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Art. 1465 codice civile: Contratto con effetti traslativi o costitutivi

Nei contratti che trasferiscono la proprietà di una cosa determinata ovvero costituiscono o trasferiscono diritti reali, il perimento della cosa per una causa non imputabile all’alienante non libera l’acquirente dall’obbligo di eseguire la controprestazione, ancorché la cosa non gli sia stata consegnata (1).

La stessa disposizione si applica nel caso in cui l’effetto traslativo o costitutivo sia differito fino allo scadere di un termine (2).

Qualora oggetto del trasferimento sia una cosa determinata solo nel genere, l’acquirente non è liberato dall’obbligo di eseguire la controprestazione, se l’alienante ha fatto la consegna o se la cosa è stata individuata (3).

L’acquirente è in ogni caso liberato dalla sua obbligazione, se il trasferimento era sottoposto a condizione sospensiva e l’impossibilità è sopravvenuta prima che si verifichi la condizione (4).


Commento

Causa non imputabile: [v. 994]; Impossiblità sopravvenuta: [v. 1256]; Condizione: [v. 1353].

 

(1) Il trasferimento o la costituzione del diritto avviene al momento in cui le parti raggiungono l’accordo contrattuale, senza che occorra alcuna attività da parte dell’alienante (la parte che trasferisce il diritto).

Nel caso in cui si verifichi il perimento della cosa a causa di un evento fortuito non imputabile all’alienante, quando ancora essa si trovi presso quest’ultimo, l’acquirente non è liberato dall’obbligo di eseguire la sua prestazione (né qualora l’abbia già eseguita può pretenderne la restituzione), sebbene la cosa non gli sia stata consegnata, dal momento che tale prestazione costituisce il corrispettivo del trasferimento del diritto che è già avvenuto nel momento in cui è stato raggiunto l’accordo contrattuale.

 

(2) Il principio res perit domino non si applica nel caso in cui sia stato stabilito un termine iniziale di efficacia (un momento a partire dal quale si verificherà l’effetto traslativo o costitutivo), perché, in questo caso, il rischio del perimento della cosa grava sul soggetto che non ha ancora acquistato il diritto.

 

(3) Il comma 3 si riferisce ad un’ipotesi di vendita obbligatoria, cioè alla vendita di cosa generica [v. 1378], nella quale il trasferimento della proprietà o di altro diritto avviene nel momento in cui l’alienante (la parte che trasferisce il diritto) ha consegnato o individuato la cosa; anche in tal caso si applica la regola res perit domino perché il rischio del perimento della cosa grava sul titolare del diritto.

Difatti, prima dell’individuazione o della consegna della cosa, il rischio grava sull’alienante, che è ancora titolare del diritto; dopo l’individuazione o la consegna della cosa il rischio grava sull’acquirente che è divenuto titolare del diritto.

 

(4) La regola res perit domino si applica anche nel caso in cui il contratto sia subordinato al verificarsi di un evento futuro e incerto (condizione sospensiva): il rischio del perimento della cosa, infatti, grava sull’alienante, che resta titolare del diritto finché l’evento dedotto nella condizione non si verifica.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

È affetta da nullità per difetto di interesse, ex art. 1904 c.c., l'assicurazione contro i rischi del trasporto, stipulata dall'acquirente di merce spedita via mare a rischio e pericolo del venditore, essendo stato subordinato l'effetto traslativo alla ricezione del pagamento del prezzo, a nulla rilevando che, dopo l'arrivo a destinazione e l'accertamento dell'avaria di parte del carico, l'acquirente ne abbia egualmente pagato il prezzo. Rigetta, App. Genova, 22/04/2006

Cassazione civile sez. III  13 marzo 2013 n. 6293

 

Ai sensi dell'art. 1918 c.c., l'alienazione delle cose assicurate comporta il passaggio al compratore dei diritti derivanti dal contratto di assicurazione stipulato dal venditore a copertura dei rischi del trasporto. Ne deriva che per individuare il soggetto assicurato e in quanto tale legittimato a richiedere l'indennizzo per la perdita della merce, occorre accertare se, al momento in cui tale perdita si è verificata, la merce sia stata o meno alienata dal venditore all'acquirente e cioè se il trasferimento della proprietà si sia o meno già compiuto. Nel caso di vendita di cose determinate solo nel genere, l'art. 1378 c.c. dispone che la proprietà si trasmette con l'individuazione, fatta d'accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti; qualora si tratti di cose da trasportare, l'individuazione avviene anche mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere.

Corte appello Roma sez. II  29 gennaio 2009 n. 433  

 

 

Appalto

Se nel contratto d'appalto è espressamente precisato che il committente intende dare inizio ai lavori di costruzione dell'intero progetto approvato, che l'appaltatore si era impegnato ad ultimare nel termine di 16 mesi dall'inizio dei lavori, la pattuita previsione del differimento dell'inizio dei successivi lavori impone inevitabilmente di richiedere la proroga della concessione, che ove successivamente negata dall'amministrazione, comporta la risoluzione del contratto d'appalto per impossibilità parziale ex art. 1465 c.c., con la conseguente insussistenza del diritto dell'appaltatore alla percezione dell'indennizzo previsto dall'art. 1671 c.c.

Corte appello Bari sez. II  08 agosto 2012 n. 906  

 

 

Obbligazioni e contratti.

In presenza di clausola risolutiva espressa costituisce rinuncia al relativo effetto risolutivo il comportamento del contraente che, dopo essersi avvalso della facoltà di risolvere il contratto manifesti in modo non equivoco l'interesse alla tardiva esecuzione del contratto stesso. Deve, in particolare, interpretarsi in tale senso qualunque manifestazione della volontà, sia in forma espressa che tacita, da cui desumere il proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia.

Cassazione civile sez. II  10 marzo 2011 n. 5734  

 

In materia di responsabilità contrattuale l'accertamento delle condizioni in presenza delle quali una prestazione, pacificamente inadempiuta, deve tuttavia ritenersi impossibile, costituisce questione di fatto, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, ove sorretta da motivazione congrua e immune da vizi logici e giuridici.

Cassazione civile sez. III  13 novembre 2009 n. 24041  

 

Per ottenere la risoluzione per inadempimento dei contratti a prestazioni corrispettive, l'art. 1465 c.c. richiede la gravità dell'inadempimento, che può verificarsi anche nell'ipotesi di semplice ritardo rispetto alla data del passaggio in giudicato della sentenza che ha accertato l'inadempimento. L'apprezzamento dell'eccessività o meno del ritardo è rimesso al potere discrezionale del giudice che dovrà valutare il tempo trascorso, l'entità della somma da pagare in base all'importo già versato e ogni altra circostanza utile ai fini della considerazione dell'interesse dell'altra parte.

Corte appello Messina sez. II  27 novembre 2006

 

La vendita in massa si differenzia dalla vendita di cose determinate solo nel genere per il diverso modo con le quali le parti si riferiscono all'oggetto del contratto, nel senso che mentre la prima ipotesi ricorre quando l'oggetto sia una quantità di merci (omogenee od eterogenee) considerate nel loro complesso ed acquistate e vendute per un prezzo unico senza riferimento al peso, al numero ed alla misura, nel secondo caso, l'individuazione è un presupposto necessario perché possa avvenire il trasferimento dì proprietà dal venditore al compratore. Ne consegue che, in forza dell'art. 1465 comma 3 c.c., nel caso di perimento della cosa per una causa non imputabile all'alienante, l'acquirente non è liberato dall'obbligo di eseguire la controprestazione qualora sia avvenuta la consegna ovvero la cosa sia stata individuata.

Tribunale Bologna sez. II  17 ottobre 2006 n. 2396  

 



 
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