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Art. 1504 codice civile: Effetti del riscatto rispetto ai subacquirenti

Il venditore che ha legittimamente esercitato il diritto di riscatto nei confronti del compratore può ottenere il rilascio della cosa anche dai successivi acquirenti (1), purché il patto sia ad essi opponibile (2).

Se l’alienazione è stata notificata al venditore, il riscatto deve essere esercitato in confronto del terzo acquirente.


Commento

Riscatto (patto di): [v. 1500]; Opponibilità: [v. 1260]; Notificazione: [v. 2914].

 

(1)  La norma si riferisce ad una situazione in cui alla prima vendita, quella con patto di riscatto, ne sia seguita un’altra o più di una, per cui il compratore originario abbia assunto il ruolo di venditore e dei soggetti estranei al primo contratto (terzi) quello di acquirente, e così via.

 

(2) L’opponibilità indica la prevalenza del titolo contrattuale di acquisto [v. 1477] sul diritto vantato dal terzo.

 

Il legislatore ha voluto stabilire la prevalenza del diritto del venditore nel riscattare la cosa venduta, rispetto al diritto di proprietà vantato dal terzo, che ha acquistato la cosa dal compratore.


Giurisprudenza annotata

Vendita

La cessione del patto di riscatto, subordinata al consenso del contraente ceduto, è valida anche quando abbia ad oggetto la posizione del venditore che abbia già ricevuto il pagamento del prezzo, in quanto l'effetto del principio consensualistico può lasciare persistere le ulteriori obbligazioni principali (nella specie, la consegna) ed accessorie, nonché i diritti potestativi, quale, appunto, il diritto di riscatto, la cui permanenza rende la sostituzione soggettiva consentita e non irrilevante per l'ordinamento, giustificando il ricorso ad una disciplina diversa da quella dettata dagli art. 1261 ss. e 1268 ss. c.c.

Cassazione civile sez. trib.  18 novembre 2011 n. 24252  

 

La clausola di riscatto, apposta ad un contratto di vendita, è una condizione risolutiva potestativa, a mezzo della quale il venditore si riserva il diritto di risolvere il contratto entro un tempo determinato, così automaticamente riacquistando la proprietà del bene contro restituzione del prezzo e rimborso delle spese; pertanto, ai fini dell'imposta di registro — che è imposta d'atto — l'atto di esercizio del riscatto non è qualificabile come atto traslativo inverso alla prima vendita.

Cassazione civile sez. trib.  18 novembre 2011 n. 24252

 

In caso di vendita con patto di riscatto, l'onere del venditore, il quale eserciti il riscatto medesimo, di restituire il prezzo ricevuto (art. 1500 c.c.) comporta, quando parte del prezzo sia stata regolata con cambiali, non più in possesso del prenditore perché ad altri girate o cedute, il versamento per tale parte del prezzo di una somma equivalente all'importo delle cambiali.

Cassazione civile sez. II  09 marzo 1985 n. 1916  

 

Qualora le quote di partecipazione dei soci di una società a responsabilità limitata siano state oggetto di vendita con patto di riscatto, il venditore, che, avendo esercitato tale diritto intenda ottenere il rilascio dai successivi acquirenti di mala fede, ha l'onere di provare che le quote di cui chiede la restituzione sono quelle stesse da lui alienate al compratore.

Cassazione civile sez. III  18 ottobre 1980 n. 5607  

 

Poiché la vendita con patto di riscatto costituisce un negozio sottoposto alla condizione risolutiva potestativa dell'esercizio del riscatto da parte del venditore, che elimina con effetto retroattivo gli effetti dell'alienazione, mentre il patto di retrovendita, obbligando ad una successiva stipulazione, si configura come un contratto preliminare che vincola il compratore a rivendere l'oggetto al venditore, sulla base di un rapporto meramente obbligatorio che interessa i soli contraenti ed ha effetto dalla data della nuova stipulazione, la prospettazione della esistenza di un patto di retrovendita, per la prima volta, nella fase di cassazione del giudizio, svoltosi sul presupposto della sussistenza di un patto di riscatto, risolvendosi in una istanza di accertamento di elementi che non hanno formato oggetto di esame precedente, è inammissibile.

Cassazione civile sez. II  03 novembre 1979 n. 5705  

 

 

Permuta

In virtù del richiamo contenuto nell'art. 1555 c.c., per cui le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta, in quanto compatibili, la permuta medesima resta soggetta alle disposizioni degli art. 1500 e 1509 c.c., in tema di riscatto convenzionale.

Cassazione civile sez. II  29 ottobre 1992 n. 11752



 
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