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Art. 1493 codice civile: Effetti della risoluzione del contratto

In caso di risoluzione del contratto il venditore deve restituire il prezzo (1) e rimborsare al compratore le spese e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita (2).

Il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi.


Commento

Risoluzione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV]; Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Vizi: [v. 1490].

 

(1) Il venditore deve restituire, oltre al prezzo, anche gli interessi [v. 1282] maturati dal giorno in cui il compratore chiede la risoluzione del contratto.

 

(2) Il venditore deve rimborsare anche le spese necessarie ed utili sostenute dal compratore per la cosa restituita.

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

Nell'ipotesi di vendita di cosa gravata da diritti o da oneri ai sensi dell'art. 1489 c.c., il compratore ha diritto, oltre alla risoluzione del contratto o alla riduzione del prezzo, secondo quanto disposto dall'art. 1480 c.c, anche al risarcimento del danno, fondato sulle norme generali degli art. 1218 e 1223 c.c., in base al richiamo di quest'ultima disposizione da parte dell'art. 1479 c.c. a sua volta richiamato dal citato articolo 1480 c.c. cui rinvia ancora il predetto articolo 1489 c.c. Ne deriva che l'acquirente può chiedere anche solo il risarcimento del danno, essendo tale azione autonoma da quelle edilizie di cui all'art. 1489 c.c. Del resto, alla garanzia prevista dall'art. 1489 c.c., relativa agli oneri e ai diritti dei terzi, che non siano apparenti e non dichiarati nel contratto, non può sottrarsi il venditore che ha taciuto tali oneri o diritti, quantunque la loro esistenza sia stata resa pubblica con la trascrizione, salvo che il medesimo non provi l'effettiva conoscenza della controparte. E', dunque, sufficiente la colpa del venditore, non occorrendo che questi sia in mala fede. (Nel caso concreto, ricorrendo un'ipotesi di vendita di un'automobile gravata da fermo amministrativo, non dichiarato alla stipula del contratto di compravendita, in base all'art. 1493 c.c., il contratto de quo è stato risolto, sì da riconoscere all'attore il diritto alla restituzione del prezzo versato per l'acquisto del predetto mezzo).

Tribunale Roma sez. III  14 maggio 2013 n. 10448  

 

In tema di compravendita, la disciplina della garanzia per vizi si esaurisce negli art. 1490 ss. c.c., che pongono il venditore in una situazione non tanto di obbligazione, quanto di soggezione, esponendolo all'iniziativa del compratore, intesa alla modificazione del contratto od alla sua caducazione mediante l'esperimento, rispettivamente, della actio quanti minoris o della actio redhibitoria. Ne consegue che il compratore non dispone - neppure a titolo di risarcimento del danno in forma specifica - di un'azione "di esatto adempimento" per ottenere dal venditore l'eliminazione dei vizi della cosa venduta, rimedio che gli compete soltanto in particolari ipotesi di legge (garanzia di buon funzionamento, vendita dei beni di consumo) o qualora il venditore si sia specificamente impegnato alla riparazione del bene.

Cassazione civile sez. un.  13 novembre 2012 n. 19702  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, stabilita dall'art. 2922 comma 1 c.c., in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi e applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, opera per le fattispecie previste negli art. 1490-1497 c.c., ossia per i casi di vizi o di mancanza di qualità della cosa venduta, ma non riguarda l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, oppure quando risulti compromessa la destinazione del bene stesso all'uso che, preso in considerazione dall'ordinanza, abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto.

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21249  

 

 

Appalto

L'estensione della legittimazione ex art. 1669 c.c. si determina e si giustifica, nella giurisprudenza della Suprema Corte, con il ricorrere della indefettibile condizione dell'aver il soggetto collaborato in modo attivo con autonoma organizzazione alla costruzione dell'opera. Ove tale condizione manchi, non è ravvisabile la responsabilità in questione, per cui il produttore-fornitore di materiali edilizi standardizzati, che non si ingerisce in alcun modo nella progettazione e/o esecuzione organizzata dell'opera, non può considerarsi costruttore, nei cui confronti possa giustificarsi la responsabilità ex art. 1669 c.c.

Tribunale Firenze  12 novembre 2008 n. 3945  

 

L’estensione della legittimazione passiva ex art. 1669 c.c. si determina e si giustifica, nella giurisprudenza della S.C., col ricorrere della indefettibile condizione dell’aver il soggetto collaborato in modo attivo – con autonoma organizzazione – alla costruzione dell’opera: ove tale condizione manchi, non è ravvisabile la responsabilità in questione, per cui il produttore-fornitore di materiali edilizi difettosi, in quanto produttore e venditore di prodotti standardizzati che consegna agli appaltatori in posizione neutra, senza ingerirsi minimamente alla progettazione e/o all’esecuzione “organizzata” di una specifica costruzione, non può considerarsi ‘costruttore’ dell’edificio (nel senso di collaboratore attivo all’esecuzione dell’opera) nei cui confronti possa giustificarsi la responsabilità speciale prevista dall’art. 1669 c.c. A maggior ragione va esclusa la responsabilità ex art. 1669 c.c. del semplice rivenditore di materiali edilizi, in quanto è configurabile a suo carico soltanto la responsabilità ex art. 1490-1495 c.c., che si pone come normativa speciale rispetto all’art. 2043 c.c., in tutti i casi di mera vendita di beni in assenza di ogni profilo di attività organizzativa e/o esecutiva che introduca nella vendita elementi di "facere" tipici di altri tipi di contratti, quali quello d’opera o di appalto.

Tribunale Firenze  12 novembre 2008 n. 3945  



 
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