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Art. 1510 codice civile: Luogo della consegna

In mancanza di patto o di uso contrario, la consegna della cosa deve avvenire nel luogo dove questa si trovava al tempo della vendita, se le parti ne erano a conoscenza, ovvero nel luogo dove il venditore aveva il suo domicilio o la sede dell’impresa (1).

Salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta (2) deve essere trasportata da un luogo all’altro, il venditore si libera dall’obbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere (3) (4); le spese del trasporto sono a carico del compratore (5).

 


Commento

Domicilio: [v. 43]; Sede dell’impresa: [v. 2295].

 

Patto o uso contrario: con esso le parti possono stabilire pattiziamente (cioè mediante loro accordo) o ricorrendo alle norme non scritte un luogo della consegna della cosa venduta diverso da quello previsto dalla legge.

 

(1) Il luogo in cui si trovava la cosa al momento della vendita, il domicilio o la sede dell’impresa rappresentano criteri da seguire in alternativa, nel senso che ove non è possibile ricorrere al primo si passa al secondo, e così via.

 

(2) Cosa specifica, ma anche vendita di cosa di genere limitato [v. 1378] e di cosa futura [v. 1472].

 

(3) Nella vendita di cosa generica [v. 1378, 1470] da trasportare, la consegna al vettore [v. 1678] e allo spedizioniere [v. 1737] vale come individuazione.

 

(4) Con la consegna della cosa al vettore [v. 1678] o allo spedizioniere [v. 1737] avviene il passaggio del rischio del perimento o distruzione della cosa dal venditore al compratore [v. 1523].

 

(5) Le spese comprendono oltre ai costi del viaggio, anche quelli di imballaggio o di dogana e pedaggio. Non vi rientra il compenso da pagare allo spedizioniere.


Giurisprudenza annotata

Vendita

Ai sensi dell'art. 1510, comma 2, c.c., nella vendita di una cosa da trasportare da un luogo all'altro deve considerarsi quale ipotesi normale quella della vendita con spedizione, mentre è necessario un apposito patto contrario (da provarsi con elementi precisi ed univoci) perché possa ritenersi conclusa una vendita con consegna all'arrivo.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2014 n. 16961

 

Ai sensi dell'art. 1510, secondo comma, cod. civ., la vendita di cosa da trasportare si presume "vendita con spedizione", nella quale il venditore si libera dall'obbligo di consegna rimettendo la cosa al vettore, sicché, per configurare una "vendita con consegna all'arrivo", occorrono elementi, precisi e univoci, atti a dimostrare il patto di deroga; a tal fine, è insufficiente la stipulazione della clausola "porto franco", perché questa esonera l'acquirente dalle spese di trasporto, ma non lo solleva dai rischi del medesimo. Rigetta, App. Ancona, 18/02/2013

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2014 n. 16961  

 

La previsione di cui all'art. 1510, secondo comma, cod. civ., secondo cui, salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo all'altro, il venditore si libera dall'obbligo di consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere, costituisce una norma speciale applicabile solo in tema di vendita a distanza di cose mobili, rispetto alla quale il contratto di trasporto costituisce mera modalità esecutiva, con la conseguenza che, per tale figura contrattuale, il venditore non risponde dell'inadempimento del vettore o dello spedizioniere, non trovando applicazione il principio generale dettato dall'art. 1228 cod. civ. Rigetta, App. Milano, 21/02/2007

Cassazione civile sez. III  30 gennaio 2014 n. 2084  

 

In caso di vendita di beni mobili da trasportare pattuita con clausola "franco partenza", il venditore, a norma dell'art. 1510, secondo comma, cod. civ., non è tenuto a garantire che la merce giunga integra a destinazione, rispondendo solo dell'integrità della stessa al momento della consegna al vettore. Rigetta, App. L'Aquila, 18/01/2007

Cassazione civile sez. II  12 novembre 2013 n. 25423  

 

Nella vendita con spedizione regolata dall'art. 1510, comma 2, c.c. il contratto di trasporto concluso tra venditore-mittente e vettore, pur essendo collegato da un nesso di strumentalità con il contratto di compravendita concluso tra venditore-mittente e acquirente-destinatario, conserva la sua autonomia, ed è soggetto alla disciplina dettata dagli art. 1683 e seguenti del codice civile. Pertanto il venditore-mittente, anche dopo la rimessione delle cose al vettore, conserva la titolarità dei diritti nascenti dal contratto di trasporto, ivi compreso il diritto al risarcimento del danno da inadempimento, fino al momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine entro cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore.

Corte appello Firenze sez. II  22 dicembre 2011 n. 1694  

 

 

Assicurazione

È affetta da nullità per difetto di interesse, ex art. 1904 c.c., l'assicurazione contro i rischi del trasporto, stipulata dall'acquirente di merce spedita via mare a rischio e pericolo del venditore, essendo stato subordinato l'effetto traslativo alla ricezione del pagamento del prezzo, a nulla rilevando che, dopo l'arrivo a destinazione e l'accertamento dell'avaria di parte del carico, l'acquirente ne abbia egualmente pagato il prezzo. Rigetta, App. Genova, 22/04/2006

Cassazione civile sez. III  13 marzo 2013 n. 6293  

 

Nell'assicurazione contro i rischi di danni alla merce trasportata, la persona legittimata a domandare l'indennizzo è il venditore-mittente, che ha sottoscritto il contratto assicurativo quale proprietario delle merci assicurate, e non l'acquirente finale, qualora si sia convenuto che il trasferimento del diritto di proprietà della merce medesima debba avvenire al momento della consegna. (Nella specie, relativa a cagliata di latte trafugata durante il trasporto in autostrada, era stato convenuto che il passaggio di proprietà si sarebbe verificato con la consegna agli stabilimenti dell'impresa acquirente, sicché, in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto che beneficiario dell'indennizzo fosse, in mancanza del perfezionamento della vendita, il sottoscrittore della polizza).

Cassazione civile sez. III  30 settembre 2011 n. 19983  

 

 

Competenza civile

Nella vendita da "piazza a piazza" il contratto si deve ritenere concluso nel luogo dove il venditore lo esegue mediante la consegna della merce al vettore od allo spedizioniere, senza che rilevi, ai fini della determinazione della competenza per territorio, l'assunzione del rischio o delle spese di trasporto. Né rileva che sia fatta valere la garanzia per vizi della cosa, atteso che essa trova fondamento nell'inadempimento del venditore rispetto alla obbligazione contrattuale di consegna, con la conseguenza che ove si tratti di bene da trasportare da un luogo all'altro, il luogo dell'adempimento al fine della competenza per territorio va identificato con il luogo della consegna del medesimo bene al vettore od allo spedizioniere ai sensi dell'art. 1510 c.c.

Tribunale Bari sez. II  24 febbraio 2011 n. 712  

 

In materia di vendita di cose mobili tra trasportarsi "da piazza a piazza" (cioè da un luogo ad un altro), il contratto si deve ritenere concluso nel luogo dove il venditore lo esegue, mediante la consegna della merce al vettore o allo spedizioniere, senza che rilevi, ai fini della determinazione della competenza per territorio ex art. 20 c.p.c., l'assunzione del rischio o delle spese di trasporto, né rileva che sia fatta valere la garanzia per vizi della cosa, atteso che essa trova fondamento nell'inadempimento del venditore rispetto alla obbligazione contrattuale di consegna: di conseguenza, ove si tratti di bene da trasportare da un luogo all'altro, il luogo dell'adempimento al fine della competenza per territorio, va identificato con il luogo della consegna del medesimo bene al vettore o allo spedizioniere, ai sensi dell'art. 1510 c.c.

Tribunale Patti  04 giugno 2010 n. 120  



 
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