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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1449 codice civile: Prescrizione

L’azione di rescissione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto; ma se il fatto costituisce reato, si applica l’ultimo comma dell’art. 2947 (1).

La rescindibilità del contratto non può essere opposta in via di eccezione quando l’azione è prescritta.


Commento

Prescrizione: [v. 1422]; Azione di rescissione: [v. 1448].

 

(1) Se il fatto posto a fondamento della domanda di rescissione è un reato, si applica il termine di prescrizione del reato previsto dal codice penale.


Giurisprudenza annotata

Espropriazione

In tema di cessione volontaria del bene soggetto a espropriazione ai sensi dell'art. 12 l. n. 865 del 1971, con determinazione del prezzo salvo conguaglio ai sensi dell'art. 1 l. n. 385 del 1980, dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza n. 223 del 1983 dalla Corte costituzionale, il maggiore importo da riconoscersi comunque al cedente nasce da un diritto che prende il posto del conguaglio a suo tempo pattuito, il cui pagamento era stato convenzionalmente differito al successivo mutamento del quadro normativo preannunciato dall'articolo 1 citato. Deriva da quanto precede, pertanto, che la concordata dilazione comporta che il credito che si sostituisce al conguaglio, per effetto della declaratoria di incostituzionalità di detto art. 1, insorge al momento del verificarsi della sostituzione stessa con la pubblicazione della relativa pronuncia, onde detto momento segna il dies a quo del decorso degli interessi, in applicazione del canone generale fissato dall'art. 1449 c.c. con riguardo al prezzo della compravendita; né ciò è in contrasto con l'efficacia ex tunc delle pronunce di incostituzionalità, atteso che la predetta sentenza n. 223 della Corte costituzionale incide, nella specie, sotto il limitato profilo della variazione del titolo del diritto all'integrazione del prezzo, senza toccare la previsione negoziale circa la sua debenza differita.

Cassazione civile sez. I  04 giugno 2014 n. 12545

 

 

Obbligazioni e contratti

In tema di rescissione del contratto per lesione "ultra dimidiumn", il principio secondo cui l'accertamento della lesione va fatta in base al valore dei beni al momento della stipulazione del contratto, vale anche per il contratto preliminare di compravendita, sebbene essa diventi concreta ed attuale soltanto allorché la parte che l'ha subita sia convenuta per l'esecuzione in forma specifica del contratto. (Cassa App. Bari 28 febbraio 2005 n. 163).

Cassazione civile sez. II  09 febbraio 2011 n. 3176  

 

La pronuncia di rescissione, non diversamente da quella di risoluzione del contratto, produce due effetti: a) un effetto liberatorio, relativo alle prestazioni non ancora eseguite, che non dovranno più eseguirsi né dall'una né dall'altra parte; b) un effetto restitutorio, relativo alle prestazioni già eseguite, che ciascuna parte ha vicendevolmente diritto di ripetere dall'altra. Orbene, mentre l'effetto liberatorio si manifesta "ex nunc" e risponde al carattere costitutivo della pronuncia, l'effetto restitutorio, viceversa, non può che imporsi retroattivamente: le cose ricevute devono quindi essere restituite con tutti gli accessori e le utilità che frattanto esse abbiano prodotto e sulle somme ricevute, e da restituire, devono così corrispondersi gli interessi legali dalla data in cui le somme stesse vennero ricevute.

Cassazione civile sez. II  20 marzo 2009 n. 6891  

 

La pronuncia di rescissione, come quella di risoluzione del contratto, produce un effetto liberatorio, relativo alle prestazioni non ancora eseguite, che non dovranno più eseguirsi né dall'una né dall'altra parte, e un effetto restitutorio, relativo alle prestazioni già eseguite, che ciascuna parte ha vicendevolmente diritto di ripetere dall'altra. Mentre l'effetto liberatorio si manifesta "ex nunc", l'effetto restitutorio si impone retroattivamente: pertanto, le somme le cose ricevute devono essere restituite con tutti gli accessori e le utilità che frattanto esse abbiano prodotto e, in particolare, per le somme ricevute, e da restituire, devono corrispondersi gli interessi legali maturati dalla data in cui le somme stesse vennero ricevute.

Cassazione civile sez. II  20 marzo 2009 n. 6891  

 

 

Danni

Posto che il riconoscimento degli interessi compensativi rappresenta una modalità idonea a risarcire l'eventuale danno da lucro cessante, non coperto dalla rivalutazione monetaria, per la mancata disponibilità immediata dell'equivalente pecuniario del debito di valore, tali interessi possono essere accordati, qualora ne ricorrano i presupposti, a favore di chi ha diritto a ricevere l'indennizzo in virtù di un contratto di assicurazione contro gli infortuni, anche ove quest'ultimo preveda una perizia contrattuale per la determinazione del danno (a meno che la polizza non preveda la dilazione del pagamento dell'indennizzo, pur rivalutato, fino al momento della liquidazione peritale).

Cassazione civile sez. III  12 febbraio 2008 n. 3268  

 

 

Spese giudiziali

Non è manifestamente infondata la q.l.c., in riferimento agli art. 3 e 24 cost., degli art. 82 e 91 c.p.c, nella parte in cui impediscono che sia condannato alle spese del giudizio di secondo grado l'avvocato difensore che abbia, per sua esclusiva condotta colposa, causato un processo di appello impossibile ed inutile contro una sentenza immodificabile, ed impongono la condanna alle spese di lite della cd. parte (consumatore) soccombente e non del suo difensore (professionista) che abbia agito con colpa grave, ritardando, oltre i termini rituali, l'inoltro dell'impugnazione, presentata nonostante il già avvenuto passaggio in giudicato della sentenza impugnata, causando così l'inammissibilità del gravame.

Corte appello Torino  13 settembre 2006

 



 
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