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Art. 1512 codice civile: Garanzia di buon funzionamento

Se il venditore ha garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa venduta (1), il compratore, salvo patto contrario, deve denunziare al venditore il difetto di funzionamento entro trenta giorni dalla scoperta, sotto pena di decadenza. L’azione si prescrive in sei mesi dalla scoperta.

Il giudice, secondo le circostanze, può assegnare al venditore un termine per sostituire o riparare la cosa in modo da assicurarne il buon funzionamento, salvo il risarcimento dei danni.

Sono salvi gli usi i quali stabiliscono che la garanzia di buon funzionamento è dovuta anche in mancanza di patto espresso (2).


Commento

Garanzia: [v. 1179]; Vizi: [v. 1490]; Denunzia: [v. 1495]; Decadenza: [v. 2964]; Prescrizione: [v. 2934]; Risarcimento dei danni: [v. 1218]; Usi: [v. 1492].

 

(1) Il venditore può liberarsi dalla sua responsabilità solo se dimostra che il cattivo funzionamento della cosa dipende dal fatto provocato dal compratore o da un terzo, o dal caso fortuito [v. 1256 nota (1)].

 

(2) La garanzia dunque può avere origine o negli usi o in un patto contrattuale: in questo secondo caso è necessario che l’esistenza del patto nel contratto di compravendita venga dimostrata.

 

La norma vuole rafforzare la tutela del compratore, e perciò opera in maniera autonoma ed indipendente rispetto alla garanzia per i vizi dell’art. 1490 e a quella per la mancanza di qualità dell’art. 1497. Tipici esempi sono le «garanzie» offerte in caso di vendita di elettrodomestici contenute in moduli allegati ai libretti di istruzione.


Giurisprudenza annotata

Vendita

In tema di compravendita, il potere della parte di disporre delle eccezioni di prescrizione e decadenza dell'azione di garanzia si limita agli elementi costitutivi delle eccezioni stesse, ossia al decorso del tempo e alla volontà di profittare del conseguente effetto estintivo, mentre non concerne l'individuazione del tipo di garanzia applicabile, che è compito del giudice determinare, eventualmente riqualificando la fattispecie dedotta in giudizio (nella specie, garanzia di buon funzionamento, soggetta ai termini ex art. 1512 c.c., in luogo della garanzia edilizia, soggetta ai termini ex art. 1495 c.c.).

Cassazione civile sez. II  30 novembre 2012 n. 21463  

 

Il mancato completamento delle opere finalizzate alla integrale consegna del bene rendono inapplicabili le garanzie concesse all'acquirente per i difetti della cosa venduta e per il buon funzionamento (nella specie, la Corte ha escluso l'applicabilità di tali garanzie atteso che al materiale recapito presso l'officina del compratore non aveva fatto seguito il completamento del relativo montaggio, che per contratto e tenuto conto della natura del bene venduto avrebbe dovuto avvenire a cura della venditrice, sicché la consegna comunque non avrebbe potuto ritenersi perfezionata, se non all'atto del successivo intervento).

Cassazione civile sez. II  11 giugno 2012 n. 9467  

 

La garanzia per i vizi della cosa venduta disciplinata dagli art. 1490 ss. c.c. differisce da quella di buon funzionamento prevista dall'art. 1512 c.c. per il fatto che, mentre la seconda impone all'acquirente solo l'onere di dimostrare il cattivo funzionamento della cosa venduta, la prima - cui il venditore è tenuto anche se incolpevole, essendo la colpa di questi richiesta solo ai fini dell'obbligo del risarcimento del danno - impone all'acquirente anche l'onere di dimostrare la sussistenza dello specifico vizio che rende la cosa venduta inidonea all'uso cui essa è destinata; inoltre, la garanzia di cui all'art. 1512 c.c., che attua, con l'assicurazione di un determinato risultato - il buon funzionamento della cosa per il tempo convenuto - una più forte garanzia del compratore, in via autonoma ed indipendente rispetto alla garanzia per vizi ed alla responsabilità per mancanza di qualità, trova fondamento in un patto contrattuale e, pertanto, può essere invocata solo previa deduzione e dimostrazione dell'esistenza di un tale patto nel contratto di compravendita.

Cassazione civile sez. III  30 ottobre 2009 n. 23060

 

In tema di vendita di cose mobili, l'art. 1512 c.c., prevede la garanzia aggiuntiva, di origine contrattuale, del buon funzionamento, volta a rafforzare la tutela del compratore, assicurandogli il buon funzionamento del bene acquistato, indipendentemente dalle cause del cattivo funzionamento dello stesso. Pertanto, l'azione di garanzia per buon funzionamento della cosa venduta si distingue dall'analoga azione di garanzia per vizi, prevista dall'art. 1490 c.c., perché mentre nella prima il compratore è tenuto a dimostrare solo il cattivo funzionamento del bene, nella seconda deve, invece, provare l'inidoneità della cosa all'uso pattuito per effetto della sussistenza di uno specifico vizio, non riconoscibile o comunque ignorato al momento dell’acquisto.

Tribunale Bari sez. II  15 maggio 2007 n. 1201  

 

La sostituzione dell'oggetto della compravendita, avvenuta con il consenso delle parti, ha gli stessi effetti della novazione oggettiva prevista dall'art. 1230 c.c., sussistendone entrambi i requisiti dell'aliud novi e dell'animus novandi, con la conseguenza che le parti si ritrovano nelle identiche posizioni con i rispettivi oneri ed obblighi. (Nella fattispecie di compravendita di uno scanner, dopo la sostituzione del bene venduto perché affetto da vizi, il compratore aveva denunciato vizi afferenti anche allo scanner consegnato in sostituzione, dalla ditta fornitrice del venditore, ma con lettera successiva al decorso del termine decadenziale di otto giorni e anche di quello prescrizionale di un anno previsto dall'art. 1495 c.c. La S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha ritenuto decisivo il decorso dell'anno per l'esercizio dell'azione, atteso l'onere del compratore di comunicare al venditore il difetto dello scanner sostituito e di fornire la prova della conoscenza da parte del venditore della seconda sostituzione del bene acquistato).

Cassazione civile sez. II  07 febbraio 2007 n. 2631

 

La casa costruttrice di un'autovettura è tenuta, unitamente al concessionario, a rispondere direttamente nei confronti del cliente in relazione alla garanzia di buon funzionamento dell'autovettura. In ipotesi di mancata eliminazione, nonostante i ripetuti interventi riparatori dei difetti di funzionamento garantiti, il cliente ha diritto di ottenere dal giudice ex art. 1512 c.c., la condanna della casa costruttrice alla loro completa e definitiva eliminazione entro un termine assegnato (con messa a disposizione di un'autovettura sostitutiva nel tempo necessario alle riparazioni) ovvero, in difetto, alla sostituzione dell'autovettura. Il cliente ha, altresì, diritto al risarcimento dei danni sofferti per i disagi e per ridotta efficienza o la mancata disponibilità dell'autovettura in conseguenza delle anomalie di funzionamento denunciate.

Tribunale Monza  26 febbraio 2001

 

Nel contratto di compravendita sussiste per il venditore l'obbligazione di garantire il buon funzionamento della "res vendita" e, quindi, un determinato risultato che, nella fornitura congiunta di hardware e software consiste nell'idoneità del complesso a conseguire i risultati prefissisi dall'acquirente, comunicati dallo stesso al venditore e da questi tenuti presenti nell'effettuare la fornitura di un determinato elaboratore e di determinati programmi.

Cassazione civile sez. II  15 giugno 2000 n. 8153  

 

La garanzia del buon funzionamento delle cose vendute ex art. 1512 c.c. postula che si tratti di beni i quali anche se non rientranti necessariamente nella categoria delle macchine, siano destinati a durare nel tempo ed abbiano una propria funzionalità strumentale suscettibile, ove venga meno, di essere eventualmente ripristinata mediante riparazione come prevede espressamente il comma 2 dell'articolo citato, sicché essa non si attaglia alla vendita di cose consumabili, come nel caso di animali vivi destinati alla macellazione.

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2000 n. 8126  

 



 
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