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Art. 1477 codice civile: Consegna della cosa

La cosa deve essere consegnata nello stato in cui si trovava al momento della vendita (1).

Salvo diversa volontà delle parti, la cosa deve essere consegnata insieme con gli accessori, le pertinenze e i frutti dal giorno della vendita.

Il venditore deve pure consegnare i titoli e i documenti relativi alla proprietà a all’uso della cosa venduta (2).


Commento

Vendita: [v. 1470]; Pertinenze: [v. 817]; Frutti: [v. 820].

 

Consegna: consente al compratore di immettersi nel possesso [v. 1140] del bene acquistato. È un atto giuridico in senso stretto [v. Libro IV, Titolo II] cui si ritiene applicabile la disciplina dettata dagli artt. 1188-1191 per il pagamento.

 

Titolo: fatto giuridico [v. Libro IV, Titolo II] da cui nasce l’obbligazione (es.: il contratto di vendita) ed è anche il documento che lo comprova.

 

Documento: qualsiasi materiale cartaceo (lettera, fotografia etc.) che rappresenta o raffigura un fatto in modo da dare a chi l’osserva la conoscenza di esso.

 

(1) La norma si riferisce soltanto all’ipotesi di vendita di cosa specifica. La consegna può essere implicita nell’operazione compiuta dai privati: è il caso dell’inquilino che acquista la casa che già abitava.

Tutte le volte in cui il venditore deve consegnare la cosa in un momento successivo alla stipulazione del contratto, egli ha anche l’obbligo di custodirla [v. 1177].

Se la cosa non può essere consegnata al compratore per un’impossibilità sopravvenuta non imputabile al venditore, il compratore dovrà comunque pagare il prezzo stabilito, se la proprietà si è trasferita al momento della stipulazione del contratto.

 

(2) Il venditore ha l’obbligo di consegnare i documenti che provano l’esistenza del titolo (es.: il suo precedente contratto di acquisto), quando siano in suo possesso; ed ha l’obbligo di procurarsi i documenti necessari all’uso della cosa che non siano in suo possesso (es.: è il caso della carta di circolazione per i veicoli).

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

In tema di compravendita di immobili, qualora il contratto preliminare preveda l'obbligo del promissario acquirente di sostenere l'onere delle spese per la redazione delle tabelle millesimali, ancora da ultimare al momento della stipula dell'atto, il promittente venditore è tenuto alla consegna degli elaborati tecnici necessari alla stesura definitiva delle stesse, desumendosi tale obbligo non dall'art. 1477, terzo comma, cod. civ., il quale riguarda i soli documenti che rendano agevole la fruizione della cosa venduta, ma dall'interpretazione secondo buona fede della volontà negoziale, espressione dell'interesse del compratore ad avere a disposizione le tabelle ed a conoscerne l'intero processo formativo al fine di controllare l'esercizio dei poteri dell'assemblea e la corretta ripartizione delle spese condominiali. Rigetta, App. Genova, 24/04/2008

Cassazione civile sez. II  04 luglio 2014 n. 15392  

 

In tema di contratto preliminare, l'eccezione di inadempimento basata sulla mancanza del certificato di abitabilità dell'immobile o della presenza di difformità edilizie sanabili non può essere proposta qualora risulti che il promissario acquirente era a conoscenza di tale situazione. Del resto, il presupposto dell'obbligo che l'art. 1477, ultimo comma, cod. civ., pone a carico del venditore (e non del promittente venditore) di consegnare i documenti relativi all'uso della cosa venduta, è che tali documenti siano necessari all'uso della medesima e si trovino in possesso del venditore, il quale, in caso negativo, dovrà curarne la formazione al momento della conclusione del contratto, sicché, in caso di preventiva conclusione del contratto preliminare, è necessario che tali documenti siano acquisiti e consegnati al promissario acquirente all'atto della stipula del contratto definitivo di vendita. Rigetta, App. Bari, 14/02/2007

Cassazione civile sez. II  12 novembre 2013 n. 25427  

 

Il venditore-costruttore di un bene immobile ha l'obbligo non solo di trasferire all'acquirente un fabbricato conforme all'atto amministrativo d'assenso della costruzione e, dunque, idoneo ad ottenere l'agibilità prevista, ma anche di consegnargli il relativo certificato, curandone la richiesta e sostenendo le spese necessarie al rilascio. L'inadempimento di quest'ultima obbligazione è ex se foriero di danno emergente, perché costringe l'acquirente a provvedere in proprio ovvero a ritenere l'immobile tal quale, cioè con un valore di scambio inferiore a quello che esso diversamente avrebbe, a prescindere dalla circostanza che il bene sia alienato o comunque destinato all'alienazione a terzi.

Cassazione civile sez. II  11 ottobre 2013 n. 23157  

 

Nella vendita di immobili destinati ad abitazione, il venditore-costruttore ha l'obbligo non solo di trasferire all'acquirente un fabbricato conforme all'atto amministrativo di assenso della costruzione e, dunque, idoneo ad ottenere l'agibilità prevista, ma anche di consegnargli il relativo certificato, curandone la richiesta e sostenendo le spese necessarie al rilascio. L'inadempimento di questa obbligazione è "ex se" foriero di danno emergente, perché costringe l'acquirente a provvedere in proprio, ovvero a ritenere l'immobile tal quale, cioè con un valore di scambio inferiore a quello che esso diversamente avrebbe, a prescindere dalla circostanza che il bene sia alienato o comunque destinato all'alienazione a terzi. Cassa con rinvio, App. Catania, 13/03/2012

Cassazione civile sez. II  11 ottobre 2013 n. 23157

 

Nella negoziazione di beni immobili con destinazione residenziale, fra i documenti relativi alla proprietà ed all’uso della cosa negoziata che il promittente o l’alienante devono mettere a disposizione del promissario o dell’acquirente, a norma dell’art. 1477, comma 3, c.c., è compreso il certificato di abitabilità, in quanto il possesso di tale documento è indispensabile ai fini della piena realizzazione della funzione socio - economica del contratto.

Tribunale Bari sez. III  27 giugno 2013

 

In tema di compravendita, grava sul venditore, in quanto tenuto a consegnare la cosa al compratore, ai sensi dell'art. 1476, n. 1), cod., civ., altresì l'obbligo strumentale di custodire la stessa fino al momento del suo effettivo trasferimento all'acquirente, conservandola nella consistenza materiale e giuridica sussistente all'epoca del contratto; ne consegue che il medesimo venditore è passivamente legittimato con riguardo all'azione proposta dal compratore per il risarcimento dei danni derivanti dal mancato godimento del bene compravenduto, quale effetto dell'alienazione della cosa a terzi operata prima della sua consegna all'originario acquirente. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva negato la pretesa risarcitoria azionata nei confronti del venditore dal compratore di un appartamento, il quale, ottenuta la declaratoria giudiziale di nullità della clausola negoziale di riserva di proprietà dell'area destinata a parcheggio condominiale, non aveva potuto fruire del diritto d'uso riconosciutogli, essendo stata detta area già trasferita ad altri soggetti). Cassa con rinvio, App. Palermo, 21/04/2009

Cassazione civile sez. II  29 marzo 2013 n. 7957  

 

Nella compravendita di case di abitazione deve intendersi come implicito il requisito dell'abitabilità legale, conseguente al rilascio della relativa licenza comunale quale elemento integrativo dell'identità dell'immobile, fatta eccezione per diverse ed espresse pattuizioni delle parti in merito. Stante quanto innanzi, la mancanza del permesso di abitabilità, non per colpevole inerzia dell'amministrazione ma in dipendenza del fatto che la costruzione oggetto di compravendita è stata eseguita in violazione delle norme edilizie o di igiene, integra l'ipotesi di una vendita "aliud pro alio", che abilita il compratore a chiedere la risoluzione del contratto, ex art. 1453, 1476 e 1477 c.c., o il risarcimento del danno, essendo la cosa venduta del tutto inidonea ad assolvere alla sua destinazione economico-sociale e, dunque, a soddisfare in concreto le esigenze che determinarono il compratore a contrattare. Nel descritto contesto a nulla rileva, in senso contrario, la consapevolezza dell'acquirente in ordine al mancato rilascio della licenza di abitabilità al momento della stipulazione del contratto, poiché tale circostanza, non accompagnata dalla espressa rinuncia al requisito di abitabilità, soddisfatto solo dal rilascio della relativa licenza, o dalla volontà espressa di esonerare il venditore dal relativo obbligo, non comporta la esclusione di un inadempimento del venditore stesso, suscettibile di dar luogo a una ipotesi di risarcimento danni. (Nella specie la circostanza che il certificato non è mai stato rilasciato basta a legittimare la richiesta di indennizzo per vendita "aliud pro alio").

Corte appello Palermo sez. II  15 febbraio 2013 n. 227  



 
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