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Art. 1416 codice civile: Rapporti con i creditori

La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato (1).

I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti (2), e, nel conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito è anteriore all’atto simulato (3).


Commento

Creditore: [v. 1174]; Atti di esecuzione: [v. 2929]; Creditori chirografari: [v. 189].

 

(1) I creditori del simulato acquirente risultano avvantaggiati dal contratto simulato, dal momento che, per effetto dell’entrata di un bene nel patrimonio del debitore, in virtù dell’atto di acquisto simulato, aumenta la loro garanzia patrimoniale. Tuttavia, la loro tutela è limitata: infatti, essi sono protetti contro l’azione di accertamento della simulazione [v. 1417] solo nel caso in cui abbiano compiuto in buona fede atti esecutivi (es.: il pignoramento) sul bene oggetto del contratto simulato.

 

(2) Il comma 2 fa riferimento ai creditori pregiudicati dal contratto simulato (i creditori del simulato alienante), i quali hanno interesse a far valere la situazione giuridica reale, proponendo l’azione di accertamento della simulazione; infatti, in virtù dell’atto di alienazione (atto di trasferimento) simulato, diminuisce il patrimonio del debitore, costituente la garanzia generica del loro diritto di credito. Precisamente, i creditori del simulato alienante possono opporre la simulazione nei confronti delle parti del contratto simulato, ma non nei confronti dei terzi acquirenti di buona fede [v. 1415], mentre nei confronti dei creditori del simulato acquirente vale la regola di cui alla nota successiva.

 

(3) La norma stabilisce che i creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione nei confronti dei creditori chirografari del simulato acquirente (non garantiti da pegno [v. 2784] o ipoteca [v. 2808] o titolari di privilegi [v. 2745]) qualora il loro credito sia sorto prima della stipulazione del contratto simulato. Se i creditori del simulato acquirente non sono chirografari, il conflitto si risolve secondo le regole comuni dell’ordine delle garanzie.

 

La tutela preferenziale accordata ai creditori del simulato alienante risponde all’esigenza di proteggere i soggetti che invocano la situazione giuridica effettiva al fine di evitare un danno (qui certant de damno vitando) rispetto ai soggetti che invocano la situazione apparente al fine di trarne un vantaggio (qui certant de lucro captando).


Giurisprudenza annotata

Simulazione

La dichiarazione relativa al versamento del prezzo di una compravendita immobiliare, seppur contenuta nel rogito notarile, non ha valore vincolante nei confronti del creditore di una delle parti del contratto che abbia proposto azione diretta a far valere la simulazione dell'alienazione poiché questi è terzo rispetto ai soggetti contraenti. Rigetta, App. Brescia, 20/06/2008

Cassazione civile sez. II  22 ottobre 2014 n. 22454  

 

Nell'azione diretta a far valere la simulazione di una compravendita proposta dal creditore di una delle parti del contratto stesso, alla dichiarazione relativa al versamento del prezzo, pur contenuta in un rogito notarile di una compravendita immobiliare, non può attribuirsi valore vincolante nei confronti del creditore, atteso che questi è terzo rispetto ai soggetti che hanno posto in essere il contratto, e che possono trarsi elementi di valutazione circa il carattere fittizio del contratto dalla circostanza che il compratore, su cui grava l'onere di provare il pagamento del prezzo, non abbia fornito la relativa dimostrazione. (In particolare, ha osservato la Suprema corte, a fronte di indizi proposti dalla parte, che denuncia la simulazione di una compravendita, è l'acquirente a dover dimostrare la effettività del pagamento del prezzo, e non il contrario).

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12955  

 

In tema di azione diretta a far valere la simulazione di una compravendita che sia proposta dal creditore di una delle parti del contratto stesso, possono trarsi elementi di valutazione circa il carattere fittizio del contratto dalla circostanza che il compratore, su cui grava l'onere di provare il pagamento del prezzo, non abbia fornito la relativa dimostrazione.

Cassazione civile sez. II  10 aprile 2013 n. 8781  

 

Deve ritenersi sussistente la simulazione assoluta del credito risultante da cambiali, laddove la parte convenuta abbia agito al solo scopo di pregiudicare, con la sottoscrizione delle cambiali per un credito inesistente, i diritti dell'attore. Conseguentemente, la garanzia ipotecaria si appalesa come priva di titolo e, in quanto tale, nulla.

Tribunale Novara  13 luglio 2010 n. 748  

 

Dopo la dichiarazione di fallimento, l'azione di simulazione di atti posti in essere dal debitore fallito e diretta a ricostituire il suo patrimonio spetta esclusivamente al curatore. La perdita di legittimazione opera sia dal lato attivo, in relazione all'azione spettante alla parte poi fallita (art. 1414 comma 1 c.c.) sia dal lato passivo, in relazione all'azione spettante ai creditori (art. 1416 comma 2 c.c.). Il creditore perde il diritto di far valere la simulazione di atti del debitore, poiché il carattere esclusivo del compito affidato al curatore stesso di ricostituzione di quella garanzia patrimoniale su cui i creditori faranno valere esecutivamente, in concorso, i loro diritti, discende dai principi fondamentali della procedura fallimentare, quali, da un canto, quello per cui nelle controversie in corso relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento sta in giudizio il curatore (art. 43 l. fall.) e dall'altro quello del divieto di imporre o proseguire sui beni compresi nel fallimento qualsiasi azione individuale esecutiva (art. 51 l. fall.), nel quale ricadono anche le azioni funzionalmente preordinate ad assicurare l'utile risultato della stessa azione esecutiva.

Corte appello Milano  04 dicembre 2008

 

 

Trascrizione

L'art. 45 legge fall., analogamente al precedente art. 42 di cui costituisce corollario, mira ad assicurare la completa cristallizzazione del patrimonio del fallito, preservandolo da pretese di soggetti che vantino titoli formatisi dopo la sentenza dichiarativa di fallimento ed impedendo che altre ne siano fatte valere, nel concorso fallimentare, rispetto a quelle facenti parte del suddetto patrimonio alla data della medesima dichiarazione. In coerenza con tale sua funzione, ed escludendosene la sua integrale assimilazione all'art. 2652, primo comma, n. 4, cod. civ., come la piena identità di contenuto con l'art. 2915, secondo comma, cod. civ., ne consegue che la non tempestività della trascrizione della corrispondente domanda giudiziale è da sola sufficiente ad escludere l'opponibilità della simulazione di un atto alla massa dei creditori, irrilevante rivelandosi il requisito soggettivo della buona fede. Rigetta, App. Ancona, 18/10/2008

Cassazione civile sez. I  08 agosto 2013 n. 19025

 

 

Fallimento

Dopo la dichiarazione di fallimento, l'azione di simulazione di atti posti in essere dal debitore fallito e diretta a ricostituire il suo patrimonio spetta esclusivamente al Curatore. La perdita di legittimazione opera sia dal lato attivo, in relazione all’azione spettante alla parte poi fallita (art. 1414 c.c., comma 1) sia dal lato passivo, in relazione all’azione spettante ai creditori (art. 1416 c.c. comma 2). Il creditore perde il diritto di far valere la simulazione di atti del debitore, poiché il carattere esclusivo del compito affidato al curatore stesso di ricostituzione di quella garanzia patrimoniale su cui i creditori faranno valere esecutivamente, in concorso, i loro diritti, discende dai principi fondamentali della procedura fallimentare, quali, da un canto, quello per cui nelle controversie in corso relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento sta in giudizio il curatore (art. 43 L.F.) e dall'altro quello del divieto di imporre o proseguire sui beni compresi nel fallimento qualsiasi azione individuale esecutiva (art. 51 L.F.), nel quale ricadono anche le azioni funzionalmente preordinate ad assicurare l'utile risultato della stessa azione esecutiva.

Corte appello Milano  04 dicembre 2008

 

Ai fini dell'azione revocatoria ordinaria, per l'integrazione del profilo oggettivo dell'"eventus damni" è sufficiente che l'atto di disposizione del debitore abbia determinato maggiore difficoltà o incertezza nell'esazione coattiva del credito, potendo il detto "eventus damni" consistere in una variazione non solo quantitativa, ma anche qualitativa del patrimonio del debitore. A tal fine, può essere sufficiente una modificazione qualitativa del patrimonio del debitore, a seguito della dismissione di cespiti immobiliari, con conversione del patrimonio in denaro o beni facilmente occultabili.

Cassazione civile sez. II  20 ottobre 2008 n. 25490  

 



 
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