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Art. 1418 codice civile: Cause di nullità del contratto

Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente (1).

Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall’art. 1325, l’illiceità della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall’art. 1345 e la mancanza nell’oggetto dei requisiti stabiliti dall’art. 1346 (2).

Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge (3).


Commento

Norme imperative: [v. 1343].

 

(1) Il contratto contrario a norme imperative è illegale. Sono norme imperative le norme che devono sempre essere osservate (inderogabili) dai privati e che sono poste a tutela di un interesse generale.

 

(2) Il contratto è nullo quando manca uno dei requisiti strutturali, e cioè: l’accordo delle parti, la causa, l’oggetto, la forma ad substantiam [v. 1325].

Per quanto riguarda l’accordo, occorre precisare che ne impedisce la formazione: a) la manifestazione di volontà non seria, cioè quando la dichiarazione è fatta a scopo didattico (docendi causa) o per scherzo (ioci causa); b) la violenza fisica o assoluta (es.: Tizio prende la mano di Caio e lo guida forzatamente a sottoscrivere una dichiarazione); c) il dissenso, che si verifica quando il destinatario della dichiarazione contrattuale aderisce ad essa fraintendendone il contenuto, sicché non vi è corrispondenza tra proposta e accettazione.

Il contratto è altresì nullo quando, pur essendo completo di tutti i suoi elementi strutturali, è illecito, e cioè quando si pone in contrasto con una norma imperativa, con l’ordine pubblico o con il buon costume.

 

(3) La nullità o l’annullabilità del contratto non dispensa dall’obbligo di chiedere la registrazione e di pagare la relativa imposta. Tuttavia, detta imposta deve essere restituita, per la parte eccedente la misura fissa, quando la nullità o l’annullabilità siano dichiarate, per cause non imputabili alle parti, con sentenza passata in giudicato e il contratto non possa essere ratificato, convalidato o confermato (art. 38, d.P.R. 26-4-1986, n. 131).

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La domanda di accertamento della nullità di un negozio proposta, per la prima volta, in appello è inammissibile ex art. 345, primo comma, cod. proc. civ., salva la possibilità per il giudice del gravame - obbligato comunque a rilevare di ufficio ogni possibile causa di nullità, ferma la sua necessaria indicazione alle parti ai sensi dell'art. 101, secondo comma, cod. proc. civ. - di convertirla ed esaminarla come eccezione di nullità legittimamente formulata dall'appellante, giusta il secondo comma del citato art. 345. Cassa con rinvio, App. Bologna, 03/07/2006

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26243  

 

I poteri officiosi di rilevazione di una nullità negoziale non possono estendersi alla rilevazione di una possibile conversione del contratto, ostandovi il dettato dell'art. 1424 cod. civ., - secondo il quale il contratto nullo può, non deve, produrre gli effetti di un contratto diverso - atteso che, altrimenti, si determinerebbe un'inammissibile rilevazione di una diversa efficacia, sia pur ridotta, di quella convenzione negoziale. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242  

 

Il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità integrale del contratto deve rilevarne di ufficio la sua nullità solo parziale, e, qualora le parti, all'esito di tale indicazione officiosa, omettano un'espressa istanza di accertamento in tal senso, deve rigettare l'originaria pretesa non potendo inammissibilmente sovrapporsi alla loro valutazione ed alle loro determinazioni espresse nel processo. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242  

 

Il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale deve rilevare di ufficio l'esistenza di una causa di quest'ultima diversa da quella allegata dall'istante, essendo quella domanda pertinente ad un diritto autodeterminato, sicchè è individuata indipendentemente dallo specifico vizio dedotto in giudizio. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242  

 

Il rilievo "ex officio" di una nullità negoziale - sotto qualsiasi profilo ed anche ove sia configurabile una nullità speciale o "di protezione" - deve ritenersi consentito, sempreché la pretesa azionata non venga rigettata in base ad una individuata "ragione più liquida", in tutte le ipotesi di impugnativa negoziale (adempimento, risoluzione per qualsiasi motivo, annullamento, rescissione), senza, per ciò solo, negarsi la diversità strutturale di queste ultime sul piano sostanziale, poichè tali azioni sono disciplinate da un complesso normativo autonomo ed omogeneo, affatto incompatibile, strutturalmente e funzionalmente, con la diversa dimensione della nullità contrattuale. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242

 

La "rilevazione" "ex officio" delle nullità negoziali (sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, ed altresì per le ipotesi di nullità speciali o "di protezione") è sempre obbligatoria, purchè la pretesa azionata non venga rigettata in base ad una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio; la loro "dichiarazione", invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte pure all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa (salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte) del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia, peraltro, di giudicato in assenza di sua impugnazione. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242  

 

La rilevabilità officiosa delle nullità negoziali deve estendersi anche a quelle cosiddette di protezione, da configurarsi, alla stregua delle indicazioni provenienti dalla Corte di giustizia, come una "species" del più ampio "genus" rappresentato dalle prime, tutelando le stesse interessi e valori fondamentali - quali il corretto funzionamento del mercato (art. 41 Cost) e l'uguaglianza almeno formale tra contraenti forti e deboli (art. 3 Cost) - che trascendono quelli del singolo. Cassa e decide nel merito, App. Brescia, 13/01/2011

Cassazione civile sez. un.  12 dicembre 2014 n. 26242  

 

 

Contratti bancari

In relazione alle operazioni di investimento la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, ai sensi dell'art. 1418 c.c., comma 1, attiene ad elementi intrinseci della fattispecie negoziale, cioè relativi alla struttura o al contenuto del contratto, mentre le condotte delle parti nel corso delle trattative per la formazione del contratto, ovvero nella sua esecuzione, non viziano l'atto, indipendentemente dalla natura delle norme con le quali sia in contrasto, a meno che una espressa sanzione non sia prevista anche in riferimento a detta ipotesi, come accade nel caso disciplinato dal combinato disposto degli art. 1469 ter, comma 4 e 1469 quinquies, comma 1 c.c., in tema di clausole vessatorie contenute nei cd. contratti del consumatore, oggetto di trattativa individuale.

Tribunale Salerno sez. I  04 novembre 2014 n. 5184  



 
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