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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1506 codice civile: Riscatto di parte indivisa

In caso di vendita con patto di riscatto di una parte indivisa di una cosa, il comproprietario che chiede la divisione deve proporre la domanda anche in confronto del venditore.

Se la cosa non è comodamente divisibile e si fa luogo all’incanto, il venditore che non ha esercitato il riscatto anteriormente all’aggiudicazione decade da tale diritto, anche se aggiudicatario sia lo stesso compratore.


Commento

Vendita: [v. 1470]; Patto di riscatto: [v. 1500]; Divisione: [v. 1113]; Domanda: [v. 1485].

 

Incanto (vendita all’incanto o vendita all’asta): tipo di vendita basata su una gara con offerta in aumento. Chiunque può partecipare, ma rimane aggiudicatario (vincitore della gara) colui che fa la migliore offerta.

 

La norma prende in considerazione il caso di vendita con patto di riscatto in cui oggetto della stessa è un bene indiviso, con più proprietari. Se il bene è facilmente divisibile si procede alla divisione in natura; se non lo è, si deve ricorrere alla vendita all’incanto.


Giurisprudenza annotata

Locazione di cose

La disdetta del contratto di locazione per uso abitativo può essere comunicata anche con forma diversa da quella prescritta dall'art. 3 della legge n. 392 del 1978, purché inequivocabilmente intesa a rivelare in concreto la volontà di non rinnovare il contratto alla scadenza e può, quindi, essere contenuta anche in un atto processuale che logicamente e giuridicamente presupponga la volontà di disdettare il contratto o riveli tale volontà. Pertanto, anche l'intimazione di sfratto per finita locazione può contenere la disdetta, in quanto da essa si trae l'inequivoca volontà del locatore di non rinnovare il contratto.

Cassazione civile sez. III  02 agosto 1995 n. 8443  

 

La disdetta del contratto di locazione per uso abitativo può essere comunicata anche con una forma diversa da quella prescritta dall'art. 3 della legge sull'equo canone, purché inequivocabilmente idonea a rivelare, nel caso concreto, la volontà di non rinnovare il contratto alla scadenza, e può essere contenuta, quindi, anche in un atto processuale che logicamente o giuridicamente presupponga la volontà della disdetta o che, comunque, nel caso concreto, esprima anche la volontà del locatore di non rinnovare il contratto alla scadenza. A tal fine, tale volontà non può considerarsi implicitamente espressa nell'intimazione di sfratto per morosità poiché essa non la presuppone logicamente o giuridicamente, ma è necessario, perché questo effetto si produca, che il giudice accerti in concreto che essa esprimeva anche la volontà del locatore di non rinnovare il contratto alla scadenza.

Cassazione civile sez. III  11 novembre 1991 n. 11982  

 

 

Permuta

In virtù del richiamo contenuto nell'art. 1555 c.c., per cui le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta, in quanto compatibili, la permuta medesima resta soggetta alle disposizioni degli art. 1500 e 1509 c.c., in tema di riscatto convenzionale.

Cassazione civile sez. II  29 ottobre 1992 n. 11752  



 
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