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Art. 1511 codice civile: Denunzia nella vendita di cose da trasportare

Nella vendita di cose da trasportare da un luogo a un altro, il termine per la denunzia dei vizi e dei difetti di qualità apparenti (1) decorre dal giorno del ricevimento (2).


Commento

Vendita: [v. 1470]; Denunzia: [v. 1495].

 

(1) Apparenti, cioè riconoscibili dall’uomo di media diligenza [v. 1176] che deve esaminare la cosa acquistata.

 

(2) Giorno del ricevimento è il giorno in cui il compratore entra effettivamente in possesso della cosa. Tuttavia, se il compratore è già a conoscenza dei vizi o difetti, si applica la regola generale dell’art. 1491.

 

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

Nel caso di vendita di cosa mobile, da consegnare al compratore in luogo diverso rispetto a quello dell'acquisto, il termine decadenziale di otto giorni entro cui denunciare i vizi non decorre dalla loro scoperta, bensì dalla consegna della merce.

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 2012 n. 444  

 

In tema della cd. garanzia per vizi della cosa, risulta essere un fondamentale effetto naturale della vendita, consistente in un complesso di conseguenze legali che gravano sul venditore-fornitore per il solo fatto che il medesimo assume un determinato “impegno”, in relazione alla funzione ed al valore della cosa oggetto del diritto. Si tratta di un vincolo oggettivamente collegato ad un pieno conseguimento dell’effetto traslativo. Dal combinato disposto degli art. 1495 e 1511 c.c., emerge che il compratore decade dal suddetto diritto alla garanzia se entro otto giorni dalla scoperta dei vizi, avvenuta nel caso di specie al momento del ricevimento della merce, non li denunzia al venditore. In merito all’onere della prova della decadenza del compratore dal diritto alla garanzia, deve sottolinearsi però come l’eccezione sollevata dal venditore è tale in senso stretto, cosicché spetta a colui che la invoca di provare i fatti che ne sono a fondamento.

Tribunale Trani  13 ottobre 2008 n. 267  

 

Il compratore decade dal diritto di far valere la garanzia per vizi e la mancanza di qualità, sia in via d'azione, con conseguente rigetto della domanda riconvenzionale volta ad ottenere la riduzione del prezzo ed il riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni, sia in via d'eccezione. A tale ultimo proposito, va rilevato che, ai sensi dell'art. 1495 comma 3 c.c. il compratore che sia convenuto per l'esecuzione del contratto può sempre far valere la garanzia per vizi in via d'eccezione, ma solo a condizione che il vizio della cosa sia stato denunciato entro otto giorni, che decorrono dalla scoperta nell'ipotesi generale di cui all'art. 1495 comma 1 c.c., mentre decorrono dal ricevimento della merce, ai sensi dell'art. 1511 c.c., nella specifica ipotesi di vendita di merce da trasportare e prima dell'anno dalla consegna. In carenza di denuncia dei i vizi o della mancanza di qualità entro otto giorni dal ricevimento della merce, l'eccezione sollevata tardivamente non può inficiare la pretesa di pagamento avanzata dal venditore.

Tribunale Bari  28 aprile 2005

L'individuazione della riconoscibilità dei vizi redibitori ex art. 1495 c.c. quale "dies a quo" del termine di decadenza dell'azione di garanzia va effettuata tenendo conto della qualità delle parti e della natura della cosa medesima. Pertanto, con riguardo alla vendita di merci (tessuti) suscettibili di trasformazioni (capi di abbigliamento) nel rapporto tra imprenditori esperti del settore, va effettuata con riguardo alla data in cui l'acquirente è messo in condizione di verificare la merce stessa (che normalmente coincide con il giorno della consegna: art. 1511 c.c.) e non con riguardo alla diversa data di consegna della merce dopo la trasformazione della stessa.

Cassazione civile sez. II  26 novembre 1996 n. 10498  

 

In tema di vendita di cose da trasportare, l'art. 1511 c.c. pone a carico del compratore un onere di diligenza consistente nel dovere di esaminare la cosa comprata per rilevarne vizi o difetti apparenti; cosicché il termine per la denunzia dei vizi e dei difetti di qualità apparenti decorre dal giorno in cui il compratore è stato in grado di esaminare la merce, ossia del giorno in cui questa è stata posta nella sua disponibilità mediante la consegna. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio di diritto, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di merito il quale aveva escluso l'apparenza del vizio della cosa venduta sul presupposto che la merce si trovava confezionata per la spedizione in una scatola non trasparente ed aveva, quindi, ritenuto che il termine per la denunzia dovesse decorrere non dal momento in cui il compratore aveva ricevuto la merce, bensì da quando aveva proceduto all'apertura della confezione).

Cassazione civile sez. II  05 gennaio 1996 n. 49  

 

La norma di cui all'art. 1495, comma 1, c.c., che pone a carico del compratore l'onere di denunciare i vizi entro otto giorni dalla loro scoperta, presuppone che i vizi stessi non fossero facilmente riconoscibili al momento della conclusione del contratto; quando invece si tratti di vizi apparenti e quindi oggettivamente riconoscibili con l'uso della normale diligenza, il termine de quo decorre dal giorno in cui il compratore è stato in grado di esaminare la merce, vale a dire, di regola, dal giorno in cui questa gli è stata consegnata, come espressamente dispone l'art. 1511 c.c. per il caso di vendita di cose da trasportare da un luogo ad un altro.

Cassazione civile sez. II  26 agosto 1993 n. 9008  

 

Nella compravendita di merce fra imprenditori, esperti del settore merceologico specifico, il "dies a quo" per la decorrenza del termine di decadenza della denuncia dei vizi, e in ogni caso quello in cui l'acquirente avrebbe potuto eseguire gli esami necessari, equiparandosi in tal caso la possibilità di accertamento della condizione dei beni alla riconoscibilità dei vizi apparenti.

Cassazione civile sez. un.  12 ottobre 1982 n. 5243  

 

L'art. 1511 c.c., facendo decorrere il termine per la denuncia dei vizi e dei difetti di qualità apparenti, nella vendita di cose da trasportare da un luogo all'altro, dal giorno del ricevimento, impone al compratore un onere di diligenza consistente nel dovere d'esame della cosa comperata (da quel giorno entrata nella sua disponibilità) per rilevarne vizi o difetti apparenti. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha cassato la sentenza con la quale i giudici di merito avevano ritenuto il termine suddetto decorrente dal giorno dell'effettiva scoperta del vizio in considerazione del fatto che la merce, subito dopo la consegna veniva smistata, senza apertura dei pacchi, direttamente ad artigiani esterni alla fabbrica, per operazioni di montaggio).

Cassazione civile sez. II  04 maggio 1982 n. 2747  



 
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