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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1505 codice civile: Diritti costituiti dal compratore sulla cosa

Il venditore che ha esercitato il diritto di riscatto riprende la cosa esente dai pesi e dalle ipoteche da cui sia stata gravata; ma è tenuto a mantenere le locazioni fatte senza frode, purché abbiano data certa e siano state convenute per un tempo non superiore ai tre anni (1).


Commento

Riscatto (patto di): [v. 1500]; Ipoteca: [v. 2808 ss.]; Locazione: [v. 1571].

 

Frode: raggiro della legge, che ne realizza una violazione indiretta [v. 1344].

 

(1) Comunicata la dichiarazione di riscatto, dunque, il venditore riacquista il diritto alienato (venduto) libero da diritti di garanzia [v. 2784, 2808], ma è tenuto a rispettare i contratti di locazione conclusi senza raggirare la legge.

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

La cessione del patto di riscatto, subordinata al consenso del contraente ceduto, è valida anche quando abbia ad oggetto la posizione del venditore che abbia già ricevuto il pagamento del prezzo, in quanto l'effetto del principio consensualistico può lasciare persistere le ulteriori obbligazioni principali (nella specie, la consegna) ed accessorie, nonché i diritti potestativi, quale, appunto, il diritto di riscatto, la cui permanenza rende la sostituzione soggettiva consentita e non irrilevante per l'ordinamento, giustificando il ricorso ad una disciplina diversa da quella dettata dagli art. 1261 ss. e 1268 ss. c.c.

Cassazione civile sez. trib.  18 novembre 2011 n. 24252

 

La clausola di riscatto, apposta ad un contratto di vendita, è una condizione risolutiva potestativa, a mezzo della quale il venditore si riserva il diritto di risolvere il contratto entro un tempo determinato, così automaticamente riacquistando la proprietà del bene contro restituzione del prezzo e rimborso delle spese; pertanto, ai fini dell'imposta di registro — che è imposta d'atto — l'atto di esercizio del riscatto non è qualificabile come atto traslativo inverso alla prima vendita.

Cassazione civile sez. trib.  18 novembre 2011 n. 24252

 

 

Locazione

La sospensione dell'esecuzione delle ordinanze di convalida di licenza per finita locazione, di cui all'art. 7 d.l. 30 dicembre 1988, n. 551 convertito in l. 21 febbraio 1989, n. 61, riguarda i rapporti cessati alla scadenza della durata legale indotta dalle disposizioni transitorie della l. 27 luglio 1978 n. 392, pertanto, non può trovare applicazione rispetto a provvedimenti adottati prima dell'entrata in vigore di detta legge.

Cassazione civile sez. III  06 novembre 1993 n. 11003  

 

Pur se il contratto di locazione sia stato concluso da un terzo in virtù di un rapporto con il proprietario, definibile come mandato senza rappresentanza, il proprietario può agire autonomamente per ottenere la restituzione dell'immobile alla scadenza.

Pretura Firenze  28 ottobre 1988

 

 

Contratti agrari

L'azione di riscatto prevista dall'art. 8 della l. 26 maggio 1965 n. 590, che ha natura personale "propter rem" ed è esperibile nei confronti di qualsiasi terzo acquirente del fondo, determina la sostituzione "ex tunc" del riscattante al terzo e questa, a sua volta, comporta, come conseguenza necessaria, l'inefficacia anche delle ipoteche iscritte successivamente all'atto di compravendita soggetto al retratto (agrario), anche in analogia a quanto disposto dall'art. 1505 c.c. in tema di riscatto convenzionale.

Cassazione civile sez. III  21 febbraio 1980 n. 1252  

 

L'azione di riscatto prevista dall'art. 8 l. 26 maggio 1965 n. 590, che ha natura personale "propter rem" ed è esperibile nei confronti di qualsiasi terzo acquirente del fondo, determina la sostituzione "ex tunc" del riscattante al terzo e questa, a sua volta, comporta, come conseguenza necessaria, l'inefficacia anche delle ipoteche iscritte successivamente all'atto di compravendita soggetto al retratto (agrario), anche in analogia a quanto disposto dall'art. 1505 c.c. in tema di riscatto convenzionale.

Cassazione civile sez. III  21 febbraio 1980 n. 1252

 



 
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