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Art. 1417 codice civile: Prova della simulazione

La prova per testimoni della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l’illiceità del contratto dissimulato, anche se è proposta dalle parti (1).


Commento

Domanda (giudiziale): [v. 1296].

 

(Azione di) Simulazione: azione di accertamento diretta a far valere davanti all’Autorità giudiziaria la situazione giuridica reale contro l’apparenza, e quindi l’inefficacia del negozio simulato.

L’azione tendente a fare accertare la simulazione assoluta è imprescrittibile, mentre quella tendente a far accertare la simulazione relativa è imprescrittibile solo quando mira ad accertare la nullità del contratto simulato. La domanda di simulazione, se ha ad oggetto atti soggetti a trascrizione [v. Libro VI, Titolo I], va trascritta ai sensi degli artt. 2652, n. 4 e 2690, n. 1.

 

(1) La legge detta una disciplina differente in tema di prova della simulazione a seconda che ad agire siano le parti o i terzi. Infatti, a creditori e terzi è concesso provare la simulazione per testi. Alle parti, invece, è consentita la prova per testi solo ove vogliano dimostrare l’illiceità del contratto dissimulato.

 

È evidente che la legge non applica ai terzi o ai creditori il limite della prova testimoniale ai sensi dell’art. 2721, considerando la difficoltà che hanno i soggetti estranei al contratto simulato a procurarsi una prova scritta.

 


Giurisprudenza annotata

Simulazione

La curatela fallimentare che abbia proseguito il giudizio per il pagamento del residuo credito per il prezzo di una vendita stipulata dal fallito in bonis, non può considerarsi terzo, in quanto agisce in rappresentanza del fallito e non della massa dei creditori. Da ciò discende che anche la curatela fallimentare soggiace ai limiti di cui agli artt. 2722 e 2726 c.c., non potendo dimostrare attraverso testimoni la simulazione assoluta di un atto di quietanza, avendo la prova ad oggetto un elemento essenziale del contratto che deve risultare per iscritto

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2014 n. 27358  

 

La dichiarazione relativa al versamento del prezzo di una compravendita immobiliare, seppur contenuta nel rogito notarile, non ha valore vincolante nei confronti del creditore di una delle parti del contratto che abbia proposto azione diretta a far valere la simulazione dell'alienazione poiché questi è terzo rispetto ai soggetti contraenti. Rigetta, App. Brescia, 20/06/2008

Cassazione civile sez. II  22 ottobre 2014 n. 22454  

 

L'erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita fatta dal "de cuius", diretta a dissimulare, in realtà, una donazione, agisce per la tutela di un proprio diritto ed è terzo rispetto alle parti contraenti, sicché la prova testimoniale e per presunzioni è ammissibile senza limiti quando, sulla premessa che l'atto simulato comporti una diminuzione della sua quota di riserva, proponga contestualmente all'azione di simulazione una domanda di riduzione della donazione dissimulata, diretta a far dichiarare che il bene fa parte dell'asse ereditario e che la quota a lui spettante va calcolata tenendo conto del bene stesso. Rigetta, App. Venezia, 02/05/2011

Cassazione civile sez. II  22 settembre 2014 n. 19912  

 

L'inammissibilità della prova per presunzioni della simulazione non può essere rilevata dal giudice in assenza di un'espressa eccezione della parte, che, ove non possa essere anteriormente sollevata, deve comunque essere fatta valere con l'atto di impugnazione, poiché i limiti stabiliti dall'art. 1417 cod. civ. (e, più in generale, dagli artt. 2721 e 2722 cod. civ.) sono diretti alla tutela esclusiva degli interessi privati. Cassa con rinvio, App. Torino, 08/03/2012

Cassazione civile sez. VI  17 luglio 2014 n. 16377  

 

Nell'azione diretta a far valere la simulazione di una compravendita proposta dal creditore di una delle parti del contratto stesso, alla dichiarazione relativa al versamento del prezzo, pur contenuta in un rogito notarile di una compravendita immobiliare, non può attribuirsi valore vincolante nei confronti del creditore, atteso che questi è terzo rispetto ai soggetti che hanno posto in essere il contratto, e che possono trarsi elementi di valutazione circa il carattere fittizio del contratto dalla circostanza che il compratore, su cui grava l'onere di provare il pagamento del prezzo, non abbia fornito la relativa dimostrazione. (In particolare, ha osservato la Suprema corte, a fronte di indizi proposti dalla parte, che denuncia la simulazione di una compravendita, è l'acquirente a dover dimostrare la effettività del pagamento del prezzo, e non il contrario).

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12955  

 

La prova della simulazione di un contratto solenne, stipulato da un soggetto poi deceduto, da parte degli eredi al medesimo succeduti a titolo universale, ed allo scopo di far ricomprendere l’immobile tra i beni facenti parte dell’asse ereditario, soggiace a tutte le limitazioni previste dalla legge per la prova della simulazione tra le parti, atteso che gli eredi, versando nelle stesse condizioni del “de cuius”, non possono legittimamente dirsi “terzi” rispetto al negozio; deve pertanto escludersi a tal fine la prova per testimoni, per presunzioni ed a mezzo di interrogatorio formale diretto a provocare la confessione della controparte. Nessuna limitazione probatoria incontra, per converso, l’erede che agisca in qualità di legittimario, per la tutela, cioè, di un diritto suo proprio, a condizione che egli abbia contestualmente a proporre domanda di integrazione della quota (Cfr. Cass. sezione 3, n. 6632 del 24/03/2006).

Tribunale Foggia  08 aprile 2014

 

Ai fini della prova della simulazione inter partes nelle controversie soggette al rito del lavoro (e, quindi, pure nelle controversie agrarie), è in facoltà del giudice ammettere ogni mezzo di prova anche al di fuori dello specifico limite della prova testimoniale (e, correlativamente, di quella presuntiva) ex art. 1417 c.c., in quanto l'art. 421 c.p.c. - nel consentire al giudice, nell'ambito del rito suindicato, di ammettere mezzi di prova senza i limiti fissati dal codice civile - si riferisce ai limiti stabiliti per la prova testimoniale dalle relative disposizioni generali degli art. 2721, 2722 e 2723, alle quali si ricollega l'articolo 1417 citato, che, d'altronde, fa applicazione, in tema di simulazione, della regola generale, di cui al menzionato art. 2722, dell'inammissibilità della prova testimoniale di patti contrari al contenuto di un documento. Il medesimo art. 421 c.p.c., inoltre, si riferisce non ai requisiti di forma previsti dal codice, per alcuni tipi di contratto (sia ad substantiam che "ad probationem"), ma ai limiti fissati dal codice civile alla prova testimoniale in generale negli articoli 2721, 2722 e 2723.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2014 n. 4567  

 



 
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