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Art. 1503 codice civile: Esercizio del riscatto

Il venditore decade dal diritto di riscatto, se entro il termine fissato non comunica al compratore la dichiarazione di riscatto e non gli corrisponde le somme liquide dovute per il rimborso del prezzo, delle spese e di ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita.

Se il compratore rifiuta di ricevere il pagamento di tali rimborsi, il venditore decade dal diritto di riscatto, qualora non ne faccia offerta reale (1) entro otto giorni dalla scadenza del termine.

Nella vendita di beni immobili la dichiarazione di riscatto deve essere fatta per iscritto, sotto pena di nullità.


Commento

Riscatto (patto di): [v. 1500]; Vendita: [v. 1470]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].

 

Offerta reale: consiste nell’invito che un pubblico ufficiale rivolge al creditore di ricevere il bene in un certo luogo e in un certo tempo, ovvero di compiere gli atti necessari per rendere possibile la prestazione.

 

(1) L’offerta reale non ammette equivalenti. Dunque non è sufficiente che il venditore (debitore) dichiari al compratore (creditore) di volere pagare, ma è necessario che metta effettivamente a disposizione di quest’ultimo le somme dovute.

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

La clausola di riscatto, apposta ad un contratto di vendita, è una condizione risolutiva potestativa, a mezzo della quale il venditore si riserva il diritto di risolvere il contratto entro un tempo determinato, così automaticamente riacquistando la proprietà del bene contro restituzione del prezzo e rimborso delle spese; pertanto, ai fini dell'imposta di registro — che è imposta d'atto — l'atto di esercizio del riscatto non è qualificabile come atto traslativo inverso alla prima vendita.

Cassazione civile sez. trib.  18 novembre 2011 n. 24252  

 

Allorquando nel contratto di compravendita con patto di riscatto sia stato simulatamente dichiarato un prezzo inferiore a quello pattuito e corrisposto, gli eredi del venditore per esercitare validamente il diritto di riscatto ed evitare la decadenza da esso, devono corrispondere o, comunque, offrire al compratore, nel termine fissato, il prezzo effettivamente ricevuto e non quello simulato senza che al riguardo derivi al compratore un onere di informare della reale entità del prezzo gli eredi del venditore, non potendo questi ultimi invocare l'ignoranza della simulazione, data l'irrilevanza di tale stato soggettivo in una situazione nella quale essi sono subentrati al posto del venditore.

Cassazione civile sez. II  09 marzo 1985 n. 1916  

 

In tema di vendita con patto di riscatto, l'efficacia della dichiarazione di riscatto del venditore è subordinata, in base al combinato disposto degli art. 1502 e 1503 c.c., al solo rimborso (o offerta) del prezzo e delle spese della vendita, e non anche delle altre somme relative alle spese qualificate utili, per le quali, invece, alla mancanza di pagamento (o di offerta) è collegato unicamente il diritto di ritenzione del compratore (peraltro, per talune di esse, suscettibile di diniego da parte del giudice).

Cassazione civile sez. lav.  22 febbraio 1983 n. 1332  

 

 

Permuta

In virtù del richiamo contenuto nell'art. 1555 c.c., per cui le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta, in quanto compatibili, la permuta medesima resta soggetta alle disposizioni degli art. 1500 e 1509 c.c., in tema di riscatto convenzionale.

Cassazione civile sez. II  29 ottobre 1992 n. 11752  

 

 

Contratti agrari

In tema di riscatto agrario, il retraente ha l'onere di rimborsare esclusivamente il prezzo e non anche le altre spese sostenute dal retrattato per l'acquisto del fondo, nè gli interessi compensativi, nè una maggiorazione per svalutazione monetaria, versandosi in ipotesi di debito di valuta.

Cassazione civile sez. III  08 agosto 1987 n. 6792

 

Mentre l'art. 1503 c.c., in tema di riscatto convenzionale, impone al riscattante di corrispondere, oltre al prezzo, le spese ed ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita, l'art. 8, comma 6, della l. 26 maggio 1965 n. 590, pone a carico del retraente nel riscatto agrario l'onere di rimborsare soltanto il prezzo, e non anche le altre spese per l'acquisto del fondo sostenute dal retrattato. Per queste, il soggetto, cui devono essere poste a carico, va individuato, nella sede propria, in base al principio generale cuius commodaeius incommoda, salvo il correttivo della responsabilità per i danni dovuti alla propria condotta dolosa o colposa

Cassazione civile sez. III  10 gennaio 1984 n. 177  

 

Mentre l'art. 1503 c.c., in tema di riscatto convenzionale impone al riscattante di corrispondere, oltre al prezzo, le spese ed ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita, l'art. 8, comma 6, della l. 26 maggio 1965 n. 590, pone a carico del retraente nel riscatto agrario l'onere di rimborsare soltanto il prezzo, e non anche le altre spese per l'acquisto del fondo sostenute dal retrattato. Per queste, il soggetto, cui devono essere poste a carico, va individuato, nella sede propria, in base al principio generale "cuius commodae ius incommoda", salvo il correttivo della responsabilità per i danni dovuti alla propria condotta dolosa o colposa.

Cassazione civile sez. III  10 gennaio 1984 n. 177  

 

A differenza di quanto è stabilito per l'esercizio del riscatto convenzionale, per il quale è espressamente posto a carico del retraente l'obbligo di corrispondere oltre alle somme liquide dovute per il rimborso del prezzo anche quelle relative alle spese ed a ogni altro pagamento effettivamente fatto per la vendita (art. 1503 c.c.), per il riscatto agrario è posto, invece, a carico del coltivatore l'obbligo di corrispondere il solo prezzo e non anche le menzionate spese accessorie, ivi comprese quelle notarili e di registrazione sostenute dal retrattato.

Cassazione civile sez. III  19 maggio 1983 n. 3470  

 

A norma dell'art. 8 della l. 26 maggio 1965 n. 590 (come modificato dalla l. 14 agosto 1971 n. 817), nel riscatto agrario - a differenza di quanto avviene nel riscatto convenzionale ove il riscattante è tenuto a corrispondere, ai sensi dell'art. 1503 c.c., oltre il prezzo, anche le spese ed ogni altro pagamento legittimamente fatto per la vendita - il retraente è tenuto soltanto al pagamento del prezzo e non anche delle altre spese, essendo la sua azione necessitata dalla violazione del diritto di prelazione assicuratogli dalla legge.

Cassazione civile sez. III  08 marzo 1983 n. 1709  



 
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