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Art. 1401 codice civile: Riserva di nomina del contraente

Nel momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso (1).


Commento

Parte (del contratto): per (—) non s’intende la persona, bensì il centro di interessi o il destinatario degli effetti contrattuali; sicché la (—) può essere costituita da una o più persone (parte plurisoggettiva).

 

Contratto per persona da nominare: contratto nel quale è contenuta una clausola con la quale si attribuisce ad una delle parti (lo stipulante) la facoltà di nominare (electio amici) un soggetto (eligendus), che diverrà parte sostanziale del contratto al posto dello stipulante o insieme a quest’ultimo.

 

(1) Il contratto per persona da nominare, già prima della dichiarazione di nomina, è perfetto ed efficace e lo stipulante finché non esercita il potere di nomina, è vincolato al contratto.

 

Il contratto per persona da nominare può essere utilizzato, per diversi e più motivi, allorché un soggetto non vuole palesarsi nella trattativa contrattuale. Ad esempio, è utilizzabile per consentire a certe persone di acquistare beni all’asta pubblica senza apparire fra i partecipanti. Ovvero è utilizzabile dai mediatori immobiliari i quali con tale tipo di contratto evitano un duplice pagamento di tributi per il doppio trasferimento della proprietà.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Nel contratto per persona da nominare (nella specie, preliminare di vendita di bene immobile), la dichiarazione di nomina e l'accettazione del terzo debbono rivestire la stessa forma del contratto, sicché è sufficiente che all'altro contraente pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo e l'accettazione di quest'ultimo, che può risultare anche dall'atto introduttivo del giudizio promosso dal terzo nei confronti dell'altro contraente, senza rilevi l'eventuale non contemporaneità o la ricezione in tempi diversi della nomina del terzo e della relativa accettazione. Cassa con rinvio, App. Bologna, 07/02/2007

Cassazione civile sez. II  01 settembre 2014 n. 18490  

 

Nel contratto per persona da nominare, il terzo designato subentra nel contratto per effetto della nomina e della sua contestuale accettazione e, quindi, acquista i diritti ed assume gli obblighi già facenti capo al contraente originario con effetto retroattivo. Ne consegue che, nel caso in cui al contratto preliminare di vendita venga apposta una clausola compromissoria, il terzo designato al momento della stipula del contratto definitivo deve essere considerato fin dall'origine unica parte contraente contrapposta al promittente venditore ed a questo legata dal rapporto costituito dallo stipulante nella sua interezza, comprensivo quindi della clausola compromissoria contenuta nel solo preliminare e che direttamente lo vincola. Rigetta, App. Brescia, 28/07/2007

Cassazione civile sez. I  16 aprile 2014 n. 8868  

 

Ai sensi degli art. 1401 e ss. c.c., nel contratto per persona da nominare, a seguito dell'esercizio del potere di nomina, il terzo subentra nel contratto e, prendendo il posto della parte originaria, ne acquista i diritti ed assume gli obblighi con effetto retroattivo, dovendo, quindi, considerarsi fin dall'origine parte contraente. Ne consegue che la dichiarazione di nomina, attesa la funzione di far acquistare al terzo gli stessi diritti ed obblighi derivanti dal contratto, non può contenere alcuna modifica o variazione del suo contenuto, essendo, altrimenti, improduttiva di effetti, Rigetta, App. Roma, 22/04/2010

Cassazione civile sez. II  21 marzo 2013 n. 7217  

 

Nel contratto per persona da nominare, solo la nomina ritualmente eseguita del terzo dà luogo ad un contratto con effetti diretti tra l'altro contraente e il soggetto designato, che acquista la qualità di soggetto negoziale ex tunc, come tale abilitato, tra l'altro, all'impugnazione del negozio stesso.

Cassazione civile sez. I  31 ottobre 2012 n. 18845  

 

In un contratto preliminare di compravendita immobiliare, la clausola con cui il promissario acquirente si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare comporta la configurabilità o di una cessione del contratto, ai sensi dell'art. 1406 ss. c.c., con il preventivo consenso alla cessione a norma dell'art. 1407 c.c., o di un contratto per persona da nominare, di cui all'art. 1401 c.c., e ciò sia in ordine allo stesso preliminare che con riferimento al contratto definitivo, o, infine, di un contratto a favore del terzo, ai sensi dell'art. 1411 c.c., mediante la facoltà di designazione concessa all'uopo al promissario fino alla stipulazione del definitivo. Tale pluralità di configurazioni giuridiche in relazione al regolamento dell'intervento di terzi nella fattispecie contrattuale — preliminare o definitiva — va, tuttavia, riferita necessariamente al contenuto effettivo della volontà delle parti contraenti, che l'interprete deve ricercare in concreto, anche in correlazione alla funzione — invalsa nella pratica quotidiana degli affari — di impiegare il contratto preliminare per la disciplina intertemporale dei rapporti contrattuali delle parti, al di fuori di una coincidenza, che non sia meramente nominale, con gli schemi tipici approntati dal legislatore.

Cassazione civile sez. II  03 agosto 2012 n. 14105  

 

In caso di preliminare di compravendita nel quale il promissario compratore si sia riservato la facoltà di nominare un terzo, in proprio luogo, fino al tempo del rogito, qualora la electio amici non sia intervenuta prima di tale momento, unico soggetto legittimato ad agire per l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto è lo stipulante, il quale può ottenere la pronuncia di trasferimento direttamente a favore del terzo eletto, purché lo abbia nominato nella domanda giudiziale.

Cassazione civile sez. II  30 aprile 2012 n. 6612  

 

 

Simulazione

In tema di modificazioni della domanda giudiziale, laddove l'atto di citazione sia diretto ad ottenere il trasferimento di un determinato bene in favore dell'attore in forza dell'obbligo assunto dall'intestatario fiduciario, costituisce domanda nuova — e non semplice precisazione o modificazione della domanda già proposta, consentita in virtù della facoltà concessa alle parti dall'art. 183 c.p.c. — la richiesta volta al riconoscimento della proprietà dello stesso bene, sul presupposto del carattere fittizio dell'intestazione, discendente dalla simulazione tanto della dichiarazione di nomina da parte dello stipulante, quanto dell'accettazione della persona nominata, e ciò data la diversità tra le due anzidette fattispecie, deducendosi con la prima l'esistenza di un contratto valido ed efficace, sia pure con la costituzione a carico del fiduciario dell'obbligo di ritrasferire il bene a vantaggio del fiduciante, e con la seconda, invece, un'ipotesi di divergenza tra volontà e manifestazione.

Cassazione civile sez. II  29 febbraio 2012 n. 3134  

 

 

Donazione

La donazione indiretta è caratterizzata dal fine perseguito di realizzare una liberalità, e non già dal mezzo, che può essere il più vario, nei limiti consentiti dall'ordinamento, ivi compresi più negozi tra loro collegati, come nel caso in cui un soggetto, stipulato un contratto di compravendita, paghi o si impegni a pagare il relativo prezzo e, essendosene riservata la facoltà nel momento della conclusione del contratto, provveda ad effettuare la dichiarazione di nomina, sostituendo a sé, come destinatario degli effetti negoziali, il beneficiario della liberalità, così consentendo a quest'ultimo di rendersi acquirente del bene ed intestatario dello stesso. Né la configurabilità della donazione indiretta è impedita dalla circostanza che la compravendita sia stata stipulata con riserva della proprietà in favore del venditore fino al pagamento dell'ultima rata di prezzo, giacché quel che rileva è che lo stipulante abbia pagato, in unica soluzione o a rate, il corrispettivo, oppure abbia messo a disposizione del beneficiario i mezzi per il relativo pagamento.

Cassazione civile sez. II  29 febbraio 2012 n. 3134

 

 

Appello

Nei casi di intervento in appello, a norma dell'art. 344 c.p.c., da parte di chi prospetti che la situazione giuridica accertata o costituita dalla sentenza di primo grado possa pregiudicare un proprio autonomo diritto, legittimazione e merito si confondono, in quanto la prima discende dall'effettiva titolarità del diritto incompatibile vantato ed il secondo concerne proprio l'incompatibilità tra quel diritto e la situazione giuridica accertata o costituita. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale, in relazione a giudizio di appello avverso sentenza pronunciata su domanda ex art. 2932 c.c., aveva escluso la legittimazione ad intervenire di un terzo subentrato nei diritti nascenti da un precedente preliminare di vendita in capo al promittente compratore, in conseguenza dell'esercizio della facoltà di nomina riconosciuta a quest'ultimo, sul presupposto della non perfetta identità dell'immobile oggetto dei due contratti).

Cassazione civile sez. II  25 giugno 2012 n. 10590

 

 

Farmacie

La disposizione dell'art. 12 l. n. 475 del 1968, che consente il trasferimento della farmacia solo a favore di persona dotata di particolari requisiti, non impedisce la stipulazione di un contratto preliminare di compravendita della farmacia condizionato alla futura acquisizione dei requisiti di legge da parte del promittente acquirente o di un terzo a favore del quale il contratto preliminare sia destinato a operare e che lo stipulante si riservi di indicare.

Cassazione civile sez. III  01 aprile 2014 n. 7525  



 
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