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Art. 1516 codice civile: Esecuzione coattiva per inadempimento del venditore

Se la vendita ha per oggetto cose fungibili che hanno un prezzo corrente a norma del terzo comma dell’articolo precedente, e il venditore non adempie la sua obbligazione, il compratore può fare acquistare senza ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle persone indicate nel secondo e terzo comma dell’articolo precedente. Dell’acquisto il compratore deve dare pronta notizia al venditore (1).

Il compratore ha diritto alla differenza tra l’ammontare della spesa occorsa per l’acquisto e il prezzo convenuto, oltre al risarcimento del maggior danno.


Commento

Cose fungibili: [v. 1202]; Prezzo corrente: [v. 1515]; Risarcimento del danno: [v. 1218].

 

(1) È quindi un obbligo del compratore, che vuole usare il rimedio previsto dall’articolo, procedere senza ritardo e darne avviso al venditore.

 


Giurisprudenza annotata

Vendita

In tema di vendita di cose mobili, in caso di inadempimento od inesatto adempimento del venditore, il compratore, che non possa avvalersi della facoltà prevista dal primo comma dell'art. 1516 cod. civ. ed acquisti altrove le cose oggetto della vendita, ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno corrispondente alla differenza tra l'ammontare della spesa occorsa per l'acquisto ed il prezzo convenuto, purché dimostri di avere acquistato le stesse cose o altre aventi le medesime caratteristiche qualitative. Rigetta, App. Firenze, 08/02/2008

Cassazione civile sez. III  30 maggio 2014 n. 12272  

 

Il mancato esercizio da parte del compratore della facoltà di procurarsi in danno del venditore l'acquisto della merce (art. 1516 c.c.) non incide sul diritto di chiedere il risarcimento del danno per l'inadempimento di questi, mentre l'esercizio di detta facoltà non esclude il risarcimento del danno derivato dal ritardo e dal maggior prezzo pagato per ottenere la medesima prestazione di quella ineseguita.

Cassazione civile sez. II  11 marzo 1997 n. 2171  

 

Il compratore di cose fungibili, il quale si avvalga della facoltà di procedere alla compera in danno del venditore disciplinata dall'art. 1516 c.c., può ottenere dall'inadempiente la differenza tra l'ammontare della spesa occorsa per l'acquisto ed il prezzo convenuto, mentre, qualora non si avvalga di tale facoltà, come nel caso in cui acquisti direttamente da un terzo le cose non consegnategli, al di fuori dei modi e delle forme di cui alla citata norma, per limitare le conseguenze dell'altrui inadempimento, può esperire ordinaria azione risarcitoria, soggetta alle comuni regole operanti in materia (e quindi sottratta ai limiti di cui al comma 3 del medesimo art. 1516 c.c.).

Cassazione civile sez. II  27 agosto 1990 n. 8840  

 

In tema di compravendita di cose mobili, sia l'art. 1516 c.c., il quale prevede che l'acquisto in danno del debitore inadempiente avvenga senza ritardo, sia la legge uniforme sulla vendita internazionale di beni mobili (l. 21 giugno 1971 n. 816), che al riguardo fa riferimento ad uno spazio di tempo ragionevole, vanno interpretati nel senso di escludere l'immediatezza delle previste operazioni, la cui tempestività resta pertanto affidata all'apprezzamento del giudice del merito.

Cassazione civile sez. II  25 novembre 1985 n. 5856  

 

 

Obbligazioni e contratti

Il principio, secondo il quale, nei contratti a prestazioni corrispettive, l'inadempimento di una parte legittima l'altra a richiedere, in alternativa alla risoluzione del rapporto, una pronuncia di condanna all'adempimento della prestazione dovutagli, non trova deroghe o limitazioni nella compravendita di cose determinate solo nel genere, per il caso di inadempimento del venditore verificatosi prima dell'individuazione delle cose medesime a norma dell'art. 1378 c.c. (e prima quindi del trasferimento della proprietà), tenuto conto che tale circostanza non incide sull'interesse ad una pronuncia giudiziale che constati l'inadempimento e condanni l'inadempiente alla prestazione (indipendentemente dalle difficoltà che possano poi insorgere in sede di esecuzione di detta condanna), e che inoltre la autotutela accordata al compratore di cose fungibili dall'art. 1516 c.c., con la previsione dell'acquisto di esse a spese del venditore inadempiente, configura un rimedio facoltativo, che si aggiunge e non sostituisce le ordinarie azioni contrattuali.

Cassazione civile sez. I  26 marzo 1986 n. 2140  

 

Il rimedio dell'azione di esatto adempimento per il suo carattere generale non soffre limiti nel caso in cui l'inadempimento riguardi una prestazione di trasferire cose determinate solo nel genere. Il rimedio della compera in danno previsto dall'art. 1416 c.c. costituisce una facoltà attribuita al compratore in via alternativa agli altri strumenti offertigli dalla legge contro l'inadempimento del venditore.

Cassazione civile sez. I  26 marzo 1986 n. 2140  



 
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