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Art. 1550 codice civile: Diritti accessori e obblighi inerenti ai titoli

I diritti accessori e gli obblighi inerenti ai titoli dati a riporto spettano al riportato. Si applicano le disposizioni degli articoli 1531, 1532, 1533 e 1534 (1).

Il diritto di voto, salvo patto contrario (2), spetta al riportatore (3).


Commento

Diritti accessori: interessi e dividendi esigibili dopo la conclusione del contratto, ma prima della scadenza del termine; nonché, diritti di opzione [v. 1331; 1532] inerenti i titoli (al riguardo si evidenzia che il riportatore deve mettere in condizione il riportato di esercitarli).

 

Riportato: parte che trasferisce in proprietà all’altra i titoli di credito contro il pagamento di un prezzo.

 

Riportatore: parte che riceve in proprietà i titoli di credito contro il pagamento di un prezzo e si obbliga a trasferire al riportato, alla scadenza del termine convenuto, altrettanti titoli della stessa specie.

 

(1) Il richiamo agli artt. 1531, 1532, 1533 e 1534 è giustificato dal fatto che il riportato si trova nella stessa posizione del compratore a termine di titoli di credito, e il riportatore nella stessa situazione del venditore.

 

(2) Il patto contrario ha efficacia solo inter partes e non è opponibile alla società; sicché, la sua eventuale violazione determina soltanto la possibilità di ottenere il risarcimento del danno [v. 1218, 1223].

 

(3) Tale norma si ispira al principio secondo cui il diritto di voto spetta al titolare delle azioni (appunto il riportatore).


Giurisprudenza annotata

Mutuo

Il patto commissorio è rinvenibile, non solo nell'ipotesi espressamente prevista dall'art. 2744 c.c., ma anche nell'ipotesi di vendita stipulata con patto di riscatto o di retrovendita, quando il versamento del denaro da parte dell'acquirente non costituisca il pagamento del prezzo ma l'esecuzione di un finanziamento in relazione al rimborso del quale il trasferimento del bene serve solo a porre in essere una transitoria situazione di garanzia, destinata a venir meno, con effetti diversi a seconda che il debitore adempia o meno all'obbligo di restituire le somme ricevute. In tale ipotesi (c.d. «patto commissorio autonomo») infatti la vendita pur non integrando direttamente un patto commissorio, costituisce un mezzo per eludere il divieto posto dall'art. 2744 c.c. e la sua causa illecita ne determina l'invalidità.

Tribunale Roma  16 settembre 2008

 

 

Società di capitali

In caso di comproprietà di azioni i diritti di intervento in assemblea, di voto e, conseguentemente, anche il diritto di impugnazione delle relative delibere possono competere esclusivamente al rappresentante comune nominato dalla maggioranza dei comproprietari.

Corte appello Milano  31 gennaio 2003

 

 

Vendita

Lo scopo di garanzia, di per sè, non determina la nullità della vendita con patto di riscatto in relazione al divieto del patto commissorio, qualora la vendita appaia vera e reale e produca il trasferimento della proprietà che non sia subordinato all'inadempimento del debitore.

Corte appello Cagliari  11 giugno 1995

 

 

Borsa

L'agente di cambio che, incaricato di esercitare il diritto di opzione in ordine a titoli di cui non dispone materialmente, si avvalga dell'uso che consente la loro provvisoria sostituzione con i c.d. buoni di cassa o buoni stanza, non è imputabile del mancato trasferimento dei titoli di nuova emissione.

Tribunale Milano  15 novembre 1990



 
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