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Art. 1422 codice civile: Imprescrittibilità dell’azione di nullità

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione, salvi gli effetti dell’usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione (1).


Commento

Azione di nullità: [v. 1421].

 

Prescrizione: causa di estinzione del diritto determinata dal mancato esercizio dello stesso da parte del suo titolare per un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge [v. 2934].

 

Usucapione: modo di acquisto a titolo originario della proprietà e degli altri diritti reali di godimento, determinato dell’esercizio continuo [v. 1158] e non interrotto [v. 1167] del possesso [v. 1140] per un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge, unitamente all’inerzia del titolare del diritto.

 

Azione di ripetizione dell’indebito: azione processuale mediante la quale un soggetto fa valere in giudizio il diritto alla restituzione di un pagamento non dovuto [v. 2033 ss.]. L’azione si prescrive con il decorso di dieci anni.

 

(1) L’azione di nullità è esercitabile senza limiti di tempo. Tuttavia sono salvi gli effetti: a) dell’usucapione di beni acquistati col contratto nullo (es.: in base ad un contratto di vendita nullo, Tizio, acquirente, riceve il possesso del bene; successivamente Caio, il venditore, esercita l’azione di nullità chiedendo la restituzione; sebbene Tizio non possa aver acquistato la proprietà del bene in base al contratto nullo, se il possesso è protratto per il periodo previsto dalla legge, acquisterà il bene per usucapione); b) della prescrizione dell’azione di ripetizione; c) un altro limite all’azione di nullità è costituito dall’acquisto da parte di terzi (soggetti estranei al contratto) del diritto trasferito dalla parte che lo aveva acquistato in base al contratto nullo. Precisamente, la sentenza di nullità non opera nei confronti dei terzi che, in buona fede (che ignorano la nullità del primo trasferimento) hanno acquistato la proprietà o altro diritto reale su un bene mobile, in base al possesso e all’atto di acquisto astrattamente idoneo a trasferire il diritto (es.: vendita, permuta, donazione) [v. 1153]. Inoltre, la sentenza di nullità non opera nei confronti dei terzi che hanno acquistato in buona fede diritti su beni immobili o beni mobili registrati in base ad un atto di trasferimento trascritto rispettivamente cinque anni o tre anni prima della trascrizione della domanda diretta a far dichiarare la nullità del primo trasferimento [v. 2652 n. 6, 2690 n. 3].


Giurisprudenza annotata

Esecuzione forzata

L'aggiudicatario di un bene pignorato ha l'onere di far valere l'ipotesi di aliud pro alio con il solo rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi e quest'ultima deve essere esperita entro il termine perentorio di venti giorni dalla legale conoscenza dell'atto viziato, ovvero dal momento in cui la conoscenza del vizio si è conseguita o sarebbe stata conseguibile secondo una diligenza ordinaria.

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2014 n. 7708  

 

Nella vendita forzata l'aggiudicatario del bene pignorato, in quanto parte del processo di esecuzione, ha l'onere di far valere l'ipotesi di "aliud pro alio" con il solo rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, che va esperita - nel limite temporale massimo dell'esaurimento della fase satisfattiva dell'espropriazione, costituito dalla definitiva approvazione del progetto di distribuzione - comunque entro il termine perentorio di venti giorni dalla legale conoscenza dell'atto viziato, ovvero dal momento in cui la conoscenza del vizio si è conseguita o sarebbe stata conseguibile secondo una diligenza ordinaria. Rigetta, Trib. Milano, 27/07/2011

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2014 n. 7708  

 

 

Simulazione

In tema di prescrizione, mentre non assume rilievo la natura - assoluta o relativa - dell'azione di simulazione, che, essendo comunque diretta ad accertare la nullità del negozio apparente, è, ai sensi dell'art. 1422 cod. civ., imprescrittibile, il decorso del tempo può eventualmente colpire i diritti che presuppongono l'esistenza del negozio dissimulato, facendo così venire meno l'interesse all'accertamento della simulazione del negozio apparente. Rigetta, App. Roma, 05/05/2011

Cassazione civile sez. VI  27 agosto 2013 n. 19678

 

 

Interessi

L'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Infatti, nell'anzidetta ipotesi ciascun versamento non configura un pagamento dal quale far decorrere, ove ritenuto indebito, il termine prescrizionale del diritto alla ripetizione, giacché il pagamento che può dar vita ad una pretesa restitutoria è esclusivamente quello che si sia tradotto nell'esecuzione di una prestazione da parte del "solvens" con conseguente spostamento patrimoniale in favore dell'"accipiens".

Cassazione civile sez. un.  02 dicembre 2010 n. 24418  

 

Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisca per far dichiarare la nullità della clausola che preveda la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui sia stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti siano stati registrati, perché il contratto di conto corrente bancario collega le varie operazioni sostituendo ai pagamenti e alle riscossioni, gli accreditamenti e gli addebitamenti sul conto, attraverso una registrazione contabile continuativa delle diverse operazioni, non attraverso una compensazione, in senso tecnico, come modalità di estinzione delle obbligazioni né attraverso pagamenti in senso tecnico.

Cassazione civile sez. un.  02 dicembre 2010 n. 24418  

 

 

Ripetizione dell'indebito

L'accertata nullità del negozio giuridico, in esecuzione del quale sia stato eseguito un pagamento, dà luogo ad un'azione di ripetizione di indebito oggettivo, volta ad ottenere la condanna alla restituzione della prestazione eseguita in adempimento del negozio nullo, il cui termine di prescrizione inizia a decorrere non già dalla data del passaggio in giudicato della decisione che abbia accertato la nullità del titolo giustificativo del pagamento, ma da quella del pagamento stesso.

Cassazione civile sez. III  15 luglio 2011 n. 15669  

 

 

Prescrizione

La proposizione della domanda giudiziale ha efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi degli art. 2943 e 2945 c.c., con riguardo a tutti i diritti che si ricolleghino con stretto nesso di causalità al rapporto cui essa inerisce; pertanto, la proposizione di una domanda di adempimento in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto, ex art. 2932 c.c., non spiega efficacia interruttiva della prescrizione dell'autonoma azione volta ad ottenere la restituzione delle somme pagate in esecuzione del contratto preliminare poi dichiarato nullo.

Cassazione civile sez. III  15 luglio 2011 n. 15669  



 
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