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Art. 1532 codice civile: Diritto di opzione

Il diritto di opzione inerente ai titoli venduti a termine spetta al compratore.

Il venditore, qualora il compratore gliene faccia richiesta in tempo utile, deve mettere il compratore in grado di esercitare il diritto di opzione, oppure deve esercitarlo per conto del compratore, se questi gli ha fornito i fondi necessari.

In mancanza di richiesta da parte del compratore, il venditore deve curare la vendita dei diritti di opzione per conto del compratore, a mezzo di un agente di cambio o di un istituto di credito.


Commento

Diritto di opzione: [v. 2441]; Agente di cambio: [v. 2023].

 

Istituto di credito: impresa che ha come obiettivo la raccolta di fondi tra il pubblico, e l’impiego degli stessi in operazioni finanziarie.

 


Giurisprudenza annotata

Società

Attesa la natura di contratto ad effetto reale differito della compravendita a termine di cui agli art. 1531 ss. c.c., nel caso di compravendita di azioni, conclusa in data antecedente all'assemblea chiamata a deliberare una modifica statutaria rilevante ex art. 2437 c.c., ma in cui la scadenza del termine sia differita ad un giorno successivo rispetto a quello dell'adunanza assembleare, il diritto di recesso permane in capo al venditore e non spetta all'acquirente, la profonda e radicale diversità di funzione impedendo di estendere all'ipotesi del recesso la peculiare disciplina dettata per il diritto di opzione dall'art. 1532 c.c.

Cassazione civile sez. I  08 novembre 2005 n. 21641  

 

Nel caso di vendita a termine di titoli azionari, il diritto di recesso contemplato dall'art. 2437 c.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, applicabile nella specie "ratione temporis") - a differenza del diritto di opzione e degli altri diritti presi in considerazione dagli art. 1531 ss. c.c. - non passa immediatamente in capo al compratore, ma resta di spettanza del venditore fino al momento in cui, col maturare del termine, questi non abbia perso la titolarità delle azioni. Dai citati art. 1531 ss. c.c. - destinati a risolvere specifiche situazioni di contrapposizione d'interessi tra compratore e venditore in ipotesi di vendita a termine di titoli di credito - non può infatti dedursi l'esistenza di un regola generale, in forza della quale, nel caso di vendita a termine di titoli azionari, tutti i diritti sociali si trasmettono immediatamente al compratore, con la sola eccezione del diritto di voto menzionato dal comma 2 dell'art. 1531. Nè, d'altra parte, è ipotizzabile l'applicazione analogica al diritto di recesso della disciplina prevista per il diritto di opzione - che in pendenza del termine compete al compratore, ai sensi dell'art. 1532 - trattandosi di istituti di fondamento logico ben diverso: giacché l'uno - il diritto di opzione - è destinato ad assicurare a ciascun socio la possibilità di mantenere la preesistente percentuale di partecipazione in caso di aumento del capitale, e dunque esprime una esigenza di stabilità nel rapporto reciproco tra i soci; mentre l'altro - il diritto di recesso - è finalizzato a porre termine alla partecipazione sociale, consentendo al socio che dissente da determinate decisioni della maggioranza, modificative dell'assetto della società, di fuoriuscire dalla compagine societaria.

Cassazione civile sez. I  08 novembre 2005 n. 21641  

 

 

Contratti di borsa

Nel caso di vendita a termine di titoli azionari, il diritto di recesso contemplato dall'art. 2437 c.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lg. 17 gennaio 2003 n. 6, applicabile nella specie "ratione temporis") - a differenza del diritto di opzione e degli altri diritti presi in considerazione dagli art. 1531 ss. c.c. - non si trasferisce immediatamente in capo al compratore, ma resta di spettanza del venditore fino al momento in cui, col maturare del termine, questi non abbia perso la titolarità delle azioni.

Cassazione civile sez. I  08 novembre 2005 n. 21641  

 

Nella vendita a termine di titoli azionari i diritti accessori diversi dal voto, tra i quali il diritto di recesso, si trasferiscono al compratore fin dal momento della conclusione del contratto.

Tribunale Lecco  30 novembre 2000



 
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