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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1517 codice civile: Risoluzione di diritto

La risoluzione ha luogo di diritto (1) a favore del contraente che, prima della scadenza del termine stabilito, abbia offerto all’altro (2), nelle forme di uso, la consegna della cosa o il pagamento del prezzo, se l’altra parte non adempie la propria obbligazione.

La risoluzione di diritto ha luogo pure a favore del venditore, se, alla scadenza del termine stabilito per la consegna, il compratore, la cui obbligazione di pagare il prezzo non sia scaduta, non si presenta per ricevere la cosa preventivamente offerta, ovvero non l’accetta.

Il contraente che intende valersi della risoluzione disposta dal presente articolo deve darne comunicazione all’altra parte entro otto giorni dalla scadenza del termine; in mancanza di tale comunicazione, si osservano le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento.


Commento

Risoluzione di diritto: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV]; Consegna della cosa: [v. 1477]; Prezzo: [v. 1470].

 

Offerta nelle forme d’uso: offerta effettuata secondo la pratica costante degli affari e quindi secondo i principi di correttezza e buona fede.

 

(1) Questo tipo di risoluzione si applica nei soli casi di vendita di beni mobili, non anche nella vendita di cosa altrui [v. 1478] o di cosa generica [v. 1378] (cd. vendita con effetti obbligatori).

 

(2) L’offerta, che deve essere fatta con un opportuno anticipo sulla scadenza, non richiede forme solenni e cioè può essere fatta con comunicazioni scritte o verbali.

 

La norma prevede il rimedio della risoluzione di diritto che è quel tipo di scioglimento del contratto (cd. ope legis), che produce effetti senza necessità di ricorrere all’intervento del giudice.


Giurisprudenza annotata

Vendita

La garanzia di buon funzionamento, di cui all'art. 1517 c.c., la quale attua, con l'assicurazione di un determinato risultato (buon funzionamento per il tempo convenuto), una più energica tutela del compratore, in via autonoma e indipendente rispetto alla garanzia per vizi e alla responsabilità per mancanza di qualità, trova fondamento in un patto contrattuale e, pertanto, può essere invocata solo previa deduzione e dimostrazione dell'esistenza di un tale patto nel contratto di compravendita.

Cassazione civile sez. II  28 maggio 1988 n. 3656  

 

Nel contratto di compravendita va riconosciuto accanto all'istituto della rivendita per conto del compratore che abbia già acquistato la proprietà della cosa (art. 1515 c.c.), la legittimità della cosiddetta rivendita libera da parte del venditore il quale, nel diverso caso in cui il compratore non sia divenuto ancora proprietario della cosa, non è obbligato a tenere questa presso di sè per tutta la durata della causa intentata contro il compratore inadempiente, ma, durante lo svolgimento di essa, può liberamente rivenderla ad altri per proprio conto, esercitando una facoltà che gli compete e che non può essere contestata dal compratore.

Cassazione civile sez. II  22 maggio 1986 n. 3405  

 

 

Trasporto

Ai fini dell'individuazione del soggetto (mittente o destinatario) legittimato all'azione contro il vettore per il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita della merce trasportata, qualora il contratto di compravendita della merce stessa si sia risolto ai sensi dell'art. 1517 c.c., non si applica l'art. 1510 c.c., bensì l'art. 1689 c.c., con la conseguenza che, in assenza della richiesta di riconsegna della merce da parte del destinatario, la legittimazione all'azione permane in capo al mittente.

Cassazione civile sez. III  19 dicembre 2000 n. 15946  

 

 

Vendita

La garanzia di buon funzionamento, di cui all'art. 1517 c.c., la quale attua, con l'assicurazione di un determinato risultato (buon funzionamento per il tempo convenuto), una più energica tutela del compratore, in via autonoma e indipendente rispetto alla garanzia per vizi e alla responsabilità per mancanza di qualità, trova fondamento in un patto contrattuale e, pertanto, può essere invocata solo previa deduzione e dimostrazione dell'esistenza di un tale patto nel contratto di compravendita.

Cassazione civile sez. II  28 maggio 1988 n. 3656  

 

Nel contratto di compravendita va riconosciuto accanto all'istituto della rivendita per conto del compratore che abbia già acquistato la proprietà della cosa (art. 1515 c.c.), la legittimità della cosiddetta rivendita libera da parte del venditore il quale, nel diverso caso in cui il compratore non sia divenuto ancora proprietario della cosa, non è obbligato a tenere questa presso di sè per tutta la durata della causa intentata contro il compratore inadempiente, ma, durante lo svolgimento di essa, può liberamente rivenderla ad altri per proprio conto, esercitando una facoltà che gli compete e che non può essere contestata dal compratore.

Cassazione civile sez. II  22 maggio 1986 n. 3405  



 
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