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Art. 1407 codice civile: Forma

Se una parte ha consentito preventivamente che l’altra sostituisca a sè un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, la sostituzione è efficace nei suoi confronti dal momento in cui le è stata notificata o in cui essa l’ha accettata (1).

Se tutti gli elementi del contratto risultano da un documento nel quale è inserita la clausola «all’ordine» o altra equivalente, la girata del documento produce la sostituzione del giratario nella posizione del girante (2).


Commento

Girata, giratario, girante: [v. 2009].

 

Notificazione: atto giuridico con il quale il cedente e il cessionario comunicano alla parte ceduta l’avvenuta cessione del contratto [v. 782].

 

Accettazione: atto giuridico con il quale la parte ceduta riconosce la nuova parte contrattuale.

 

Clausola «all’ordine»: clausola del contratto che consente il trasferimento di quest’ultimo con la semplice girata [v. 2009] del documento.

 

(1) Il contratto di cessione s’intende concluso (è perfetto) nel momento in cui il cedente, il cessionario e il contraente ceduto raggiungono l’accordo contrattuale. L’assenso del contraente ceduto può anche essere preventivo, cioè questi può conferire all’altra parte contrattuale il potere di cedere il contratto ad altro soggetto (terzo).

 

(2) L’assenso risulta implicito se il contratto è redatto in un documento con clausola «all’ordine» (contratto all’ordine). La clausola all’ordine consente il trasferimento del contratto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione.

 

Si noti che la legge richiede sempre il consenso del contraente ceduto, perché il cessionario assume nei confronti del contraente ceduto sia la posizione di nuovo creditore, sia la posizione di nuovo debitore.

 


Giurisprudenza annotata

Locazione

Ai sensi dell'art. 36 della legge 27 luglio 1978, n. 392, la cessione del contratto di locazione di immobile destinato ad attività di impresa, che avvenga con la cessione contestuale dell'azienda del conduttore, non ha bisogno del consenso del locatore, ma deve essergli comunicata con lettera raccomandata con avviso di ritorno (o con modalità diverse, purché idonee a consentire la conoscenza della modificazione soggettiva del rapporto); tale comunicazione, se non costituisce requisito di validità della cessione nel rapporto tra conduttore cedente e terzo cessionario, condiziona tuttavia l'efficacia della cessione stessa nei confronti del contraente ceduto, nel senso che essa non è opponibile al locatore sino a quando la comunicazione non avvenga (e salva, comunque, la possibilità che il locatore vi si opponga per gravi motivi nel termine di trenta giorni), sicché la conoscenza "aliunde" della cessione da parte del locatore non rileva, a meno che egli, avendola conosciuta, l'abbia accettata secondo la disciplina comune dettata dall'art. 1407 cod. civ. Rigetta, App. Firenze, 05/11/2007

Cassazione civile sez. III  20 febbraio 2014 n. 4067  

 

 

Obbligazioni

La cessione dell'opzione, seppure concretamente avvenuta, è priva di alcuna efficacia in assenza del consenso del ceduto. l'art. 1407 c.c., invero, prevede che la notifica al ceduto costituisce condizione di efficacia, ma non anche di validità, della cessione nei suoi confronti, nel senso che il cedente è liberato dalle obbligazioni nei confronti del ceduto a partire dal momento in cui la cessione diviene efficace nei suoi confronti. La sanzione dell'inefficacia, pertanto, deve intendersi contemplata a tutela esclusiva del ceduto, il quale ha interesse a farla valere laddove, dopo aver richiesto l'adempimento al cedente, si veda opporre la cessione del contratto. Nel caso concreto, tuttavia, è lo stesso cedente che intende far valere un diritto che è stato già oggetto di cessione, mentre il ceduto fa presente l'intervenuta cessione, dando così la prova di esserne venuto a conoscenza. A tale proposito è, invece, del tutto irrilevante la dichiarazione rilasciata dalla concessionaria del diritto di opzione, in quanto, non essendo nella disponibilità di tale soggetto attribuire o meno efficacia a un contratto già concluso, non è idonea a provare alcuna circostanza.

Tribunale Padova sez. I  20 novembre 2012 n. 2744  

 

In un contratto preliminare di compravendita immobiliare, la clausola con cui il promissario acquirente si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare comporta la configurabilità o di una cessione del contratto, ai sensi dell'art. 1406 ss. c.c., con il preventivo consenso alla cessione a norma dell'art. 1407 c.c., o di un contratto per persona da nominare, di cui all'art. 1401 c.c., e ciò sia in ordine allo stesso preliminare che con riferimento al contratto definitivo, o, infine, di un contratto a favore del terzo, ai sensi dell'art. 1411 c.c., mediante la facoltà di designazione concessa all'uopo al promissario fino alla stipulazione del definitivo. Tale pluralità di configurazioni giuridiche in relazione al regolamento dell'intervento di terzi nella fattispecie contrattuale — preliminare o definitiva — va, tuttavia, riferita necessariamente al contenuto effettivo della volontà delle parti contraenti, che l'interprete deve ricercare in concreto, anche in correlazione alla funzione — invalsa nella pratica quotidiana degli affari — di impiegare il contratto preliminare per la disciplina intertemporale dei rapporti contrattuali delle parti, al di fuori di una coincidenza, che non sia meramente nominale, con gli schemi tipici approntati dal legislatore.

Cassazione civile sez. II  03 agosto 2012 n. 14105  

 

La genericità delle formulazioni utilizzate, in sede di stipula del contratto preliminare fanno sì che la presenza della clausola "per sé o per persona da nominare" non può di per sé autorizzare l'interprete a ritenere che le parti intendessero riferirsi allo schema dell'art. 1401 c.c. poiché tale clausola è suscettibile di diverse interpretazioni, onde si tratta di ricostruire, in concreto, quale sia stata la effettiva volontà delle parti e, conseguentemente, lo schema negoziale cui essa è riconducibile: contratto per persona da nominare (1401 c.c.), consenso preventivo alla cessione del contratto (art. 1407 c.c.) o contratto a favore di terzo (1411 c.c.) (nel caso di specie, il promissorio acquirente è un padre che, obbligatosi a pagarne il prezzo, vuole acquistare la farmacìa per il figlio il quale non possiede ancora i titoli necessari per intestarsela: il Giudice ha, quindi, ritenuto che la clausola "non per sé ma per persona... che si riserva di nominare", escludendo la possibilità dell'acquisto da parte del padre, è incompatibile con lo schema della cessione del contratto preventivamente autorizzata; inoltre, la circostanza che la nomina del terzo avrebbe dovuto essere effettuata "in seno all'atto pubblico", a sette anni di distanza dalla stipulazione del preliminare, si rivela incompatibile con la volontà che il terzo subentrasse - "ex tunc" - con effetto retroattivo, nella posizione di parte sostanziale del contratto, dovendosi quindi escludere la volontà di stipulazione di un contratto preliminare per persona da nominare; l'effettiva volontà delle parti integrerebbe, quindi, lo schema del contratto preliminare a favore di terzo, compatibile con la volontà del padre di effettuare una liberalità nei confronti del figlio a soddisfacimento di un proprio interesse anche solo affettivo).

Tribunale Termini Imerese  12 maggio 2006

 

La valutazione dell’intenzione delle parti (al di là del "nomen iuris" impiegato) in ordine agli effetti dell’eventuale designazione del terzo, permette di operare una distinzione tra il contratto per persona da nominare (ex art. 1401 c.c.) in cui le parti vogliono la sostituzione dell’originario contraente "ex tunc", il contratto preliminare con clausola di preventivo consenso alla cessione (ex art. 1411 c.c.) in cui le parti intendono sostituire l’originario contraente "ex nunc", ed il contratto a favore di terzo eventualmente da designare (ex art. 1407 c.c.) in cui le parti attribuiscono il diritto alla prestazione posta in essere dal promittente senza alcuna modifica delle parti del contratto).

Tribunale Palermo  05 maggio 2006

 

Il contratto preliminare di permuta contenente la clausola "per sé o per persona da nominare" che autorizzi il promissario a designare un terzo quale permutante all'atto della stipula del definitivo configura un preliminare con consenso preventivo alla cessione del definitivo e non un preliminare per persona da nominare, di talché il terzo cessionario, assumendo la qualità di contraente soltanto con la stipula del definitivo, non è legittimato all'azione per l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.

Tribunale Palermo  05 aprile 2006



 
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