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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1471 codice civile: Divieti speciali di comprare

Non possono essere compratori nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona:

1) gli amministratori dei beni dello Stato, dei comuni, delle province o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura (1);

2) gli ufficiali pubblici, rispetto ai beni che sono venduti per loro ministero (2);

3) coloro che per legge o per atto della pubblica autorità amministrano beni altrui, rispetto ai beni medesimi (3);

4) i mandatari, rispetto ai beni che sono stati incaricati di vendere, salvo il disposto dell’articolo 1395 (4).

Nei primi due casi l’acquisto è nullo; negli altri è annullabile.


Commento

Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI]; Annullabilità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII].

 

Asta pubblica: vendita basata su una gara con offerte in aumento. Chiunque può partecipare, ma rimane aggiudicatario (vincitore della gara) colui che fa la migliore offerta.

 

(1) A tale divieto sono sottoposti gli amministratori di ogni tipo di ente pubblico (anche quello economico) che abbiano poteri di disposizione o di gestione dei beni od anche poteri di controllo.

 

(2) Tale divieto riguarda tutti i membri dell’ufficio giudiziario (es.: tribunale) presso cui si è svolta la procedura di esecuzione ed in particolare la vendita dei beni pignorati o sequestrati [v. 2740, 2910 ss.].

 

(3) L’impedimento di cui al n. 3 riguarda i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale [v. 316, 323], il tutore e il protutore dell’incapace o dei minori [v. 378], il curatore dell’emancipato [v. 392], il curatore dell’eredità giacente [v. 529], l’esecutore testamentario [v. 703], il curatore dello scomparso [v. 48], l’amministratore dei beni dell’assente [v. 50].

 

(4) L’ambito di tale divieto si desume dall’art. 1395 che vieta al rappresentante di concludere il contratto (in nome e per conto del rappresentato) con se stesso. Il divieto opera quando un soggetto (mandatario) incaricato dal rappresentato-mandante di acquistare un bene, acquisti per quest’ultimo un bene di sua proprietà.

 

La norma indica i soggetti che non possono acquistare i beni elencati, né direttamente comparendo come parti in senso formale e sostanziale del relativo contratto di compravendita [v. 1470], né ricorrendo allo strumento della rappresentanza [v. 1387 ss.] (interposizione reale), o a quello della simulazione [v. 1414 ss.] (interposizione fittizia, cd. acquisto per interposta persona).


Giurisprudenza annotata

Vendita

Il divieto di comprare stabilito dall'art. 1471 n. 2 c.c. colpisce tutti coloro i quali, nell'esercizio di una pubblica funzione, prendono parte alla procedura relativa al trasferimento coattivo di un bene da un soggetto ad un altro soggetto e pertanto, nel caso di esecuzione forzata, detto divieto si applica anche al custode dei beni pignorati o sequestrati il quale, pur non essendo espressamente menzionato, è inquadrabile nella più generale categoria contemplata al n. 2 di detta norma poiché, essendo un soggetto al quale viene affidato l'esercizio di una funzione pubblica temporanea da svolgere quale longa manus degli organi giudiziari, proprio in tale veste partecipa alla procedura esecutiva, provvedendo alla conservazione dei beni sottoposti a vincolo ed alla relativa amministrazione, eventualmente necessaria.

Cassazione civile sez. III  21 agosto 1985 n. 4464  

In tema di vendita di cose mobili, l'obbligazione concernente la messa in opera (nella specie: mediante interramento) della cosa venduta (nella specie: serbatoio), anche quando si atteggi come collegata all'obbligazione di consegnare - sia che debba espletarsi mediante un'attività diretta ad apportare modifiche alla cosa venduta o ad inserirla in altra cosa del compratore nel luogo ove essa è destinata a funzionare, sia che debba espletarsi mediante la direzione o l'assistenza tecnica alla citata attività materiale di modifica o di inserimento - esula dalla struttura del contratto di vendita, disciplinato dalle disposizioni generali (art. 1470, 1477 c.c.) e dalle norme sulla vendita di cose mobili in particolare (art. 1510 e ss. c.c.), inquadrandosi tra le obbligazioni cosiddette " accidentali ", sicché siffatta obbligazione non può sorgere a carico del venditore quale automatica conseguenza della conclusione della vendita, ma solo in virtù di apposita pattuizione nell'ambito dell'autonomia contrattuale delle parti.

Cassazione civile sez. II  21 febbraio 1983 n. 1309  



 
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