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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1529 codice civile: Rischi

Se la vendita ha per oggetto cose in viaggio, e tra i documenti consegnati al compratore è compresa la polizza di assicurazione per i rischi del trasporto (1), sono a carico del compratore i rischi a cui si trova esposta la merce dal momento della consegna al vettore (2).

Questa disposizione non si applica se il venditore al tempo del contratto era a conoscenza della perdita o dell’avaria della merce, e le ha in mala fede taciute al compratore (3).


Commento

Oggetto: [v. 1325]; Polizza di assicurazione: [v. 1888]; Malafede: [v. 1150].

 

(1) I rischi ai quali fa riferimento la norma sono solo quelli specificamente coperti dalla polizza di assicurazione; sono di solito esclusi quelli relativi ai danni, ad esempio, derivanti dall’umidità della stiva della nave che trasporta le cose.

 

(2) In deroga alla regola generale dell’art. 1465, grava sul compratore il rischio che la cosa si danneggi o si distrugga durante il trasporto sin dal momento della spedizione. Con la conseguenza che, anche se la cosa venduta era già distrutta o danneggiata al momento della conclusione del contratto, il contratto [v. 1321] rimane valido e il compratore è ugualmente tenuto a ritirare la merce e a pagare il prezzo.

 

(3) Il silenzio si considera come espressione di mala fede, in quanto presuppone la consapevolezza del venditore circa l’esistenza dei vizi.

 

La funzione della norma è evitare l’insorgere di questioni sul momento preciso del danneggiamento o della distruzione della cosa, la cui individuazione serve per stabilire chi debba sopportarne le conseguenze, in una situazione in cui entrambe le parti ignorino quando si è verificata la perdita.

 


Giurisprudenza annotata

Locazione di cose

Il consenso del locatore previsto dagli art. 1592 e 1593 c.c. in tema di miglioramenti e addizioni alla casa locata, non può consistere in una semplice tolleranza, ma deve concretarsi in una chiara ed inequivoca manifestazione di volontà volta ad approvare le eseguite innovazioni che si manifesti in fatti concludenti e in un comportamento incompatibile con un contrario proposito.

Tribunale Patti  16 ottobre 2006

 

 

Vendita

In tema di vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro, la rimessione della merce venduta al vettore o allo spedizioniere determina la liberazione del venditore dall'obbligo di consegnare la merce al compratore e vale come individuazione atta a trasferire la proprietà della cosa determinata soltanto nel genere, con la conseguenza che la responsabilità "ex recepto" è del vettore fino alla riconsegna materiale della merce a destino.

Tribunale Perugia  20 gennaio 2003

 

 

Assicurazione

Nell'ipotesi di contratto di assicurazione "per conto di chi spetta" (art. 1891 c.c.) di cose mobili da trasportare da un luogo all'altro, al fine dell'esercizio dell'azione surrogatoria da parte dell'assicuratore (art. 1916 c.c.) è essenziale, ove sorga contestazione tra le parti, l'identificazione dell'assicurato (del titolare, cioè, al momento del sinistro, dell'interesse assicurato), al quale l'assicuratore deve provare di aver pagato l'indennità, essendo il terzo responsabile legittimato ad eccepire che questa sia stata pagata a soggetto diverso dall'assicurato; tale identificazione va compiuta alla stregua dell'art. 1510 comma 2 c.c. in forza del quale il venditore-mittente, rimettendo al vettore o spedizioniere le cose (specificate nella loro individualità) oggetto della vendita, non solo si libera dell'obbligazione della loro consegna e dei rischi connessi al loro perimetro, ma trasferisce all'acquirente, salvo patto contrario, anche la loro proprietà, con la conseguenza che la qualità di assicurato, con detta consegna, si trasferisce dal venditore all'acquirente (ribadendo tali principi, la suprema corte ha confermato la decisione di merito secondo cui, in un contratto di assicurazione per conto di chi spetta, avendo l'assicuratore pagato l'indennizzo alle ditte venditrici delle merci trasportate, non aveva titolo per surrogarsi nei diritti "dell'assicurato", identificandosi questo nella ditta acquirente).

Cassazione civile sez. I  08 luglio 1994 n. 6455  



 
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