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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1558 codice civile: Disponibilità delle cose

Sono validi gli atti di disposizione compiuti da chi ha ricevuto le cose; ma i suoi creditori non possono sottoporle a pignoramento o a sequestro finché non ne sia stato pagato il prezzo (1).

Colui che ha consegnato le cose non può disporne fino a che non gli siano restituite (2).


Commento

Pignoramento: [v. 1482]; Sequestro: [v. 1513].

 

(1) Il motivo per cui le cose ricevute dall’accipiens sono sottratte alla garanzia dei suoi creditori, consiste nel fatto che esse sono ancora di proprietà del tradens; sicché sono aggredibili esecutivamente solo dai creditori di tale soggetto.

 

(2) Tale disposizione chiarisce la funzione economica del contratto estimatorio [v. 1556].


Giurisprudenza annotata

Locazione

Benché il conduttore sia tenuto a rispondere del deterioramento dell'immobile locato anche durante l'occupazione successiva alla risoluzione contrattuale, ciò nonostante lo stesso non può essere chiamato a rispondere di danni verificatisi a seguito di caso fortuito (quali quelli conseguenti alla rottura dei lucernai, colpiti dai chicchi di una violenta grandinata), tanto più ove sia stato assolto da parte sua l'onere di provare che qualsiasi condotta diligente posta in essere in via preventiva non avrebbe potuto impedire l'evento dannoso e che l'oggetto della prestazione sarebbe, quindi, ugualmente perito presso il locatore.

Tribunale Udine  03 dicembre 2010 n. 1699

 

 

Contratti agrari

Il disposto dell'art. 1558 c.c. - secondo il quale la perdita e il deterioramento per incendio della casa locata derivante da causa sconosciuta o dubbia resta a carico del conduttore - è applicabile anche quando si controverta in tema di impossibilità sopravvenuta della prestazione per una causa non imputabile al debitore ai sensi degli art. 1256 e 1463 c.c.

Cassazione civile sez. III  08 gennaio 1987 n. 27  

 

 

Commercio

Dato che, ai sensi della l. 11 giugno 1971 n. 426, la qualifica di commerciante (ai fini dell'obbligo di iscriversi nel registro tenuto dalla camera di commercio e di ottenere la licenza comunale per l'apertura, il trasferimento e l'ampliamento dell'esercizio) deve essere attribuita a chiunque acquista merci in nome e per conto proprio allo scopo di rivenderle ad altri, tale qualifica deve essere attribuita non solo a chi acquista merci in senso tecnico-giuridico, mediante contratto di compravendita (art. 1470-1536 c.c.), ma anche a chi ne consegue la disponibilità mediante contratto estimatorio (art. 1556-1558 c.c.); infatti, oggetto della disciplina prescritta dalla legge n. 426 cit. è l'attività intermediatoria della circolazione dei beni svolta con il requisito della professionalità, qualunque sia la configurazione giuridica concreta delle operazioni di approvvigionamento da parte dell'esercente; pertanto, la qualifica di commerciante deve essere attribuita ai rivenditori di giornali e riviste (che si riforniscono di tali merci stipulando con gli editori contratti estimatori), i quali, quindi, devono conseguire la prescritta autorizzazione comunale.

Consiglio di Stato sez. V  14 luglio 1978 n. 880  

 



 
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