad oggetto controversie relative a rapporti obbligatori, per i quali non è richiesta la forma scritta — necessaria, invece, se la controversia, in relazione alla quale essa interviene, ha ad oggetto rapporti giuridici concernenti beni immobili o diritti reali immobiliari — può essere desunta da elementi presuntivi, e, per quanto riguarda la ratifica, anche da facta concludentia, quale il comportamento del dominus negotii, che dimostri l'approvazione dell'operato di chi abbia agito a suo nome, pur in assenza di poteri rappresentativi. Ne consegue che il pagamento di parte della somma spettante alla controparte, sulla base di un contratto concluso da un falsus procurator di colui che l'ha corrisposta, implica la ratifica dell'intero contratto e non della sola parte eseguita, poiché l'esecuzione, anche parziale, manifesta la volontà del dominus di avvalersi degli effetti negoziali della transazione, che non è nulla se la causa è lecita (art. 1972, comma 1, c.c.) e se sussistono i requisiti previsti dall'art. 1325 c.c..

Cassazione civile sez. III  27 gennaio 2012 n. 1181  

 



 
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