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Art. 1494 codice civile: Risarcimento del danno

In ogni caso (1) il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno, se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa (2).

Il venditore deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa (3) (4).


Commento

Risarcimento: [v. Libro IV, Titolo IX]; Colpa: [v. 1229]; Vizi: [v. 1490].

 

(1) Al compratore spetta il risarcimento del danno, sia nel caso di risoluzione del contratto [v. 1453 ss.], sia nel caso di riduzione del prezzo [v. 1492].

 

(2) Presupposto per l’azione è quindi la colpa del venditore, cioè il non essere stato sufficientemente attento nell’accertare e prevenire i vizi della cosa.

 

(3) Nella specie si tratta di danni che costituiscono lesioni ulteriori rispetto al solo difetto della cosa; essi possono colpire non solo la sfera del compratore (es.: danni che un impianto di riscaldamento difettoso ha arrecato ai locali in cui è stato installato), ma anche quella di terzi danneggiati dalla cosa stessa.

 

(4) Il risarcimento può essere chiesto nei termini di decadenza [v. 2964] (otto giorni) e prescrizione [v. 2934] (un anno) previsti dall’art. 1495.

 

La funzione della norma è quella di assicurare al compratore una reintegrazione patrimoniale per le perdite economiche subite a causa della situazione creata dal venditore.

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

In presenza di vizi della cosa venduta è legittima la richiesta di risarcimento dei danni, ex art. 1494 c.c., proposta dal compratore posto che quest’ultimo può chiedere, in alternativa ovvero in cumulo con le azioni tese all’adempimento del contratto in via specifica ed alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, il risarcimento del danno costituito dalle spese necessarie per eliminare i vizi del bene a lui fornito, trattandosi di risarcimento per equivalente (nella specie rappresentano vizi della cosa non facilmente riconoscibili, in un’autovettura, il mancato funzionamento del climatizzatore, la sostituzione dell’elettrovalvola EGR, la riparazione del motore, del radiatore, dei freni, mentre la sostituzione degli pneumatici, la lucidatura completa del mezzo, la sostituzione della batteria e dei dei pezzi di ordinario consumo quali gli ammortizzatori, i filtri e le pastiglie dei freni non sono risarcibili posto che tale necessità deriva dalla normale usura della cosa stessa).

Tribunale Foggia sez. I  27 novembre 2014

 

In tema di vendita, l’azione per la riduzione del prezzo e quella per il risarcimento del danno, non coperto dalla prima, spettanti al compratore a norma degli art. 1492 e 1494 c.c., sono entrambe finalizzate a ristabilire il rapporto di corrispettività tra prestazione e controprestazione, nonché a porre il compratore medesimo nella situazione economica in cui si sarebbe trovato se il bene fosse stato immune da vizi.

Tribunale Roma sez. III  17 settembre 2014 n. 18360

 

In materia di compravendita, ai sensi dell'art. 1494 c.c. il venditore è responsabile nei confronti del compratore del danno a lui cagionato dal prodotto difettoso, ove non fornisca prova di aver attuato un idoneo comportamento positivo rivolto sia a verificare in modo adeguato la qualità della merce, sia a controllare adeguatamente l'assenza di vizi; i doveri professionali del rivenditore impongono, senz'altro, controlli periodici o su un campione, al fine di evitare che notevoli quantitativi di merce presentino gravi vizi di composizione.

Tribunale Milano sez. IV  06 settembre 2014 n. 10814  

 

In materia di compravendita, ai sensi dell'art. 1494 c.c. il venditore è responsabile nei confronti del compratore del danno a lui cagionato dal prodotto difettoso, ove non fornisca prova di aver attuato un idoneo comportamento positivo rivolto sia a verificare in modo adeguato la qualità della merce, sia a controllare adeguatamente l'assenza di vizi; i doveri professionali del rivenditore impongono, senz'altro, controlli periodici o su un campione, al fine di evitare che notevoli quantitativi di merce presentino gravi vizi di composizione.

Tribunale Milano sez. IV  06 settembre 2014 n. 10814

 

L'azione di risarcimento dei danni proposta dall'acquirente, ai sensi dell'art. 1494 c.c., non si identifica né con le azioni di garanzia, di cui all'art. 1492 c.c., né con quella di esatto adempimento, in quanto, mentre queste prescindono dalla colpa e sono volte solo ad eliminare lo squilibrio determinato dall'inadempimento del venditore, l'azione risarcitoria, presupponendo la colpa di quest'ultimo, consistente nell'omissione della diligenza necessaria a scongiurare l'eventuale presenza di vizi della cosa. Questa azione può estendersi a tutti i danni subiti dall'acquirente, e quindi non solo a quelli relativi alle spese necessarie per l'eliminazione dei difetti accertati, ma anche a quelli inerenti alla mancata o parziale utilizzazione del bene o al lucro cessante per la mancata rivendita dello stesso. Ne consegue che l'azione di risarcimento può essere proposta in via alternativa, o anche cumulativa, rispetto alle azioni di adempimento, di riduzione del prezzo o di risoluzione del contratto.

Cassazione civile sez. II  12 giugno 2014 n. 13403  

 

In materia di compravendita, in caso di inadempimento del venditore, oltre alla responsabilità contrattuale da inadempimento o da inesatto adempimento, è configurabile anche la responsabilità extracontrattuale del venditore stesso, qualora il pregiudizio arrecato al compratore abbia leso interessi di quest'ultimo che, essendo sorti al di fuori del contratto, hanno la consistenza di diritti assoluti; diversamente, quando il danno lamentato sia la conseguenza diretta del minor valore della cosa venduta o della sua distruzione o di un suo intrinseco difetto di qualità si resta nell'ambito della responsabilità contrattuale, le cui azioni sono soggette a prescrizione annuale (nella specie, relativa alla vendita di un cane senza pedigre, il giudice del merito ha correttamente escluso l'esistenza della responsabilità extracontrattuale, sul rilievo della mancata doglianza della lesione di interessi sorti al di fuori del contratto ed aventi la consistenza di diritti assoluti, ed ha ricondotto il termine prescrizionale sotto la disciplina dell'art. 1495 c.c.).

Cassazione civile sez. III  11 febbraio 2014 n. 3021

 

L'inadempimento del venditore può far sorgere una responsabilità anche extracontrattuale ove siano stati lesi interessi del compratore che, essendo sorti fuori dal contratto, abbiano consistenza di diritti assoluti, mentre, qualora il danno lamentato sia la conseguenza diretta del minor valore della cosa venduta o della sua distruzione o di un suo intrinseco difetto di qualità, si resta nell'ambito della responsabilità contrattuale, le cui azioni sono soggette a prescrizione annuale. (Nella specie, l'acquirente lamentava essergli stato venduto un cane senza "pedigree"; la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva escluso l'esistenza della responsabilità extracontrattuale trattandosi di posizioni di interesse tutte riconducibili al contratto). Rigetta, Trib. Lucca, 02/10/2007

Cassazione civile sez. III  11 febbraio 2014 n. 3021  

 

L'azione di risarcimento dei danni proposta, ai sensi dell'art. 1494 c.c., dall'acquirente non si identifica né con le azioni di garanzia di cui all'art. 1492 c.c., né con l'azione di esatto adempimento; infatti, mentre la garanzia per evizione opera anche in mancanza della colpa del venditore, onde eliminare, nel contratto, lo squilibrio tra le attribuzioni patrimoniali determinato dall'inadempimento del venditore, l'azione di risarcimento danni che presuppone di per sé la colpa di quest'ultimo, consistente nell'omissione della diligenza necessaria a scongiurare l'eventuale presenza di vizi nella cosa, può estendersi a tutti i danni subiti dall'acquirente, non solo quindi a quelli relativi alle spese necessarie per l'eliminazione dei vizi accertati, ma anche a quelli inerenti alla mancata o parziale utilizzazione della cosa o al lucro cessante per la mancata rivendita del bene. Da ciò consegue, fra l'altro, che tale azione si rende ammissibile, in alternativa, ovvero, cumulativamente, con le azioni di adempimento in via specifica del contratto, di riduzione del prezzo o di risoluzione del contratto medesimo.

Cassazione civile sez. II  29 novembre 2013 n. 26852  



 
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