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Art. 1514 codice civile: Deposito della cosa venduta

Se il compratore non si presenta per ricevere la cosa acquistata (1), il venditore può depositarla (2) (3), per conto e a spese del compratore medesimo, in un locale di pubblico deposito, oppure in altro locale idoneo determinato dal tribunale del luogo in cui la consegna doveva essere fatta.

Il venditore deve dare al compratore pronta notizia del deposito eseguito (4).

 


Commento

Locale di pubblico deposito: luogo appartenente allo Stato, adibito a deposito di cose.

 

(1) Il mancato ricevimento della cosa acquistata da parte del compratore costituisce il presupposto necessario affinché il venditore possa depositare la cosa.

 

(2) Il deposito libera il venditore dall’obbligo di consegnare la cosa al compratore.

 

(3) Nel caso di vendita di cosa generica [v. 1378, 1470] il deposito comporta l’individuazione del bene.

 

(4) Dalla data di questa comunicazione decorrono i termini di prescrizione [v. 2934, 2946] per agire con le azioni previste dagli artt. 1495 e 1497.

 

La norma attribuisce al venditore un potere cd. di autotutela: egli ha, infatti, la possibilità di liberarsi dall’obbligo di consegnare la cosa al compratore che non vuole riceverla, depositandola in un locale a questo scopo destinato (locale di pubblico deposito). In questo modo il venditore, consegnata la cosa integra (in perfette condizioni), non sarà più responsabile nel caso in cui la cosa perisca o si danneggi.


Giurisprudenza annotata

Vendita

Il trasferimento delle cose mobili vendute in un locale di pubblico deposito, qualora il compratore non si sia presentato a riceverle, costituisce, a norma dell'art. 1514 c.c., una facoltà del venditore, dal cui mancato esercizio non deriva, al venditore medesimo, alcuna conseguenza pregiudizievole in ordine al diritto di pretendere il corrispettivo dal compratore.

Cassazione civile sez. II  01 luglio 2004 n. 12017  

 

Il trasferimento delle cose mobili vendute in un locale di pubblico deposito, qualora il compratore non si sia presentato a riceverle, costituisce, a norma dell'art. 1514 c.c., una facoltà del venditore dal cui mancato esercizio non deriva, al venditore medesimo, alcuna conseguenza pregiudizievole in ordine al diritto di pretendere il corrispettivo dal compratore.

Cassazione civile sez. II  28 marzo 1980 n. 2059

 

Il procedimento previsto dall'art. 1514 c.c., dev'essere adottato dal venditore soltanto se egli intenda ottenere rapidamente la liberazione dall'obbligazione di consegnare la cosa venduta e pertanto, ove abbia interesse a detta liberazione ma preferisca soltanto fare escludere la propria inadempienza, è sufficiente l'offerta da parte sua della propria prestazione a norma degli articoli 1206 e seguenti c.c. Pertanto, nel caso di mancata liberazione dall'obbligazione di consegnare la cosa venduta per il mancato esperimento del predetto procedimento da parte del venditore, resta impregiudicato il giudizio circa la qualità di parte adempiente o inadempiente del venditore medesimo.

Cassazione civile sez. II  14 febbraio 1980 n. 1108  

 

 

Trasporto

Poiché l'esatta esecuzione del contratto di trasporto non si esaurisce nell'attività di trasferimento delle cose da luogo a luogo - che pur ne costituisce il dato peculiare dal punto di vista economico - ma comprende altresì l'adempimento delle altre obbligazioni accessorie, necessarie al raggiungimento del fine pratico prefissosi dalle parti, sussiste a carico del vettore - il quale si trova nella detenzione delle cose trasportate, l'obbligo di conservarle e custodirle sino alla loro consegna al destinatario e comporta, fino a tale momento la sua responsabilità "ex recepto", dalla quale non è esonerato per il rifiuto della ricezione della merce da parte del destinatario o per l'omessa trasmissione di istruzioni da parte del mittente, dovendo egli adoperare, a tale scopo, lo strumento del deposito di cui all'art. 1514 c.c.

Cassazione civile sez. III  07 marzo 1981 n. 1288  

 

Per l'applicazione dell'art. 454 c. nav. comma 1 secondo il quale il vettore può consegnare la merce ad impresa di sbarco occorre che tale impresa sia regolarmente autorizzata. Il deposito della merce in conformità all'art. 450 c. nav. comma 1 deve essere effettuato con i criteri fissati dall'art. 1514 c.c., richiamato dell'art. 1690 c.c., e comunque non libera il vettore dall'obbligo di custodia.

Tribunale Genova  21 gennaio 1992

 



 
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