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Art. 1415 codice civile: Effetti della simulazione rispetto ai terzi

La simulazione non può essere opposta nè dalle parti contraenti, nè dagli aventi causa o dai creditori del simulato alienante, ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di simulazione (1).

I terzi possono far valere la simulazione in confronto delle parti, quando essa pregiudica i loro diritti (2).


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I].

 

Parti contraenti (del contratto simulato): simulato alienante e il simulato acquirente, che rispettivamente trasferiscono e acquistano il diritto apparentemente.

 

Terzi: soggetti estranei al contratto simulato; si suddividono in due categorie: i soggetti pregiudicati ed i soggetti non pregiudicati dal contratto simulato; la regola generale è che i (—) pregiudicati dal contratto simulato possono agire in giudizio per far valere la situazione effettiva.

 

(1) I terzi non pregiudicati dal contratto simulato sono quelli che hanno acquistato diritti dal titolare apparente in buona fede (ignorando, cioè, di ledere il diritto del titolare effettivo): a costoro la legge assicura la massima tutela. Difatti, nei loro confronti non può essere fatta valere la situazione reale dalle parti contraenti, da coloro che hanno acquistato diritti (aventi causa) dal simulato alienante, e dai creditori di quest’ultimo. Se però il contratto simulato è soggetto a trascrizione, il terzo acquirente di buona fede può far valere il suo acquisto solo nel caso in cui questo sia stato trascritto prima della trascrizione della domanda di simulazione.

 

(2) I terzi pregiudicati dal contratto simulato sono: coloro che hanno acquistato diritti (aventi causa) dal simulato alienante e la parte sostanziale che risulta danneggiata dall’accordo simulatorio intervenuto fra il rappresentante e il terzo; questi soggetti possono agire con l’azione di accertamento della simulazione per far valere la situazione giuridica reale.

 

La preferenza accordata dalla legge ai terzi di buona fede aventi causa del simulato acquirente rispetto agli aventi causa e ai creditori del simulato alienante si spiega per l’esigenza di assicurare la certezza della circolazione dei diritti.


Giurisprudenza annotata

Simulazione

Qualora un soggetto acquisti, con un solo rogito notarile, più beni o più quote del medesimo bene da soggetti diversi, il documento contrattuale, sebbene formalmente unico, in realtà contiene più atti di vendita indipendenti ed autonomi tra loro, ciascuno dei quali, con proprie parti ed oggetto, improduttivo di effetti rispetto gli altri partecipanti all'atto, da qualificarsi terzi, sicché, nel giudizio avente ad oggetto la simulazione o la revocatoria della compravendita, i venditori assumono la posizione di litisconsorti necessari soltanto ove sia impugnato il trasferimento congiunto dei beni indivisi considerati nella loro unitarietà, ovvero nel caso in cui sia dedotta l'esistenza di un collegamento funzionale tra le singole vendite, e non anche quando sia invocata la simulazione o l'inefficacia del trasferimento dei singoli beni o delle sole quote appartenenti ad uno dei venditori. Rigetta, App. Roma, 08/10/2007

Cassazione civile sez. I  25 settembre 2014 n. 20294  

 

In tema di simulazione, il terzo non ha, in quanto tale, un interesse generalizzato ad ottenere il ripristino della situazione reale, ma solo ove la sua posizione giuridica risulti negativamente incisa dall'apparenza dell'atto, mentre va sempre riconosciuto l'interesse della parte contrattuale ad esercitare l'azione di simulazione in quanto volta all'accertamento dell'inefficacia totale o parziale del contratto e dei reali rapporti tra le parti. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto l'interesse dell'attore quale contraente e non terzo alla dichiarazione di simulazione assoluta dell'atto di cessione di quote sociali in quanto diretta al ripristino della titolarità anche formale delle quote sociali, così facendo venire meno l'apparenza contrattuale). Rigetta, App. Napoli, 15/12/2006

Cassazione civile sez. III  20 dicembre 2013 n. 28610  

 

Il coniuge in regime di comunione legale, estraneo all'accordo simulatorio, è terzo, legittimato a far valere la simulazione con libertà di prova, ai sensi degli art. 1415, comma 2, e 1417 c.c., rispetto all'acquisto di un bene non personale, effettuato dall'altro coniuge durante il matrimonio con apparente intestazione a persona diversa, atteso che tale simulazione impoverisce il patrimonio della comunione legale, sottraendogli il diritto previsto dall'art. 177, lett. a), c.c.

Cassazione civile sez. II  24 gennaio 2013 n. 1737  

 

Il coniuge in regime di comunione legale ed estraneo all'accordo simulatorio è legittimato, in quanto terzo pregiudicato, a far valere e a provare senza limitazioni, probatorie la simulazione per effetto della quale, in tesi, un bene, non personale, acquistato dall'altro coniuge durante il matrimonio è intestato a persona diversa.

Cassazione civile sez. II  24 gennaio 2013 n. 1737  

 

 

Lavoro subordinato

Una pluralità di soggetti aventi autonoma personalità (nella specie, gruppi parlamentari), ma comuni interessi economici, possano essere considerati unitariamente, quantomeno sotto il profilo economico, nel caso in cui lo stesso lavoratore abbia prestato attività alle loro dipendenze, ove sia configurabile, tra i datori di lavoro, un legame tale da far ritenere costituito fra gli stessi un complesso unitario, nell'ambito del quale, pur con la formale distinzione dei rapporti di lavoro, sia in concreto sussistita una continuità sostanziale dell'originario contratto di prestazione d'opera subordinata, con una fittizia successione del soggetto datore di lavoro. Cassa con rinvio, App. Roma, 16/06/2012

Cassazione civile sez. lav.  06 giugno 2014 n. 12817  

 

Il collegamento economico-funzionale tra imprese gestite da società del medesimo gruppo non è di per sé solo sufficiente a far ritenere che gli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato, formalmente intercorso fra un lavoratore ed una di esse, si debbano estendere anche all'altra, a meno che non sussista una situazione che consenta di ravvisare - anche all'eventuale fine della valutazione di sussistenza del requisito numerico per l'applicabilità della cosiddetta tutela reale del lavoratore licenziato - un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro. Tale situazione ricorre ogni volta che vi sia una simulazione o una preordinazione in frode alla legge del frazionamento di un'unica attività fra i vari soggetti del collegamento economico - funzionale e ciò venga accertato in modo adeguato, attraverso l'esame delle attività di ciascuna delle imprese gestite formalmente da quei soggetti, che deve rivelare l'esistenza dei seguenti requisiti: a) unicità della struttura organizzativa e produttiva; b) integrazione tra le attività esercitate dalle varie imprese del gruppo e il correlativo interesse comune; c) coordinamento tecnico e amministrativo - finanziario tale da individuare un unico soggetto direttivo che faccia confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune; d) utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie società titolari delle distinte imprese, nel senso che la stessa sia svolta in modo indifferenziato e contemporaneamente in favore dei vari imprenditori. Trattasi di valutazione di fatto rimessa al giudice di merito e sindacabile in sede di legittimità solo per vizi di motivazione.

Cassazione civile sez. VI  12 febbraio 2013 n. 3482  



 
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