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Art. 1553 codice civile: Evizione

Il permutante, se ha sofferto l’evizione e non intende riavere la cosa data, ha diritto al valore della cosa evitta (1), secondo le norme stabilite per la vendita, salvo in ogni caso il risarcimento del danno (2).


Commento

Evizione: [v. 1483]; Risarcimento del danno: [v. 1218].

 

(1) Il valore della cosa evitta sarà rapportato al momento in cui fu pronunciata l’evizione; si dovrà tener conto dei miglioramenti e dei deterioramenti.

 

(2) Il compratore che abbia subito l’evizione può solo ottenere la restituzione del prezzo; il permutante evitto ha, invece, una facoltà alternativa consistente nella scelta tra la restituzione della cosa data e il valore della cosa evitta.

 


Giurisprudenza annotata

Competenza

In tema di competenza per territorio, il terzo chiamato in causa ad istanza del convenuto il quale, ai sensi dell'art. 106 c.p.c., chiede di essere garantito, ma che non abbia proposto alcuna eccezione di incompetenza nei termini e nei modi di legge (come pure nel caso in cui vi sia stato un accordo tra attore e convenuto chiamante in garanzia), non può eccepire l'incompetenza per territorio del giudice davanti al quale è stato chiamato, sia con riferimento alla causa principale (non eccepita dal convenuto) sia con riferimento alla sola causa di garanzia (al fine di impedire il "simultaneus processus" con la causa principale), ove si tratti di garanzia c.d. propria, ossia della garanzia del godimento di diritti che si sono trasferiti (garanzia per evizione nella compravendita, nella donazione, nella permuta, nel trasferimento dei crediti) o costituiti (locazione) o di quella che derivi da vincoli di coobbligazione (fideiussione, obbligazioni solidali contratte nell'interesse esclusivo di uno solo dei debitori), che si caratterizzano tutte per una connessione tra la pretesa dell'attore (della causa principale) e la posizione del garante (chiamato in causa) particolarmente intensa. Più in particolare, comportando la chiamata del terzo in garanzia una limitazione dell'esigenza costituzionale che il terzo non sia distolto dal giudice naturale precostituito per legge (art. 25 cost.), lo spostamento della competenza della causa di garanzia si giustifica solo quando la connessione tra la domanda principale e quella di garanzia sia definibile secondo previsioni di legge relative ai rapporti sostanziali intercorrenti tra le parti processuali, e cioè si tratti della sola garanzia propria, non anche di quella impropria. (Nell'enunciare tale principio, la Corte ha affermato che lo stesso non è stato attenuato dalla riforma del codice di rito operata dalla l. 26 novembre 1990 n. 353, che pure ha limitato l'importanza del rispetto delle regole di competenza, mediante la nuova disciplina dell'art. 38 c.p.c.).

Cassazione civile sez. un.  26 luglio 2004 n. 13968  

 

 

Ingiunzioni

Il decreto ingiuntivo acquista, al pari di una sentenza di condanna, autorità ed efficacia di cosa giudicata sostanziale, in relazione al diritto in esso consacrato tanto in ordine ai soggetti ed alla prestazione dovuta quanto all'inesistenza di fatti estintivi, impeditivi o modificativi del rapporto e del credito. Ne consegue che, divenuto inoppugnabile il provvedimento monitorio di accoglimento della domanda di pagamento del prezzo di una compravendita rateale con riserva di proprietà, rimane coperta da giudicato, e non è più modificabile, la scelta del creditore di ottenere l'adempimento, con conseguente rinunzia alla possibilità di chiedere viceversa la risoluzione del contratto e la restituzione del bene.

Cassazione civile sez. II  12 maggio 2003 n. 7272  

 

 

Vendita

L'inesistenza di una lottizzazione autorizzata nota ad entrambe le parti non esclude la validità di un contratto di compravendita di un suolo a norma dell'art. 10 della l. 6 agosto 1967 n. 765, ma ciò non esclude la risoluzione del contratto qualora il venditore abbia espressamente garantito la edificabilità del suolo secondo determinate modalità e tale edificabilità non sia stata concessa. In tale ipotesi, infatti, la risoluzione del contratto ha la causa nella accertata e dichiarata impossibilità di utilizzare il suolo alla stregua della garanzia, pienamente lecita, prestata dal venditore e con la quale quest'ultimo si era assunto il rischio correlativo alla mancanza di idoneità del bene allo scopo previsto dalle parti.

Cassazione civile sez. III  04 marzo 1982 n. 1330  



 
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