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Art. 1530 codice civile: Pagamento contro documenti a mezzo di banca

Quando il pagamento del prezzo deve avvenire a mezzo di una banca (1), il venditore non può rivolgersi al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca stessa e constatato all’atto della presentazione dei documenti nelle forme stabilite dagli usi.

La banca che ha confermato il credito al venditore può opporgli solo le eccezioni derivanti dall’incompletezza o irregolarità dei documenti e quelle relative al rapporto di conferma del credito (2).


Commento

Eccezioni: [v. 1413].

 

(1) Il compratore dà alla banca un mandato [v. 1703], e cioè un ordine di pagamento del prezzo al venditore da farsi al momento della consegna dei documenti. In virtù del mandato, la banca, prima di pagare, deve con diligenza [v. 1176] verificare la regolarità dei documenti e l’identità di chi riceve il pagamento.

 

(2) La norma prevede la possibilità che tra il venditore e la banca si instaurino due diversi tipi di rapporti: nel primo (comma 1) la banca non è obbligata al pagamento e può perciò rifiutarlo per qualsiasi motivo (come nel caso in cui il compratore non le metta a disposizione i soldi necessari), salvo a risponderne nei confronti del compratore. Nel secondo caso, invece, la banca si obbliga al pagamento (e quindi diventa condebitrice del compratore) perché conferma il credito, ossia emette una dichiarazione con la quale attesta la disponibilità dei mezzi di pagamento (denaro) per il momento della consegna dei titoli.

 

Se il venditore consegna merce diversa o senza le caratteristiche promesse, il compratore può revocare (ritirare) alla banca il mandato di pagamento.


Giurisprudenza annotata

Contratti bancari

Il pagamento del credito confermato, eseguito dalla banca a norma dell'art. 1530, secondo comma cod. civ., non è configurabile, nei rapporti tra banca e accreditato, come bonifico accreditato su ordine del compratore, ma costituisce adempimento dell'autonoma obbligazione assunta dalla banca con la conferma del credito. Ne consegue che, ove l'accredito sia eseguito su un conto corrente scoperto esistente presso la medesima banca, tra il credito del venditore derivante dal rapporto di conferma ed il suo debito per scoperto di conto corrente si ha compensazione parziale, conforme alla previsione dell'art. 56, primo comma, legge fall., insuscettibile, quindi, di revocatoria fallimentare. (Fattispecie relativa ad una ipotesi di compravendita internazionale). Cassa e decide nel merito, App. Bologna, 14/09/2006

Cassazione civile sez. I  30 maggio 2013 n. 13658  

 

L'istituto dell'apertura di credito documentale irrevocabile, di cui all'art. 1530, comma 2, c.c., si inquadra in una delegazione obbligatoria di pagamento costituita da un triplice rapporto: ossia un rapporto delegante - delegatario di compravendita, un rapporto delegante - delegato (compratore - banca) di mandato e da un rapporto delegato - delegatario (banca - venditore), con il quale la banca apre il credito verso il venditore e si obbliga a pagargli il prezzo contro la consegna dei documenti. In materia di apertura di credito documentale irrevocabile, ex art. 1530 comma 2 c.c., il rapporto obbligatorio fra Banca e beneficiario è astratto, cioè indipendente dal contratto di compravendita tra mandante e beneficiario. Ne consegue che nei confronti della banca sono irrilevanti le vicende del rapporto sottostante fra venditore e compratore.

Tribunale Milano  24 gennaio 2002

 

 

Vendita

Nella compravendita di beni mobili regolata, quanto al pagamento del prezzo, con apertura di credito documentale, l'obbligazione assunta con la conferma, dalla banca verso il beneficiario, di mettergli a disposizione la somma oggetto dell'apertura di credito, è sottoposta all'esito positivo del controllo, da parte della banca, a ciò obbligata nei confronti dell'ordinante, della regolarità dei documenti relativi alla vendita, che il beneficiario venditore ha l'obbligo di presentare alla banca stessa entro un certo tempo; la presentazione e la consegna dei documenti costituiscono l'evento di una condizione sospensiva il cui verificarsi è rimesso alla volontà del creditore, per cui la banca stessa, prima di effettuare il pagamento, deve controllare l'avveramento della condizione, per evitare che il pagamento rimanga a suo carico. (Fattispecie relativa ad un contratto avente ad oggetto una fornitura di merce da parte di una ditta italiana in favore di una ditta irachena, stipulato prima dell'embargo, che non era stato eseguito a causa del sopravvenuto divieto di esportazioni verso l'Iraq).

Cassazione civile sez. III  29 gennaio 2003 n. 1288  

 

Nella compravendita di merci regolata, quanto al pagamento del prezzo, con l'apertura di credito documentale, confermato o irrevocabile, ha luogo una delegazione obbligatoria costituita da un triplice rapporto e, precisamente, da un rapporto delegante - delegatario (compratore - venditore) di compravendita, da un rapporto delegante - delegato (compratore - banca) di mandato, con il quale il compratore incarica la banca di effettuare il pagamento al venditore, e da un rapporto delegato - delegatario (banca - venditore) con il quale la banca apre il credito a favore del venditore e si obbliga in proprio a pagargli il prezzo contro consegna dei documenti rappresentativi, senza potergli opporre - attesa l'autonomia degli altri rapporti - se non le eccezioni che derivano dall'incompletezza o dalla irregolarità dei documenti o che derivano dallo stesso rapporto di conferma del credito (art. 1530, comma 2, c.c.).

Cassazione civile sez. III  29 gennaio 2003 n. 1288

 

In tema di vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro, il venditore si libera dall'obbligo di consegnare la merce al compratore, rimettendola al vettore o allo spedizioniere, determinando in caso di vendita di cose determinate solo nel "genus" il trasferimento della proprietà al compratore per effetto della individuazione sicché il destinatario compratore (divenuto proprietario e possessore della merce) ha facoltà di agire contro il vettore, in caso di perdita della merce durante il viaggio.

Cassazione civile sez. III  26 marzo 2001 n. 4344  

 

La vendita con pagamento contro documenti a mezzo di banca, prevista dall'art. 1530 c.c., si conforma al modello della delegazione cumulativa passiva titolata, che configura un vincolo di solidarietà tra delegante e delegato. Ed infatti, in tale ipotesi, il venditore non può rivolgersi per il pagamento al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca: sicché, dalla conferma della banca delegata discende, a favore del delegante, il beneficio dell'ordine, che attribuisce al debito beneficiato il carattere di sussidiarietà rispetto all'altro debito (del delegato). Inoltre, secondo le regole della sussidiarietà, la estinzione della obbligazione del delegato ha effetto liberatorio anche per il delegante. Pertanto, ove il creditore abbia negoziato con la banca a sua volta delegata un finanziamento immediato per l'importo corrispondente al credito da soddisfare alle scadenze già pattuite, con espressa dichiarazione relativa all'autorizzazione alla stessa ad utilizzare gli importi accreditati dal debitore delegante in caso di mancata restituzione del finanziamento prima della scadenza del credito, tale negozio, che, a prescindere dal lessico adoperato dalle parti, ha il senso di una rinuncia al credito, sottoposta alla condizione risolutiva del rimborso dell'anticipazione, opera, in caso di mancata verificazione di tale condizione, anche nei confronti della banca delegante in virtù delle ricordate regole sulla solidarietà. Ne consegue che, in tale ipotesi, ove il creditore rinunciante sia dichiarato fallito, il credito di cui si tratta non potrà essere acquisito alla massa fallimentare per essere stata la predetta rinuncia al diritto di credito valida ed efficace fin dalla originaria dichiarazione. (Nella fattispecie, la S.C. ha applicato i principi sopra esposti al caso di una società in accomandita semplice che aveva eseguito forniture di armi a favore di una società greca con contratto di vendita a consegne ripartite, che prevedeva il pagamento differito di ogni singola fornitura tramite apertura irrevocabile di credito documentario della "Commercial Bank of Greece", confermata dal "Credit Lyonnais", filiale di Milano, da cui la creditrice aveva poi ottenuto un finanziamento immediato per l'importo corrispondente al proprio credito, rilasciando una dichiarazione con la quale, a garanzia del rimborso dell'anticipazione, affermava di cedere all'istituto i crediti vantati nei confronti dello stesso, autorizzandolo ad utilizzare gli importi dei pagamenti da essi derivanti, alle scadenze pattuite, ad estinzione del suddetto finanziamento in caso di mancato rimborso dello stesso. Al di là delle espressioni usate nella citata dichiarazione, la Corte di merito, con decisione poi confermata dalla S.C., aveva, in riforma della decisione del giudice di primo grado, qualificato quel negozio come una remissione del debito sottoposta a condizione risolutiva, non verificatasi, della restituzione delle anticipazioni, con la conseguenza che, una volta fallita la società, la rinuncia al credito, da essa effettuata in favore del debitore delegato, con effetti liberatori anche nei confronti del delegante, escludeva la possibilità che lo stesso credito potesse essere acquisito alla massa fallimentare).

Cassazione civile sez. I  15 gennaio 1999 n. 372  



 
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