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Art. 1519-bi codice civile

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 6 SETTEMBRE 2005, N. 206


Giurisprudenza annotata

Vendita

La disciplina della vendita dei beni di consumo di cui agli art. 1519 bis e ss. c.c., oggi sostituita dagli art. 128 e ss. d.lg. n. 206 del 2005, prevede che il venditore ha l'obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita (art. 1519 ter c.c.), essendo responsabile in caso di difetto di conformità e, in tale ipotesi, dovendo provvedere al ripristino, senza spese per il consumatore, della conformità del bene (art. 1519 quater c.c.), potendo agire in regresso verso il produttore o precedente venditore della medesima catena contrattuale distributiva o qualsiasi altro intermediario (art. 1519 quinquies c.c.), tenuto conto che, comunque, la disciplina della vendita dei beni di consumo non esclude né limita i diritti attribuiti al consumatore da altre norme dell'ordinamento (art. 1519 nonies c.c)

Tribunale Novara  22 settembre 2011 n. 648  

Nell'ambito del contratto di compravendita di beni mobili di consumo (nella specie un telefono cellulare), disciplinato dagli artt. 1519 bis ss. c.c. (ora artt. 128 ss. d.lg. 6 settembre 2005, n. 206), sussiste responsabilità del venditore nel caso in cui manometta il terminale mobile al fine di rimuovere le misure di protezione apposte dalla casa produttrice (nel caso di specie il SIM-lock), causandone così la decadenza dalla garanzia e il malfunzionamento. Al consumatore spetta l'esercizio dell'azione redibitoria o estimatoria, oltre al risarcimento del danno secondo quanto previsto dall'art. 1494 c.c.

Giudice di pace Bologna sez. II  27 marzo 2006 n. 8672  

 

 

Responsabilità civile

La parte che in sede di accertamento giudiziale dell'inadempimento della società chiamata all'esecuzione e completamento delle opere occorrenti per la somministrazione dell'energia elettrica, deduce in danno di quest'ultima la violazione degli obblighi contrattuali costituiti dal diritto all'informazione, è onerata dell'onere probatorio concernente il dedotto inadempimento, così come specificamente invocato. Pertanto, nell'eventualità di un suo mancato assolvimento, laddove difetti ogni opportuna allegazione probatoria, l'affermazione relativa al mancato rispetto degli obblighi d'informazione resta un mero espediente dialettico, come tale, privo di ogni necessario rilievo ed effetto sul piano giuridico.

Tribunale Bari sez. II  21 febbraio 2006 n. 429  

 

 

Pubblica amministrazione

Ai fini dell'inquadramento dogmatico del diritto di accesso, non può escludersi che l'imposizione di un termine decadenziale per l'esercizio dell'azione, il cui spirare precluda in via definitiva l'azionabilità della pretesa in giudizio, sia pienamente compatibile con la tutela dei diritti soggettivi, come dimostrano, a titolo esemplificativo, le norme in tema di impugnazione di accertamenti tributari e le disposizioni relative all'esercizio dell'azione diretta a far valere la garanzia dei vizi nei contratti di vendita e di appalto (art. 1495 c.c., art. 1519 bis ss. c.c., art. 1667 c.c.). ( Annulla Tar Lazio, Roma, sez. II, n. 468 del 2004 ).

Consiglio di Stato sez. VI  07 giugno 2005 n. 2954  

 



 
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