Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1491 codice civile: Esclusione della garanzia

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Non è dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa; parimenti non è dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili (1), salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi (2).

Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Vizi: [v. 1490].

 

(1) Nelle due ipotesi la garanzia non è dovuta perché in un caso la conoscenza del vizio esclude l’inadempimento, essendo la cosa fornita non diversa da quella pattuita; nell’altro, la facile riconoscibilità fa venir meno le ragioni della tutela.

 

(2) Per tale dichiarazione non è richiesta alcuna forma particolare.

 

La funzione della norma è quella di non permettere al compratore di denunciare vizi che, al momento della consegna della cosa (o nella vendita di cosa generica, al momento della «individuazione»), erano a lui conosciuti o conoscibili, sicché potrebbe utilizzare lo strumento della denuncia al solo fine di sottrarsi alle sue obbligazioni (pagamento del prezzo).

 

Giurisprudenza annotata

Vendita

La conoscenza e la scoperta del vizio redibitorio non vanno necessariamente collegate alla precisa cognizione della causa del vizio stesso, poiché, se e vero che si ha conoscenza del vizio quando il compratore abbia acquisito la certezza obiettiva della sua sussistenza, non essendo sufficiente il semplice sospetto, e altrettanto vero che, secondo la logica delle cose, tale certezza va riferita alla manifestazione esteriore del vizio e non già alla individuazione della causa che lo ha determinato (nella specie, la Corte ha escluso l'operatività della garanzia per vizi della cosa in favore di due coniugi che, pur avendo notato una macchia di umido sulle pareti dell'immobile che stavano per acquistare, avevano comunque stipula l'atto di acquisto senza inserirvi alcuna riserva e senza neppure chiedere una riduzione del prezzo o un risarcimento del danno, mostrando con ciò di voler rinunciare alla garanzia per i vizi prevista dall'art. 1491 c.c.).

Cassazione civile sez. II  18 gennaio 2013 n. 1258  

 

Ai sensi dell’art. 1491 c.c. è esclusa la garanzia per i vizi della cosa venduta se al momento del contratto il compratore ne conosceva l'esistenza o se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo che il venditore non abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi. L'esclusione della garanzia quando i vizi siano facilmente riconoscibili nel momento della conclusione del contratto costituisce imposizione a carico del compratore di un onere di diligenza minima nella scoperta del vizio in applicazione del principio di autoresponsabilità. Pertanto, affinché in presenza di vizi facilmente riconoscibili sorga l’obbligo di garanzia

Tribunale Milano sez. IV  23 luglio 2012 n. 8942

 

Nel contratto di compravendita, la norma dell'art. 1491 c.c. — secondo cui il venditore non è tenuto alla garanzia per i vizi della cosa venduta ove questi siano facilmente riconoscibili al momento della conclusione del contratto — non opera nel caso di vendita di sito contaminato a causa dell'interramento di rifiuti speciali e tossico-nocivi, qualora la contaminazione sia assente nella fascia superficiale del terreno, si estenda per gran parte in profondità e sia stata riscontrata solo all'esito di indagini tecniche mirate e specialistiche, non potendosi includere nella nozione di facile riconoscibilità il vizio non individuabile, anche per un operatore economico, ad un esame superficiale della cosa e ricomprendersi nella diligenza l'onere di farsi assistere da persona particolarmente esperta, in grado di accertare la natura e la consistenza del bene compravenduto con l'impiego di conoscenze e mezzi tecnici . (Cassa App. Milano 28 settembre 2009 n. 2469).

Cassazione civile sez. II  27 febbraio 2012 n. 2981  

 

L'esclusione della garanzia nel caso di facile riconoscibilità dei vizi della cosa venduta, ai sensi dell'art. 1491 c.c., è applicazione del principio di autoresponsabilità e consegue all'inosservanza di un onere di diligenza del compratore in ordine alla rilevazione dei vizi che si presentino di semplice percezione. Pertanto, sebbene il grado della diligenza esigibile non possa essere predicato in astratto, ma debba essere apprezzato in relazione al caso concreto, avuto riguardo alle particolari circostanze della vendita, alla natura della cosa ed alla qualità dell'acquirente, è tuttavia da escludere che l'onere di diligenza del compratore debba spingersi sino al punto di postulare il ricorso all'opera di esperti o l'effettuazione di indagini penetranti ad opera di tecnici del settore, al fine di individuare il vizio.

Cassazione civile sez. II  27 febbraio 2012 n. 2981  

 

In ipotesi di compravendita immobiliare, la disapplicazione della disciplina di cui al d.P.C.M. 5 dicembre 1997, disposta dall’art. 11, comma 5, lg. 7 luglio 2009 n. 88 ed estesa dall’art. 15 l. 4 giugno 2010 n. 96 anche ai rapporti pregressi, non comporta alcun vuoto normativo in ordine all’accertamento di vizi inerenti all’isolamento acustico dell’immobile, poiché la materia trova specifica regolamentazione nella disciplina prevista dagli art. 1490 e 1491 c.c. in materia di vizi della cosa compravenduta; in carenza di una specifica disciplina di natura tecnica, l’accertamento dell’eventuale responsabilità per un vizio inerente all’isolamento acustico deve essere attuato tenendo conto delle norme tecniche di insonorizzazione degli edifici e dei canoni tecnici sulle sorgenti sonore suggerite dalle ordinarie regole dell'arte

Tribunale Reggio Emilia sez. I  29 settembre 2011 n. 1435  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, stabilita dall'art. 2922 comma 1 c.c., in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi e applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, opera per le fattispecie previste negli art. 1490-1497 c.c., ossia per i casi di vizi o di mancanza di qualità della cosa venduta, ma non riguarda l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, oppure quando risulti compromessa la destinazione del bene stesso all'uso che, preso in considerazione dall'ordinanza, abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto.

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21249  



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