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Art. 1443 codice civile: Ripetizione contro il contraente incapace

Se il contratto è annullato per incapacità di uno dei contraenti, questi non è tenuto a restituire all’altro la prestazione ricevuta se non nei limiti in cui è stata rivolta a suo vantaggio (1).


Commento

Incapacità naturale: [v. 1425].

 

(1) Dall’annullamento del contratto stipulato dall’incapace legale o naturale, non deriva l’effetto normale della restituzione delle prestazioni [v. 1174] già eseguite, perché il legislatore ha ritenuto che l’incapace, essendo economicamente più debole, di regola non utilizza a proprio vantaggio quanto ricevuto dall’esecuzione del contratto. .


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La Corte considera il contratto preliminare come struttura negoziale autonoma, destinata a realizzare un assetto di interessi prodromico a quello che sarà compiutamente attuato con il contratto definitivo (cosicché il suo oggetto non consiste solo in un "facere" ma anche e soprattutto in un futuro "dare" consistente nel trasferimento del diritto sul bene). Ne trae la conseguenza che, ove il preliminare sia stato stipulato con persona incapace (nel caso di specie, inabilitato), l'unica azione a disposizione della parte promissoria acquirente, che abbia già in parte eseguito la sua prestazione, sia quella contrattuale ex art. 1443 c.c., mentre esclude la cumulabilità con tale azione dell'azione extracontrattuale che sanziona la malafede della controparte durante le trattative, che perdono di autonoma rilevanza con l'intervenuta stipula del preliminare.

Cassazione civile sez. III  25 luglio 2006 n. 16937  

 

Stipulato un contratto preliminare, qualora questo sia annullabile per essere stato stipulato da soggetto inabilitato senza l'assistenza del curatore, l'altro contraente, ancorché - eventualmente - abbia già eseguito parzialmente la propria prestazione, può agire a norma dell'art. 1443 c.c. e non certamente con l'azione di responsabilità precontrattuale, per trattative in malafede, atteso che la configurabilità di tale responsabilità è esclusa e assorbita dalla intervenuta stipula del contratto (ancorché preliminare). (Cassa App. Bolzano 3 dicembre 2001).

Cassazione civile sez. III  25 luglio 2006 n. 16937  

 

Il contratto preliminare deve essere inteso come struttura negoziale autonoma destinata (quantomeno in ipotesi di c.d. "preliminare impuro" ovvero "a prestazioni anticipate") a realizzare un assetto di interessi prodromico a quello che sarà compiutamente attuato con il contratto definitivo, sicché il suo oggetto è rinvenibile non solo e non tanto nel facereconsistente nel manifestare successivamente una volontà rigidamente predeterminata quanto alle parti e al contenuto, ma anche e soprattutto in un (sia pur futuro) "dare", insito nella trasmissione del diritto (dominicale o di altro genere), che costituisce, alfine, il risultato pratico avuto di mira dai contraenti. Ne consegue che, stipulato un contratto preliminare (avente ad oggetto, nel caso specifico, la cessione esclusiva dei futuri diritti di sfruttamento industriale di un'invenzione) con un soggetto incapace (legalmente presunto tale per effetto di sentenza di inabilitazione), l'unica azione a disposizione della parte promissaria acquirente, già esecutrice in modo parziale della propria prestazione, si individua in quella contrattuale prevista dall'art. 1443 c.c., senza che possa farsi luogo, in via cumulativa, all'esperimento di altra azione, di tipo extracontrattuale, riconducibile alla supposta malafede del predetto soggetto durante le trattative, e ciò alla stregua delle sopravvenute condizioni complessivamente cristallizzate mediante la stipula del preliminare che comportano la perdita di ogni autonomia e di ogni giuridica rilevanza di dette trattative, convergendo, sotto il profilo risarcitorio, nella nuova struttura contrattuale che, pertanto, viene a costituire la sola fonte di responsabilità, per l'appunto, risarcitoria. (Nella specie, la S.C., enunciando tale principio, ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza, con la quale, invece, era stata riconosciuta la configurabilità di una responsabilità extracontrattuale a carico del ricorrente per violazione del principio di buona fede nella fase precontrattuale, malgrado l'intervenuta stipula del contratto preliminare e la conseguente esclusiva rilevanza del nuovo vincolo giuridico venutosi a formare al quale si sarebbe dovuta ricollegare, in caso di annullamento dello stesso contratto, la sola responsabilità individuata nel citato art. 1443 c.c.).

Cassazione civile sez. III  25 luglio 2006 n. 16937



 
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