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Art. 14 codice civile: Atto costitutivo

Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico (1).

La fondazione può essere disposta anche con testamento.


Commento

Atto pubblico: [v. 2699]; Testamento: [v. 587].

Atto costitutivo: negozio in forza del quale si costituisce l’ente giuridico:

a) per le associazioni: è un contratto plurilaterale [v. Libro IV, Titolo II; 1321] aperto in quanto consente l’adesione successiva a coloro che vi siano interessati;

b) per le fondazioni: è un atto unilaterale [v. 1324] (o una pluralità di atti unilaterali) del fondatore che può essere tanto una persona fisica quanto un ente collettivo (società).

Associazione: complesso di persone fisiche per la realizzazione di uno scopo sociale di natura non prettamente economica (es.: sportivo, culturale, politico).

Fondazione: complesso organizzato di beni destinati da uno o più soggetti (cd. fondatori) per la realizzazione di uno scopo generalmente altruistico (si pensi al complesso di beni lasciato da una persona per istituire un ospedale).

 

(1) L’atto pubblico è lo strumento che il legislatore utilizza per richiamare l’attenzione dei soggetti sull’importanza dell’operazione che si apprestano a compiere, imponendo la solennità della forma e la presenza di un pubblico ufficiale. È il presupposto necessario per ottenere il riconoscimento.

   


Giurisprudenza annotata

Associazioni e Fondazioni

Appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, e non del giudice ordinario, la controversia relativa alla legittimità del provvedimento amministrativo con cui l'autorità prefettizia ha disposto il riconoscimento della personalità giuridica alla fondazione "Alleanza Nazionale" (costituita all'esito di deliberazione di scioglimento assunta dall'omonima associazione non riconosciuta, operante come partito politico), senza che a ciò osti la pendenza di un giudizio civile diretto alla declaratoria di invalidità delle deliberazioni associative che ne autorizzavano la costituzione, atteso che la proposta impugnazione - concernendo la verifica dell'adeguatezza della dotazione patrimoniale del nuovo ente a consentire il raggiungimento dei fini suoi propri - attiene ad un profilo autonomo rispetto alla validità del negozio di fondazione, la cui soluzione non condiziona necessariamente il giudizio amministrativo.

(Cass. Civ. Sez. Unite 08/05/2014 n. 9942)

 

L'associazione non riconosciuta, ancorché sfornita di personalita giuridica, è considerata dall'ordinamento come centro di imputazione di situazioni giuridiche distinto dagli associati, cui sono analogicamente applicabili, in mancanza di diversa previsione di legge o degli accordi associativi, le norme stabilite in materia di associazioni riconosciute o di società. Pertanto, in caso di unificazione di due associazioni non riconosciute può farsi riferimento alle norme sulla fusione, con la conseguenza che la sopravvenuta unificazione non incide sull'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto a nome di una delle associazioni unificate in quanto parte del giudizio di merito; infatti, a seguito della nuova formulazione dell'art. 2504 bis c.c., in base al cui comma 1 la società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione, la fusione configura una vicenda meramente evolutivo-modificativa del medesimo soggetto giuridico, senza la produzione di alcun effetto successorio ed estintivo.

(Cass. Civ. Sez. I 23/01/2007 n. 1476)

 

 

Comunione e Condominio

Le disposizioni in materia di condominio possono legittimamente ritenersi applicabili al consorzio costituito tra proprietari di immobili per la gestione delle parti e dei servizi comuni di una zona residenziale, pur appartenendo indiscutibilmente il consorzio alla categoria delle associazioni, non esistendo schemi obbligati per la costituzione di tali enti, e assumendo, per l'effetto, rilievo decisivo la volontà manifestata dagli stessi consorziati con la regolamentazione contenuta nelle norme statutarie. Salvo che la legge o lo statuto richiedano la forma espressa o addirittura quella scritta, la volontà di partecipare alla costituzione del consorzio o di aderire al consorzio già costituito può essere manifestata anche tacitamente e desumersi da presunzioni o fatti concludenti, quali la consapevolezza di acquistare un immobile compreso in un consorzio oppure l'utilizzazione in concreto dei servizi posti a disposizione dei consorziati. Solo la partecipazione al consorzio può determinare l'obbligazione di versare la quota stabilita dagli organi statutariamente competenti, legittimando la pretesa di pagamento.

(Cass. Civ. Sez. II 03/10/2013 n. 22641)

 

 

Obbligazioni e Contratti

Lo statuto e l'atto costitutivo di un'associazione costituiscono espressione di autonomia negoziale e sono regolati dai principi generali del negozio giuridico, salve le deroghe imposte dai particolari caratteri propri del contratto di associazione. Ne consegue che non può configurarsi, nei rapporti associativi, la presenza di un contraente più debole, meritevole della particolare tutela prevista per le clausole vessatorie, presupponendo, al contrario, la partecipazione ad un'associazione una comunanza di interessi e di risorse, finalizzati al raggiungimento degli scopi previsti dall'atto costitutivo, in funzione dei quali sono utilizzati tutti i mezzi disponibili.

(Cass. Civ. Sez. III 08/04/2010 n. 8372)

 

 

Successioni

Non è necessaria la preventiva autorizzazione governativa, prevista nel previgente art. 17 del c.c., abrogato dall'art. 13 della legge n. 127 del 1997, per l'accettazione dell'eredità da parte di un fondazione costituita per testamento, con nomina dell'ente in qualità di erede universale, anche se la disposizione testamentaria è anteriore all'abrogazione della norma codicistica, perché con l'art. 1 della legge n. 192 del 2000, di modifica del citato art. 13, è stata estesa la rimozione della preventiva autorizzazione anche alle acquisizioni deliberate o verificatesi in data anteriore all'entrata in vigore della legge n. 127 del 1997, salvo il caso in cui anteriormente a tale data il rapporto non sia già definito mediante l'intervenuta autorizzazione.

(Cass. Civ. Sez. II 08/10/2008 n. 24813)

 



 
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