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Art. 1499 codice civile: Interessi compensativi sul prezzo

Salvo diversa pattuizione, qualora la cosa venduta e consegnata al compratore produca frutti o altri proventi, decorrono gli interessi sul prezzo (1), anche se questo non è ancora esigibile.


Commento

Interessi: [v. 1282].

 

Frutti: tutto ciò che deriva da un bene produttivo. Si distinguono in frutti naturali, che provengono direttamente dalla cosa (es.: i prodotti agricoli), e frutti civili, che provengono indirettamente dalla cosa (es.: gli interessi sul denaro [v. 820]).

 

(1) Il tasso di questi interessi è quello legale [v. 1284]. Dopo la scadenza, essi si convertono in interessi moratori [v. 1224].

 

La norma prevede i cd. interessi compensativi, previsti al fine di compensare il venditore del mancato godimento dei frutti prodotti dalla cosa (fruttifera), venduta e consegnata al compratore prima di ricevere, da questo, il corrispettivo del prezzo.Quindi, a differenza di quelli moratori [v. 1224], questi interessi sono dovuti indipendentemente dal ritardo e dall’inadempimento.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Nel contratto preliminare di compravendita ad esecuzione anticipata, il promittente venditore ha diritto agli interessi compensativi ex art. 1499 cod. civ. esclusivamente per il periodo successivo alla data prevista per la stipulazione del definitivo, ancorché il promittente acquirente abbia ritardato il pagamento del saldo per causa a lui non imputabile o avvalendosi dell'eccezione di inadempimento, e non anche per il periodo intercorrente tra la data della consegna anticipata del bene e quella della stipulazione del definitivo. Cassa e decide nel merito, App. Milano, 10/01/2013

Cassazione civile sez. VI  02 ottobre 2014 n. 20860  

 

 

Interessi

Nell'ipotesi di contratto preliminare di compravendita, il promittente venditore, mentre non ha diritto agli interessi compensativi ex art. 1499 c.c. per il periodo intercorrente tra la data della consegna del bene e quello della stipulazione del contratto definitivo prevista per la corresponsione del saldo del prezzo quando la consegna immediata del bene sia avvenuta per una specifica clausola del contratto preliminare, ha invece diritto agli interessi per il periodo successivo alla data prevista per detta stipulazione, ancorché il promittente acquirente abbia ritardato il pagamento del saldo per causa a lui non imputabile o avvalendosi dell'eccezione d'inadempimento.

Cassazione civile sez. VI  02 ottobre 2014 n. 20860  

 

Gli interessi previsti dall'art. 1499 cod. civ. non si applicano ad ogni obbligazione avente ad oggetto il pagamento di una somma di denaro, ma solo nei casi in cui il pagamento sia dovuto quale corrispettivo della cessione di un capitale o del trasferimento d'un bene. Cassa con rinvio, App. Roma, 18/04/2007

Cassazione civile sez. III  12 settembre 2014 n. 19266  

 

La parte contrattuale che subisce l'avversa eccezione di inadempimento, pur non avendo diritto agli interessi moratori, ha tuttavia diritto agli interessi compensativi sul prezzo. Rigetta, Trib. Vallo Della Lucania, 16/10/2006

Cassazione civile sez. II  09 dicembre 2013 n. 27437  

 

 

Locazione

L'esercizio del diritto di riscatto previsto dalla l. n. 392 del 1978, art. 39, non determina un nuovo trasferimento del diritto sul bene del terzo acquirente al titolare del diritto di riscatto, bensì la sostituzione con effetto "ex tunc" di detto titolare al terzo nella medesima posizione che quest'ultimo aveva nel negozio concluso, con la conseguenza che il conduttore di immobile urbano adibito a uso non abitativo, il quale, ai sensi dell'art. 39 l. n. 392 del 1978, ha esercitato il diritto di riscatto del bene alienato a un terzo in violazione del suo diritto di prelazione e ha continuato anche dopo l'alienazione a detenere l'immobile in forza del contratto di locazione, deve nei termini di legge corrispondere al retrattato il solo prezzo e non anche gli interessi compensativi sullo stesso, in analogia con la disposizione contenuta nell'art. 1499 c.c.

Cassazione civile sez. III  04 aprile 2014 n. 7905  

 

 

Danni

Qualora prima della liquidazione definitiva del danno da fatto illecito il responsabile versi un acconto al danneggiato, tale pagamento va sottratto dal credito risarcitorio non secondo i criteri di cui all'art. 1194 c.c. (applicabile solo alle obbligazioni di valuta, non a quelle di valore quale il credito risarcitorio per danno aquiliano), ma devalutando alla data dell'evento dannoso sia il credito risarcitorio (se liquidato in moneta attuale) che l'acconto versato; detraendo quest'ultimo dal primo e calcolando sulla differenza il danno da ritardato adempimento (c.d. interessi compensativi); si tratta di enunciazione di principio coerente con la natura propria degli interessi compensativi che hanno funzione remunerativa e rappresentano un compenso percentuale periodico dovuto in cambio di un indebito vantaggio del debitore, rimasto in possesso di un bene o di una somma di denaro spettante al creditore (secondo la regola, avente valore generale, ricavabile dall'art. 1499 c.c.); come tali essi non possono neppure considerarsi strettamente interessi ai sensi dell'art. 1194 c.c., riguardante i soli interessi cd. corrispettivi e gli interessi moratori. (Conferma Campania, Napoli, sez. II, n. 2510 del 2013).

Consiglio di Stato sez. V  20 febbraio 2014 n. 821  

 

 

Espropriazione

In tema di espropriazione per pubblica utilità sulle somme - costituenti debito di valuta - dovute a titolo di indennità per l'occupazione legittima sono dovuti gli interessi, aventi natura compensativa, in quanto volti a compensare il proprietario della mancata disponibilità dei frutti che avrebbe percepito periodicamente. La decorrenza di tali interessi deve essere ancorata, per ciascuna annualità, alla scadenza del relativo periodo di occupazione, anche nell'eventualità la indennità di occupazione debba essere liquidata in misura pari agli interessi legali sulla indennità di esproprio, non valendo l'adozione di tale criterio a trasformare in obbligazione di interessi quella che rimane unaobbligazione volta a reintegrare il proprietario del pregiudizio subito per il mancato godimento dell'immobile.

Cassazione civile sez. I  13 settembre 2013 n. 21017  



 
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