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Art. 1402 codice civile: Termine e modalità della dichiarazione di nomina

La dichiarazione di nomina deve essere comunicata all’altra parte nel termine di tre giorni dalla stipulazione del contratto, se le parti non hanno stabilito un termine diverso (1).

La dichiarazione non ha effetto se non è accompagnata dall’accettazione della persona nominata o se non esiste una procura anteriore al contratto.


Commento

Procura: [v. 1392].

 

(1) Cfr. art. 30, d.P.R. 26-10-1972, n. 634 (Disciplina dell’imposta di registro) e art. 32 (Dichiarazione di nomina), d.P.R. 26-4-1986, n. 131 (T.U. imposta di registro), per la disciplina fiscale.

 

Il termine di tre giorni è generalmente rispettato per ragioni di risparmio fiscale. La designazione, infatti, dell’electus successivamente a tale data comporta l’applicazione di una nuova imposta di registro, perché la legge presume un duplice trasferimento (il primo tra i contraenti originali e il secondo tra uno di questi e l’electus) [v. 1405].


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Nel contratto per persona da nominare (nella specie, preliminare di vendita di bene immobile), la dichiarazione di nomina e l'accettazione del terzo debbono rivestire la stessa forma del contratto, sicché è sufficiente che all'altro contraente pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo e l'accettazione di quest'ultimo, che può risultare anche dall'atto introduttivo del giudizio promosso dal terzo nei confronti dell'altro contraente, senza rilevi l'eventuale non contemporaneità o la ricezione in tempi diversi della nomina del terzo e della relativa accettazione. Cassa con rinvio, App. Bologna, 07/02/2007

Cassazione civile sez. II  01 settembre 2014 n. 18490  

 

Nel contratto per persona da nominare, solo la nomina ritualmente eseguita del terzo dà luogo ad un contratto con effetti diretti tra l'altro contraente e il soggetto designato, che acquista la qualità di soggetto negoziale ex tunc, come tale abilitato, tra l'altro, all'impugnazione del negozio stesso.

Cassazione civile sez. I  31 ottobre 2012 n. 18845  

 

Il contratto per persona da nominare è destinato a produrre effetti tra le parti originarie non solo in caso di mancata dichiarazione di nomina, ma anche quando questa non venga validamente compiuta entro il termine convenuto, ovvero quando l' "electio amici" sia inefficace per difetto di adesione o per mancanza di pregressa valida procura da parte dell'eletto; peraltro, l'unico soggetto legittimato ad effettuare l'indicazione è colui il quale si sia riservato tale facoltà nel contratto stesso, mentre l'altro contraente, fino a quando non abbia notizia della dichiarazione di nomina e della relativa accettazione, non ha nessun rapporto con il soggetto nominato.

Cassazione civile sez. II  20 giugno 2011 n. 13537  

 

Qualora il promittente venditore abbia stipulato il contratto per sé o per persona da nominare, la scadenza del termine - non perentorio - previsto dall'art. 1402 c.c. per la dichiarazione di nomina (se le parti non abbiano diversamente convenuto), può essere eccepita soltanto dall'altro contraente, nel cui interesse il suddetto termine è previsto.

Cassazione civile sez. II  30 maggio 2007 n. 12741  

 

Nel contratto per persona da nominare la electio amici, al fine di evitare il doppio trasferimento, deve essere non solo effettuata, ma anche comunicata con le forme previste dalla legge non oltre i tre giorni dalla conclusione del contratto stesso unitamente all'accettazione del soggetto indicato, senza che rilevi, in senso contrario, che essa sia stata effettuata tempestivamente anche alla presenza della controparte (nella specie, era stato acquistato per persona da nominare, con atto pubblico, un immobile. Nella stessa data l'acquirente, alla presenza del venditore, aveva fatto, con altro atto pubblico, l'electio amici accettata da quest'ultimo, ma l'atto era stato comunicato al venditore esclusivamente con notifica a mezzo ufficiale giudiziario a distanza di circa un mese. Assumendo il terzo acquirente che il venditore aveva applicato una aliquota Iva maggiore di quella dovuta e agendo per il recupero della differenza, la Suprema Corte ha confermato la pronunzia del giudice del merito che aveva rigettato la domanda per essere stata la comunicazione di cui all'art. 1402 c.c. eseguita tardivamente, sì che unicamente l'altro contraente era legittimato a chiedere la restituzione dell'Iva eventualmente pagata in eccedenza, essendosi il contratto perfezionatosi tra i contraenti originari). (Conferma App. Napoli 12 febbraio 2002).

Cassazione civile sez. III  29 settembre 2006 n. 21254  

 

Nel contratto per persona da nominare la dichiarazione di nomina e l'accettazione del terzo devono rivestire la stessa forma del contratto, ma ciò non va inteso nel senso che debbano necessariamente essere consacrate in una formale dichiarazione diretta all'altro contraente, essendo sufficiente che a costui pervenga una comunicazione scritta indicante la chiara volontà di designazione del terzo, in capo al quale deve concludersi il contratto, e la sua accettazione. Il contratto per persona da nominare produce quindi l'effetto della sostituzione del nominato all'originario stipulante "ex tunc", in via diretta ed immediata, nei confronti del terzo, sempre che la dichiarazione di nomina di questo da parte del contraente proceda in tempo utile e nelle debite forme e sia altresì trascritta ove tale formalità sia prevista per il contratto cui inerisce. Trascorso invece il termine di tre giorni previsto dalla legge, o quello diverso pattuito dalle parti, il rapporto si consolida in capo allo stipulante.

Cassazione civile sez. III  29 settembre 2006 n. 21254  

 

Nel contratto per persona da nominare, con il quale una parte si sia riservata la facoltà di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti ed assumere gli obblighi nascenti dallo stesso, non è richiesto che all'atto della stipulazione ex art. 1401 c.c. la persona da nominare sia già esistente, essendo invece necessaria tale esistenza solo nel successivo momento della designazione ex art. 1402 c.c., in virtù della quale il terzo nominato subentra nei diritti ed obblighi assunti dall'originario contraente.

Cassazione civile sez. II  22 marzo 2006 n. 6405  

 

Nel contratto per persona da nominare le parti possono stabilire che il termine per comunicare la nomina sia diverso da quello previsto dalla legge, purché esso sia determinato in modo assolutamente certo. (Nella specie è stata ritenuta valida la pattuizione che, in deroga a quanto previsto dall'art. 1402 c.c., prevede la facoltà di nomina dell'acquirente del bene promesso in vendita fino al momento della stipula dell'atto pubblico di vendita di cui nel preliminare era già stata indicata la data).

Tribunale Firenze  12 dicembre 2002

 

Nel contratto per persona da nominare, la dichiarazione di nomina non richiede formule sacramentali, ed il suo contenuto non è legislativamente determinato in modo rigido; essa può dunque ravvisarsi in qualsiasi dichiarazione del contraente, che se ne sia riservata la facoltà, con la quale egli nomini la persona che deve acquistare i diritti ed assumere gli obblighi nascenti dal contratto da lui stipulato.

Cassazione civile sez. II  29 settembre 2000 n. 12965  

 

Nel contratto per persona da nominare il termine di tre giorni fissato dalla legge per la dichiarazione di nomina può essere validamente modificato dalle parti, a condizione che il nuovo termine sia "certus an et quando" e non faccia sorgere dubbio alcuno che l'adempimento prescritto dalla legge avvenga in un determinato numero di giorni a decorrere dalla stipulazione del contratto oppure a scadenza fissa o in altro modo sicuramente determinato; in mancanza di tali caratteristiche la clausola è inidonea a sostituire il termine legale e se l'indicazione del contraente non avviene entro questo termine il contratto produce i suoi effetti tra i contraenti originari. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto il contratto efficace tra le parti originarie in presenza di una clausola che aveva previsto che la nomina dovesse avvenire in occasione della stipula dell'atto pubblico, per la quale era fissato un termine dilatorio, stabilendosi che non potesse aver luogo prima di una data determinata).

Cassazione civile sez. I  26 maggio 2000 n. 6952  



 
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