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Art. 1441 codice civile: Legittimazione

L’annullamento del contratto può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse è stabilito dalla legge (1).

L’incapacità del condannato in istato di interdizione legale può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse (2).


Commento

Annullabilità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII].

 

Azione di annullamento: azione processuale mediante la quale si fa valere davanti al giudice la causa di annullamento del contratto. L’(—) è un’azione costitutiva in quanto la sentenza di annullamento cancella gli effetti che il contratto ha provvisoriamente prodotto determinando il ripristino della situazione antecedente.

 

Interdizione legale: pena accessoria che consegue alla condanna all’ergastolo o alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni (art. 32 c.p.) [v. 414].

 

(1) L’annullabilità può essere esercitata solo dai soggetti nel cui interesse la legge stabilisce l’invalidità; tali soggetti sono la parte che ha contrattato in stato d’incapacità [v. 1425] e quella il cui consenso è stato viziato da errore, dolo o violenza [v. 1427]. La legittimazione, inoltre, spetta agli eredi delle parti contrattuali predette.

 

(2) L’annullabilità, eccezionalmente, è assoluta, quando può essere fatta valere da qualsiasi interessato. Altre ipotesi di annullabilità assoluta ricorrono: per il testamento inficiato da vizi della volontà [v. 624] e in alcune ipotesi di annullamento del matrimonio (per parentela, età etc.).

 

L’annullamento, a differenza della nullità [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI], non può essere pronunciato dal giudice di ufficio, ed occorre sempre una specifica domanda di parte.

L’azione di annullamento può accompagnarsi alla domanda di risarcimento del danno [v. 1223] se si configura anche una responsabilità precontrattuale [v. 1337-1338].

 


Giurisprudenza annotata

 

Società

Nell'ambito dell'autonoma disciplina dell'invalidità delle deliberazioni dell'assemblea delle società per azioni, la previsione della nullità è limitata ai soli casi, disciplinati dall'art. 2379 c.c., di impossibilità o illiceità dell'oggetto, che ricorrono quando il contenuto della deliberazione contrasta con norme dettate a tutela degli interessi generali, che trascendono l'interesse del singolo socio, risultando dirette ad impedire deviazioni dallo scopo economico-pratico del rapporto di società.

Cassazione civile sez. II  24 marzo 2014 n. 6882

 

 

Obbligazioni e contratti

Il contratto di acquisto di un bene, pur se stipulato in vista di una successiva concessione in locazione finanziaria ad un terzo, può essere annullato per vizio del consenso che abbia inciso sulla formazione della volontà dell'acquirente, che è legittimato a chiederne l'annullamento anche quando, come concedente, agisca nella veste di mandatario dell'utilizzatore, atteso che, da un lato viene in rilievo, in ogni caso, un mandato "in rem propriam" e senza rappresentanza, mentre, dall'altro, presupposto del contratto di leasing è costituito dalla proprietà o dalla legittima disponibilità giuridica, in capo al concedente, del bene concesso in locazione, e, in tali operazioni, sussiste un collegamento funzionale tra vendita e locazione finanziaria tale da determinare una "diffusione", dall'uno all'altro dei contratti, delle cause di nullità, annullamento e risoluzione. Rigetta, App. Firenze, 24/09/2007

Cassazione civile sez. III  20 febbraio 2014 n. 4065  

 

 

Pubblica amministrazione

Nei contratti di diritto privato stipulati da un ente pubblico, la volontà negoziale - i cui vizi possono essere fatti valere dall'ente medesimo a norma dell'art. 1441 cod. civ. - deve essere tratta unicamente dalle pattuizioni intercorse tra le parti contraenti e risultanti dal contratto tra le stesse stipulato, interpretato secondo i canoni di ermeneutica stabiliti dagli artt. 1362 e segg. cod. civ., mentre le deliberazioni dei competenti organi dell'ente hanno rilevanza ai soli fini del procedimento formativo della volontà di uno dei contraenti. Cassa con rinvio, App. Napoli, 23/12/2005

Cassazione civile sez. III  24 luglio 2013 n. 17946

 

 

Obbligazioni e contratti

In materia contrattuale, pur essendo l'obbligo di restituzione della prestazione ricevuta un effetto naturale dell'annullamento del contratto, sul piano processuale è necessario che la parte proponga specifica domanda ai fini di detti effetti restitutori; ne consegue che, ove sia stata proposta in primo grado la domanda di annullamento del contratto con richiesta di risarcimento danni, al giudice d'appello è preclusa, ai sensi dell'art. 183 c.p.c., la possibilità di prendere in esame la domanda restitutoria avanzata per la prima volta dopo la definitiva determinazione della materia del contendere, trattandosi di domanda nuova.

Cassazione civile sez. II  15 marzo 2012 n. 4143  

 

 

Procedimento civile

All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato, ex art. 4 comma 3 d.lg. n. 28 del 2010, è tenuto a informare chiaramente e in forma scritta l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal d.lg. n. 28 del 2010 e delle agevolazioni fiscali di cui agli art. 17 e 20, oltre ai casi della mediazione obbligatoria; il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio; "in caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile". Vigente l'attuale art. 4 comma 3 d.lg. n. 28 del 2010, deve ritenersi che trovi applicazione l'art. 1441 comma 1 c.c., e, dunque, l'annullabilità può essere fatta valere solo dall'assistito che non abbia ricevuto l'informativa. Un'interpretazione di diverso segno - che consentisse anche alla controparte di demolire il contratto di patrocinio del partner litigante - difficilmente potrebbe sfuggire a una declaratoria di incostituzionalità.

Tribunale Varese sez. I  01 marzo 2011

 

L'art. 4, comma 3 d. lg. 4 marzo 2010 n. 28 prevede che, all'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato sia tenuto a informare chiaramente e in forma scritta l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione e delle agevolazioni fiscali di cui agli art. 17 e 20 (oltre ai casi della mediazione cd. obbligatoria). Il documento che contiene l'informazione é sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile, in virtù dell'applicazione dell'art. 1441 comma 1 c.c., solo dall'assistito che non ha ricevuto l'informativa (Nella specie, parte convenuta si costituiva eccependo, oltre alla nullità dell'atto di citazione per mancata indicazione dei codici fiscali da parte della difesa legale degli attori, altresì l'annullabilità del contratto di patrocinio di questi ultimi non essendo stata depositata l'informativa di cui al d.lg. n. 28 del 2010).

Tribunale Varese sez. I  01 marzo 2011

 

 

Provvedimenti del Giudice

La domanda giudiziale con cui la parte intenda far accertare la nullità di un contratto, al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un'ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo contratto dipendente da una invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità di un contratto, può pronunciarne l'annullamento, ove quest'ultimo risulti fondato sui medesimi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata la quale, nell'escludere la sussistenza della nullità del contratto individuale di lavoro stipulato tra il presidente in carica della società datrice di lavoro ed un suo dirigente, aveva però omesso di indagare se, in forza delle allegazioni in fatto su cui si fondavano le difese della società in entrambi i gradi del giudizio, potesse invece ravvisarsi una ipotesi di annullabilità del medesimo contratto per conflitto d'interessi ex art. 1394 c.c.).

Cassazione civile sez. lav.  18 luglio 2007 n. 15981



 
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