Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 141 codice civile: Competenza

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



I reati previsti nei precedenti articoli sono di competenza del tribunale  (1).

Commento

(1) Le fattispecie di cui agli articoli precedenti non costituiscono più reato essendo applicabili sanzioni solo amministrative; la competenza per gli illeciti amministrativi in questione è del Prefetto.

V. anche nota (1) sub art. 134.

Giurisprudenza annotata

Separazione tra coniugi

Il comportamento di un coniuge consistente nel mutamento di fede religiosa e nella partecipazione alle pratiche collettive del nuovo culto, si connette all'esercizio dei diritti garantiti dall'art. 19 cost. e, nonostante la sua inevitabile incidenza sull'armonia di coppia, non può essere considerato come ragione di addebito della separazione, se ed in quanto non superi i limiti di compatibilità con i concorrenti doveri di coniuge e di genitore fissati dagli art. 141 e 147 c.c. e non determini quindi, con la violazione di tali doveri (come appunto quello della coabitazione di cui al comma 2 dell'art. 143 c.c.), una situazione d'improseguibilità della convivenza o di grave pregiudizio per la prole.

Cassazione civile sez. I  06 agosto 2004 n. 15241  

 

Una volta costituito lo stato di separazione legale, non è più ammissibile mutarne il titolo (nel caso di specie la ricorrente chiedeva il mutamento del titolo di una separazione consensuale in separazione giudiziale addebitata al marito).

Cassazione civile sez. I  17 marzo 1995 n. 3098  

 

Nello stato di separazione legale non permane fra i coniugi alcun dovere reciproco di natura non patrimoniale: in particolare non sussiste un dovere di astenersi da comportamenti incompatibili con la possibilità di riprendere in futuro la convivenza coniugale; nè tanto meno permane il dovere di fedeltà.

Cassazione civile sez. I  17 marzo 1995 n. 3098  

 

La separazione con addebito non costituisce un modello autonomo e diverso rispetto a quello della separazione per intollerabilità della prosecuzione della convivenza: la dichiarazione di addebito non è altro se non una modalità accessoria ed eventuale della pronuncia di separazione.

Cassazione civile sez. I  17 marzo 1995 n. 3098  



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