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Art. 1527 codice civile: Consegna

Nella vendita su documenti, il venditore si libera dall’obbligo della consegna (1) rimettendo al compratore il titolo rappresentativo della merce e gli altri documenti stabiliti dal contratto o, in mancanza, dagli usi (2).


Commento

Vendita: [v. 1470]; Usi: [v. 1492].

 

Titolo rappresentativo di merci: documento che attribuisce a chi lo possiede il diritto di ottenere le merci in esso specificamente indicate [v. 1996]: fede di deposito [v. 1790], ricevuta di carico (non ferroviario) all’ordine e al portatore e polizza di carico.

 

(1) Al momento della consegna del titolo avviene il pagamento del prezzo.

 

(2) Il compratore che vuole comunicare al venditore i vizi della cosa [v. 1490 ss.], deve farlo entro otto giorni dal momento in cui ha ricevuto la merce.

 

Nella vendita su documenti la merce si trova presso un terzo per conto del venditore che si libererà dall’obbligo della consegna [v. 1477] dando al compratore il documento rappresentativo della merce. Il compratore, con il titolo, acquista il diritto alla consegna (da parte del terzo depositario), il possesso [v. 1140 ss.] della merce ed il potere di disporne mediante trasferimento [v. 1996].

 


Giurisprudenza annotata

Contratti bancari

Il pagamento del credito confermato, eseguito dalla banca a norma dell'art. 1530, secondo comma cod. civ., non è configurabile, nei rapporti tra banca e accreditato, come bonifico accreditato su ordine del compratore, ma costituisce adempimento dell'autonoma obbligazione assunta dalla banca con la conferma del credito. Ne consegue che, ove l'accredito sia eseguito su un conto corrente scoperto esistente presso la medesima banca, tra il credito del venditore derivante dal rapporto di conferma ed il suo debito per scoperto di conto corrente si ha compensazione parziale, conforme alla previsione dell'art. 56, primo comma, legge fall., insuscettibile, quindi, di revocatoria fallimentare. (Fattispecie relativa ad una ipotesi di compravendita internazionale). Cassa e decide nel merito, App. Bologna, 14/09/2006

Cassazione civile sez. I  30 maggio 2013 n. 13658  

 

 

Vendita

Nella vendita "contro documenti", la clausola Cif ha l'effetto di esonerare il compratore dalle spese di trasporto e di assicurazione, ma non costituisce deroga al disposto del comma 2 dell'art. 1510 c.c., secondo il quale la consegna al vettore delle cose determina il passaggio all'acquirente della proprietà dei beni e dei rischi degli eventuali perimenti: per cui il venditore che ha stipulato il contratto di trasporto è carente di legittimazione ad agire nei confronti del vettore in relazione ai danni sofferti dalla merce durante il trasporto.

Cassazione civile sez. II  09 luglio 2003 n. 10770  

 

Il venditore che, in adempimento della clausola C.I.F., stipulò il contratto di assicurazione per conto di chi spetta, non è legittimato a richiedere l'indennizzo assicurativo per la perdita delle merci di cui non è più proprietario, benché egli sia ancora il portatore dei titoli rappresentativi della merce e della polizza di assicurazione.

Corte appello Milano  17 settembre 1999

 

Nella vendita di cose generiche da trasportare da un luogo ad un altro, con pagamento contro documenti, la proprietà della merce si trasferisce al compratore al momento della individuazione, che avviene mediante la consegna allo spedizioniere. Pertanto, il venditore non è proprietario della merce che è perita durante il trasporto, e quindi non è legittimato ad agire contro l'assicuratore per ottenere l'indennizzo.

Corte appello Milano  17 settembre 1999

 

Nella compravendita di cose su lettera di trasporto aereo, la quale integra vendita su documenti ai sensi ed agli effetti degli art. 1527 e ss. c.c. (configurando detta lettera un titolo rappresentativo della merce), i diritti inerenti alla riconsegna della merce, e, quindi, anche il diritto di far valere l'eventuale responsabilità risarcitoria del vettore, spettano al legittimo possessore del titolo (senza necessità di girata, ove detta lettera sia al portatore, come consentito dall'art. 964 c. nav.), mentre è in proposito irrilevante che il pagamento del prezzo sia avvenuto a mezzo banca, secondo la previsione dell'art. 1530 c.c., considerato che la banca medesima riceve il titolo rappresentativo in qualità di delegata al pagamento, provvedendo poi a trasferirlo al compratore-delegante.

Cassazione civile sez. I  09 aprile 1987 n. 3482  

 

Con riguardo a compravendita di beni mobili, che siano depositati presso un terzo, il venditore si libera dell'obbligo della consegna, secondo la previsione dell'art. 1527 c.c., rimettendo al compratore il titolo rappresentativo della merce (fede di deposito e nota di pegno), e non anche, pertanto, nel diverso caso in cui rimetta un mero documento di legittimazione (nella specie, buono contenente l'ordine al depositario di dare la merce ad un determinato incaricato del compratore), il quale resta soggetto ai principi generali della compravendita mobiliare, con la conseguenza che l'obbligazione del venditore può considerarsi adempiuta solo con la consegna dei beni al compratore.

Cassazione civile sez. II  15 febbraio 1984 n. 1140  

 

Per il divieto imposto alle banche di dare esecuzione ad operazioni che siano in contrasto con la disciplina valutaria, la banca che, nella vendita su documenti con l'estero, si interpone tra i contraenti per assumere per conto del compratore ed in proprio nome l'obbligo di pagare all'estero al venditore non residente il prezzo della compravendita dovuto dal suo cliente, è tenuto a controllare che l'operazione avvenga per adempiere all'obbligo di pagamento di merce importata dall'estero, ed ove non le siano offerte prove documentali circa l'effettiva esistenza dell'importazione, ed in ogni caso la prova che quanto meno la merce sia stata già spedita ad iniziativa del venditore non residente o di chi per esso, deve rifiutare di dar corso all'operazione. Ciò implica il divieto per la banca di accettare mandati di pagamento all'estero congegnati in maniera tale da escludere qualsiasi controllo della banca mandataria circa la legittimità valutaria dell'operazione, con la conseguenza della nullità, per contrasto con norme imperative, di mandati conclusi senza l'assunzione da parte della banca di alcuna garanzia che il trasferimento di valuta all'estero avviene nella ricorrenza delle condizioni imposte inderogabilmente dalle norme vigenti in materia.

Cassazione civile sez. I  08 luglio 1983 n. 4605



 
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