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Art. 152 codice civile: Separazione per condanna penale

[La separazione può essere anche chiesta contro il coniuge che è stato condannato alla pena dell’ergastolo o della reclusione per un tempo superiore ai cinque anni, ovvero è stato sottoposto all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, tranne il caso in cui la condanna o l’interdizione è anteriore al matrimonio e l’altro coniuge ne è consapevole.]

 

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151


Giurisprudenza annotata

Separazione tra coniugi

Valutata positivamente la sussistenza dei requisiti idonei all'affidamento del figlio in capo ad entrambi i genitori e ritenuto che i doveri di costoro nei confronti del minore soffrono di un evidente condizionamento in funzione dell'estrema conflittualità del rapporto personale, può disporsi l'affidamento congiunto del minore ad entrambi i genitori.

Tribunale Perugia  30 luglio 2003

 

La separazione con addebito va pronunziata, a norma dell'art. 151 comma 2 c.c., in presenza del comportamento d'uno o di entrambi i coniugi contrario ai doveri che derivano dal matrimonio, sicché, quando un tale comportamento sia accertato ed esso abbia prodotto una situazione di obiettiva intollerabilità della prosecuzione della convivenza, la responsabilità della separazione sussiste indipendentemente dal fatto che il coniuge colpevole abbia o meno agito con la specifica intenzione di provocare la frattura della comunione coniugale.

Cassazione civile sez. I  21 dicembre 1988 n. 6976  

 

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, il comportamento oggettivamente riprovevole d'uno dei coniugi può ritenersi giustificato nella valutazione comparativa con il comportamento dell'altro coniuge e perciò tale da escludere che la separazione gli possa essere addebitata, solo quando si configuri come una reazione immediata proporzionata al torto ricevuto, sempre però che esso non si traduca in una violazione, nell'ambito familiare, di regole di condotta imperative e inderogabili o di norme morali di particolare rilevanza sociale, non suscettibili di eccezioni o deroghe in quanto poste a tutela di beni e diritti fondamentali della persona dell'altro coniuge.

Cassazione civile sez. I  21 dicembre 1988 n. 6976  

 

 

Persona offesa dal reato

Integra un'ipotesi di remissione tacita della querela - in quanto chiaramente incompatibile con la volontà di persistere nella querela - la condotta della persona offesa querelante che, pur ritualmente citata per il dibattimento, non si presenti all'udienza di comparizione e nuovamente citata per una successiva udienza, con l'espresso avviso che la sua assenza sarebbe stata interpretata come tacita remissione di querela, non compaia.

Tribunale Roma  10 giugno 2002

 

 



 
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