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Art. 1470 codice civile: Nozione

La vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto (1) verso il corrispettivo di un prezzo (2) (3) (4).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Oggetto: [v. 1325]; Proprietà: [v. 832].

 

Vendita: il contratto si perfeziona con il consenso delle parti; non è prevista un forma particolare, salvo che sia richiesta dalla natura del bene che ne è l’oggetto; è un contratto a titolo oneroso (entrambe le parti realizzano un vantaggio di tipo economico).

 

Prezzo: elemento essenziale della compravendita, nell’ambito della quale rappresenta il compenso caratteristico del trasferimento del bene o del diritto.

 

(1) Talvolta, la vendita non trasferisce immediatamente la proprietà il cui acquisto, da parte del compratore, dipende, invece, dal verificarsi di un ulteriore atto o fatto [v. 1472, 1478, 1523, 1378, 1285]. La compravendita può avere ad oggetto non soltanto la proprietà e gli altri diritti reali (es.: usufrutto, uso, abitazione [v. 978 ss.]), ma anche diritti di credito [v. 1173] e posizioni giuridiche complesse (es.: vendita di azioni di società [v. 1531]).

 

(2) Il prezzo può anche non corrispondere esattamente al valore della cosa o del diritto trasferito, ma, se inferiore ad esso, non deve assumere una funzione meramente simbolica: in questa ipotesi, infatti, si avrebbe donazione [v. 769]. Le parti possono affidare la determinazione del prezzo ad un terzo [v. 1473]. Particolare modo di determinazione del prezzo si ha nelle compravendite che hanno ad oggetto beni immobili, le quali possono effettuarsi a misura o a corpo [v. 1537-1538].

 

(3) Per la cd. vendita del possesso, v. nota (2) sub art. 1146.

 

(4) Per uno schema di compravendita vedi in Appendice IV l’atto n. 16.

 

La compravendita è lo schema contrattuale più importante utilizzato nella pratica commerciale.

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti.

La pronuncia di risoluzione per inadempimento di un contratto preliminare (nella specie, di compravendita di un immobile) ha natura costitutiva, sicché nei confronti dei terzi produce effetti solo dal momento del passaggio in giudicato. Ne consegue che, ove il promissario acquirente abbia ceduto il bene, in virtù di un autonomo titolo, ad un altro soggetto, quest'ultimo, in qualità di occupante dell'immobile, non è tenuto a corrispondere l'indennità di occupazione all'originario promissario venditore per il periodo che precede il passaggio in giudicato della pronuncia di risoluzione del contratto preliminare. Cassa e decide nel merito, Roma, 06/10/2008

Cassazione civile sez. II  24 novembre 2014 n. 24958  

 

Nei contratti in cui è richiesta la forma scritta " ad substantiam ", l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile sulla base degli elementi risultanti dal contratto stesso, non potendo farsi ricorso ad elementi estranei ad esso. Ne consegue che se le parti di una compravendita immobiliare hanno fatto riferimento, per individuare il bene, ad una planimetria allegata all'atto, è necessario che essa non solo sia sottoscritta dai contraenti, ma anche espressamente indicata nel contratto come parte integrante del contenuto dello stesso. Rigetta, App. Milano, 26/06/2008

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2014 n. 21352  

 

L'acquisto di un notebook non obbliga ad accettare il sistema operativo preinstallato e qualora l'acquirente, all'avvio dell'hardware, manifesti il suo rifiuto alla licenza d'uso del predetto sistema e del suo software applicativo, il mancato consenso si ripercuote unicamente sul contratto di licenza d'uso e non sul negozio di compravendita del computer, dovendosi ritenere che, tra la vendita del prodotto hardware e la licenza d'uso del sistema operativo, non sussista un collegamento negoziale ove manchino elementi idonei a dimostrare la volontà delle parti di concludere entrambi i negozi allo scopo di realizzare un ulteriore interesse pratico, causa concreta dell'intera operazione negoziale, unitario ed autonomo rispetto a quello proprio di ciascuno di essi. Ne consegue che l'acquirente del notebook, qualora non aderisca alle condizioni predisposte unilateralmente per l'accesso al sistema operativo e al software applicativo, rifiuta il perfezionamento del contratto di licenza d'uso ad essi relativo, senza che ciò incida sulla già perfezionata compravendita del computer. Rigetta, Trib. Firenze, 30/07/2010

Cassazione civile sez. III  11 settembre 2014 n. 19161

 

In materia di contratto misto di vendita e permuta, data l'applicabilità delle norme sulla vendita, con o senza la clausola di compatibilità di cui all'art. 1555 cod. civ. (a seconda che il giudice di merito ritenga prevalente l'una o l'atra causa negoziale), l'accertamento del vizio di una delle cose date in permuta giustifica il risarcimento del danno indipendentemente dalla prova dell'effettiva sua eliminazione, la cui necessità determina comunque una riduzione del valore della "res". Tale risarcimento può essere escluso solo se cumulato con un'"actio quanti minoris", giacché in tal caso esso assume la valenza di un'eliminazione indiretta del vizio, corrispondente ad un'azione di esatto adempimento, a sua volta esclusa in materia. Cassa con rinvio, App. Trento, 18/02/2011

Cassazione civile sez. VI  17 giugno 2014 n. 13717  

 

La vendita con patto di riscatto o di retrovendita, pur non integrando direttamente un patto commissorio, può rappresentare un mezzo per sottrarsi all'applicazione del relativo divieto ogni qualvolta il versamento del prezzo da parte del compratore non si configuri come corrispettivo dovuto per l'acquisto della proprietà, ma come erogazione di un mutuo, rispetto al quale il trasferimento del bene risponda alla sola finalità di costituire una posizione di garanzia provvisoria, capace di evolversi in maniera diversa a seconda che il debitore adempia o meno l'obbligo di restituire le somme ricevute. Rigetta, App. Milano, 16/02/2006

Cassazione civile sez. I  17 aprile 2014 n. 8957  

 

Al fine di stabilire se un contratto traslativo della proprietà di un bene, per il quale la controprestazione sia costituita, in parte, da una cosa in natura e, in parte, da una somma di denaro, costituisca una compravendita o una permuta, una volta che si escluda la duplicità di negozi ovvero l'ipotesi del contratto con causa mista, occorre avere riguardo non già alla prevalenza del valore economico del bene in natura ovvero della somma di denaro, bensì alla comune volontà delle parti, verificando se esse hanno voluto cedere un bene contro una somma di denaro, commutando una parte di essa, per ragioni di opportunità, con un altro bene, ovvero hanno concordato lo scambio di beni in natura, ricorrendo all'integrazione in denaro soltanto per colmare la differenza di valore tra i beni stessi. Rigetta, App. Potenza, 07/02/2007

Cassazione civile sez. II  11 marzo 2014 n. 5605  

 

Il contratto di acquisto di un bene, pur se stipulato in vista di una successiva concessione in locazione finanziaria ad un terzo, può essere annullato per vizio del consenso che abbia inciso sulla formazione della volontà dell'acquirente, che è legittimato a chiederne l'annullamento anche quando, come concedente, agisca nella veste di mandatario dell'utilizzatore, atteso che, da un lato viene in rilievo, in ogni caso, un mandato "in rem propriam" e senza rappresentanza, mentre, dall'altro, presupposto del contratto di leasing è costituito dalla proprietà o dalla legittima disponibilità giuridica, in capo al concedente, del bene concesso in locazione, e, in tali operazioni, sussiste un collegamento funzionale tra vendita e locazione finanziaria tale da determinare una "diffusione", dall'uno all'altro dei contratti, delle cause di nullità, annullamento e risoluzione. Rigetta, App. Firenze, 24/09/2007

Cassazione civile sez. III  20 febbraio 2014 n. 4065

 



 
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