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Art. 1523 codice civile: Passaggio della proprietà e dei rischi

Nella vendita a rate con riserva della proprietà (1), il compratore acquista la proprietà della cosa (2) col pagamento dell’ultima rata di prezzo (3), ma assume i rischi dal momento della consegna (4) (5) (6).


Commento

Vendita: [v. 1470]; Proprietà: [v. 832 ss.].

 

(1) Ciò significa che il compratore e il venditore si accordano affinché il prezzo venga pagato frazionatamente (a rate), entro un certo periodo di tempo, mentre la cosa (oggetto della vendita) viene consegnata subito senza, però, che immediatamente venga trasferita la proprietà. ].

 

(2) Non possono essere oggetto di questa vendita le cose consumabili [v. Libro III, Titolo I], a meno che il compratore si impegni a consumarle solo dopo aver pagato l’ultima rata: questo perché se il compratore non paga il prezzo totale della cosa, il venditore ne potrà sempre chiedere la restituzione.

 

(3) Fino a quel momento ha il potere di usare la cosa e di esercitare l’azione di spoglio [v. 1168].

 

(4) Il rischio cui si riferisce la norma è il rischio che la cosa si distrugga. Normalmente questo rischio viene sopportato dal compratore dal momento in cui egli acquista la proprietà della cosa, che si ha con il raggiungimento dell’accordo [v. 1376, 1465]. In questo caso, invece, il rischio del perimento della cosa passa dal venditore al compratore già al momento della consegna, dunque prima ancora che egli ne abbia acquistato la proprietà.

 

(5) Per l’opponibilità ai creditori del compratore della riserva di proprietà nelle transazioni commerciali, cfr. art. 11, c. 3, d.lgs. 9-10-2002, n. 231, di attuazione della direttiva 2000/35/CE.

 

(6) Per uno schema di vendita con riserva di proprietà vedi in Appendice IV l’atto n. 19.

 

La vendita in questione ha la funzione di permettere l’acquisto di beni di un certo valore da parte di particolari categorie di soggetti che difficilmente potrebbero acquistarli in contanti, con la garanzia per il venditore costituita dal mantenimento della proprietà del bene fino al pagamento dell’intero prezzo: a questo punto, automaticamente, la proprietà si trasferisce in capo all’acquirente.


Giurisprudenza annotata

Vendita

Il compratore con riserva di proprietà, acquistando la proprietà della cosa soltanto con il pagamento dell'ultima rata del prezzo, ai sensi dell'art. 1523 c.c., non può costituire enfiteusi sulla stessa, in quanto tale diritto reale di godimento graverebbe sul diritto del venditore, che è ancora titolare del dominio diretto sul bene. Cassa con rinvio, App. Roma, 07/10/2009

Cassazione civile sez. II  18 settembre 2013 n. 21388  

 

 

Contratti bancari

Il pagamento del credito confermato, eseguito dalla banca a norma dell'art. 1530, secondo comma cod. civ., non è configurabile, nei rapporti tra banca e accreditato, come bonifico accreditato su ordine del compratore, ma costituisce adempimento dell'autonoma obbligazione assunta dalla banca con la conferma del credito. Ne consegue che, ove l'accredito sia eseguito su un conto corrente scoperto esistente presso la medesima banca, tra il credito del venditore derivante dal rapporto di conferma ed il suo debito per scoperto di conto corrente si ha compensazione parziale, conforme alla previsione dell'art. 56, primo comma, legge fall., insuscettibile, quindi, di revocatoria fallimentare. (Fattispecie relativa ad una ipotesi di compravendita internazionale). Cassa e decide nel merito, App. Bologna, 14/09/2006

Cassazione civile sez. I  30 maggio 2013 n. 13658  

 

 

Imposta sul valore aggiunto

In tema di reddito d'impresa, sussiste il diritto di rimborso dell'eccedenza detraibile dell'i.v.a., d'importo superiore ad euro 2582,28 (soglia prevista dall'art. 30, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), relativa ad acquisti di beni ammortizzabili, oggetto di compravendita con clausola di riserva di proprietà: infatti, in considerazione della preminenza dell'interesse erariale e dunque per evitare che sia indebitamente rinviata al futuro la rilevazione di una componente del reddito, ai fini impositivi il bene è considerato facente parte del patrimonio della società non al momento dell'effettivo passaggio di proprietà da un punto di vista civilistico (che si ha con il pagamento dell'ultima rata di prezzo), ma a quello, anteriore, della effettiva consegna (o spedizione) del bene. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Palermo, 06/07/2010

Cassazione civile sez. trib.  29 maggio 2013 n. 13315  

 

 

Leasing

Nel leasing traslativo, soggetto alla disciplina della vendita con riserva di proprietà, in caso di risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore, quest'ultimo, restituita la cosa, conserva il diritto alla restituzione delle rate riscosse, fatto salvo il diritto del concedente di trattenere un equo compenso per l'uso della stessa, oltre al risarcimento del danno. Quanto poi alla richiesta di riduzione a equità della penale ai sensi dell'art. 1384 c.c., anche nel caso di mancata restituzione dei beni da parte dell'utilizzatore, è possibile escludere che ricorrano i presupposti per ridurre a equità la penale in ragione del fatto che detta clausola non pare comportare un ingiustificato arricchimento del concedente.

Tribunale Milano sez. XII  06 marzo 2013 n. 3222  

 

In tema di leasing, sia esso traslativo o finanziario, deve escludersi che l'esercizio da parte dell'utilizzatore dei diritti derivanti dai rapporti di locazione aventi ad oggetto gli immobili ad esso concessi in godimento richieda la prova della intervenuta cessione dei relativi contratti, con il consenso dei conduttori, ovvero della gestione dei rapporti stessi da parte dell'utilizzatore in nome e per conto del concedente, non risultando sufficiente, al predetto fine, la mera stipulazione del contratto di leasing e neppure la concreta gestione dei rapporti di locazione da parte dell'utilizzatore, dovendosi, invece, ritenere che è la stessa funzione del contratto, imperniato sull'attribuzione della disponibilità del bene concesso in uso, ad escludere la necessità della predetta cessione, implicando l'esercizio in proprio da parte dell'utilizzatore dei diritti derivanti dai contratti di locazione, nonché l'assunzione dei relativi obblighi. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale che aveva rigettato l'opposizione allo stato passivo, proposta da una società succeduta a quella fallita nei contratti di locazione, in virtù di un contratto di leasing stipulato con un istituto di credito, relativa alla domanda di ammissione al passivo per la somma pari all'importo dei depositi cauzionali versati dai conduttori, ritenendo necessaria la prova dell'intervenuta cessione dei relativi contratti con il consenso dei conduttori medesimi, ovvero della gestione dei rapporti stessi da parte dell'utilizzatrice in nome e per conto della concedente).

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2012 n. 11643  

 

 

Donazione

La donazione indiretta è caratterizzata dal fine perseguito di realizzare una liberalità, e non già dal mezzo, che può essere il più vario, nei limiti consentiti dall'ordinamento, ivi compresi più negozi tra loro collegati, come nel caso in cui un soggetto, stipulato un contratto di compravendita, paghi o si impegni a pagare il relativo prezzo e, essendosene riservata la facoltà nel momento della conclusione del contratto, provveda ad effettuare la dichiarazione di nomina, sostituendo a sé, come destinatario degli effetti negoziali, il beneficiario della liberalità, così consentendo a quest'ultimo di rendersi acquirente del bene ed intestatario dello stesso. Né la configurabilità della donazione indiretta è impedita dalla circostanza che la compravendita sia stata stipulata con riserva della proprietà in favore del venditore fino al pagamento dell'ultima rata di prezzo, giacché quel che rileva è che lo stipulante abbia pagato, in unica soluzione o a rate, il corrispettivo, oppure abbia messo a disposizione del beneficiario i mezzi per il relativo pagamento.

Cassazione civile sez. II  29 febbraio 2012 n. 3134

 



 
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