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Art. 1552 codice civile: Nozione

La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro (1) (2).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Proprietà: [v. 832].

 

Altri diritti: si fa riferimento ad altri diritti reali diversi dalla proprietà [v. Libro III, Titolo II], nonché ai diritti di credito [v. Libro IV, Titolo I].

 

(1) Trattasi di un contratto consensuale, a titolo oneroso [v. Libro IV, Titolo II], che si distingue dalla vendita [v. 1470], poiché invece di realizzare lo scambio di cosa contro prezzo, realizza lo scambio di cosa contro cosa, mobile o immobile [v. 812].

 

(2) Per uno schema di permuta vedi in Appendice IV l’atto n. 22.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In materia di contratto misto di vendita e permuta, data l'applicabilità delle norme sulla vendita, con o senza la clausola di compatibilità di cui all'art. 1555 cod. civ. (a seconda che il giudice di merito ritenga prevalente l'una o l'atra causa negoziale), l'accertamento del vizio di una delle cose date in permuta giustifica il risarcimento del danno indipendentemente dalla prova dell'effettiva sua eliminazione, la cui necessità determina comunque una riduzione del valore della "res". Tale risarcimento può essere escluso solo se cumulato con un'"actio quanti minoris", giacché in tal caso esso assume la valenza di un'eliminazione indiretta del vizio, corrispondente ad un'azione di esatto adempimento, a sua volta esclusa in materia. Cassa con rinvio, App. Trento, 18/02/2011

Cassazione civile sez. VI  17 giugno 2014 n. 13717  

 

Al fine di stabilire se un contratto traslativo della proprietà di un bene, per il quale la controprestazione sia costituita, in parte, da una cosa in natura e, in parte, da una somma di denaro, costituisca una compravendita o una permuta, una volta che si escluda la duplicità di negozi ovvero l'ipotesi del contratto con causa mista, occorre avere riguardo non già alla prevalenza del valore economico del bene in natura ovvero della somma di denaro, bensì alla comune volontà delle parti, verificando se esse hanno voluto cedere un bene contro una somma di denaro, commutando una parte di essa, per ragioni di opportunità, con un altro bene, ovvero hanno concordato lo scambio di beni in natura, ricorrendo all'integrazione in denaro soltanto per colmare la differenza di valore tra i beni stessi. Rigetta, App. Potenza, 07/02/2007

Cassazione civile sez. II  11 marzo 2014 n. 5605  

 

Il contratto di permuta di cosa presente (nella specie, la proprietà di un terreno) con cosa futura (nella specie, la proprietà di alcune unità immobiliari da costruire sul terreno medesimo), avente come obiettivo l'utilizzazione a fini edificatori di un'area compresa nella fascia di trecento metri dalla linea di battigia, vietata dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, di conversione del d. l. 27 giugno 1985, n. 312, è nullo, ai sensi degli artt. 1343 e 1418, secondo comma, cod. civ., per illiceità della causa, comportando un'inaccettabile compressione dell'interesse, pubblico ed essenziale, assicurato dalle norme imperative in materia urbanistico-ambientale, in quanto volto, nel suo contenuto intrinseco, a un risultato pratico contrario alle disposizioni preposte alla tutela di situazioni indisponibili, senza che abbiano rilievo, allo scopo di escludere tale invalidità, la possibilità di ricorrere eventualmente a rimedi di carattere amministrativo, quale la confisca dei beni, né la tipicità della schema negoziale utilizzato o la buona fede soggettiva dei contraenti in ordine all'antigiuridicità dell'operazione economica compiuta. Cassa e decide nel merito, App. Bari, 22/11/2010

Cassazione civile sez. II  18 settembre 2013 n. 21398

 

 

Permuta

Un contratto traslativo della proprietà, in cui la controprestazione abbia cumulativamente ad oggetto una cosa in natura ed una somma di denaro, può realizzare sia la fattispecie di compravendita, con integrazione del prezzo in natura, sia quella di permuta, con supplemento in denaro. Per qualificare il contratto, è necessario ricostruire gli interessi comuni e personali ed accertare se i contraenti abbiano voluto cedere un bene in natura contro una somma di denaro che, per ragioni di opportunità, avevano parzialmente commutata in altro bene, oppure se abbiano concordato lo scambio di due beni in natura, con un'integrazione in denaro per colmare la differenza di valori.

Cassazione civile sez. II  11 marzo 2014 n. 5605  

 

È immune da censure la pronuncia di merito che, in caso di permuta con cosa futura, rappresentata dalla porzione di edificio che il permutante costruttore si impegna a realizzare, ha ritenuto perfezionato il trasferimento degli appartamenti costruiti una volta che gli stessi si fossero trovati in uno stato tale da consentire il rilascio del certificato di agibilità, non rilevando che le unità immobiliari fossero state successivamente deprivate di parte della consistenza, né che avessero una superficie maggiore rispetto a quella prestabilita (il che giustificava la corresponsione di un conguaglio in denaro) senza tuttavia differire funzionalmente e strutturalmente. Conferma App. Salerno 13 novembre 2008

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2013 n. 24172  

 

Integra gli estremi della permuta di cosa presente con cosa futura il contratto avente ad oggetto il trasferimento della proprietà di un'area fabbricabile in cambio di parti dell'edificio da costruire, in tutto o in parte, sulla stessa superficie, a cura e con i mezzi del cessionario, e ciò tutte le volte in cui sia proprio il risultato traslativo, consistente nell'attribuzione di una determinata opera da realizzare, ad essere assunto come oggetto del contratto e come termine di scambio con la cosa presente. A tal fine, in applicazione delle norme sulla vendita, in quanto compatibili, l'effetto traslativo si verifica ex art. 1472 cod. civ. non appena la cosa viene ad esistenza, momento che si identifica, quando la cosa futura consista in una porzione dell'edificio che il permutante costruttore si è impegnato a realizzare, nella conclusione del processo edificatorio nelle sue componenti essenziali, ossia nella realizzazione delle strutture fondamentali, senza che abbiano rilevanza le rifiniture o gli accessori, così come conforta la lettera dell'art. 2645-bis ultimo comma del cod. civ. Rigetta, App. Salerno, 13/11/2008

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2013 n. 24172  

 

Integra gli estremi della permuta di cosa presente con cosa futura il contratto avente ad oggetto il trasferimento della proprietà di un'area fabbricabile in cambio di parti dell'edificio da costruire sulla stessa superficie a cura e con i mezzi del cessionario, e ciò tutte le volte in cui sia proprio il risultato traslativo, consistente nell'attribuzione di una determinata opera, ad essere assunto come oggetto del contratto e come termine di scambio, mentre l'obbligo di erigere il fabbricato sia destinato a collocarsi su un piano accessorio e strumentale, configurandosi, appunto, l'obbligo del permutante costruttore non come prestazione del risultato di un'opera, ma come trasferimento della proprietà di cose future.

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2013 n. 24172  



 
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