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Art. 1559 codice civile: Nozione

La somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose (1) (2).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

Prestazioni periodiche o continuative: le prime sono quelle che si ripetono a distanza di tempo, a scadenze determinate (es.: somministrazione settimanale di foraggio per una scuderia); le seconde sono, invece, quelle che si prolungano ininterrottamente per tutta la durata del contratto (es.: erogazione di gas o di energia elettrica).

 

(1) Trattasi di un contratto di scambio consensuale, a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive [v. Libro IV, Titolo II]. È un contratto di durata, in quanto l’esecuzione delle prestazioni è prolungata nel tempo (la durata va ad integrare la causa della somministrazione); da ciò consegue che in caso di risoluzione [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV], l’effetto dello scioglimento «non si estende alle prestazioni già eseguite» [v. 14581].

E' un tipico contratto di impresa in quanto presuppone che almeno una delle parti (di regola il somministrante) organizzi professionalmente i mezzi necessari per l’esecuzione del contratto, rientrando quindi nella categoria degli imprenditori commerciali [v. 2082].

 

(2)  La somministrazione si distingue dall’appalto [v. 1655] perché ha ad oggetto la fornitura continuativa o periodica di cose, mentre nell’appalto l’oggetto consiste nel compimento di un’opera o di un servizio.

 

La funzione economico-sociale della somministrazione, consistente nello scambio tra prestazioni periodiche o continuative ed il prezzo, svolge un ruolo molto importante nella moderna vita quotidiana. Si pensi ai contratti di fornitura del gas, dell’energia elettrica, del combustibile per riscaldare le abitazioni nei mesi invernali etc.


Giurisprudenza annotata

Energia

Nel contratto di somministrazione di energia elettrica, il cosiddetto 'impegno di potenza', che si sostanzia nell'obbligo del somministrante di predisporre e mantenere l'impianto in guisa da tenere a disposizione dell'utente una determinata quantità di energia, configura, al pari di quello inerente alla somministrazione dì energia, non prestazione ad esecuzione non istantanea anteriore alla esecuzione del contratto, ma una prestazione continuata accessoria e strumentale a quella principale di somministrare l'energia, cui corrisponde un corrispettivo fisso da pagarsi periodicamente, maturando coevamente, al consumo dell'energia, tanto nel caso di rapporto a tempo indeterminato quanto nel caso di rapporto a tempo determinato.

Tribunale Salerno sez. II  03 febbraio 2014 n. 430  

 

Il contratto di utenza di energia elettrica è un vero e proprio contratto di somministrazione, destinato a soddisfare, ad intervallo di tempo costante, bisogni periodici e continuativi attraverso la costituzione di un rapporto durevole. L'essenza di tale contratto sta in ciò, che il somministrante, con l'impegnarsi a soddisfare bisogni futuri del somministrato - il quale acquista correlativamente il diritto ad avere ai prezzi ed alle condizioni prestabilite, e con la dovuta regolarità, le prestazioni che gli sono state promesse -, assume su di sé, oltre che l'obbligo di apprestare i mezzi necessari per l'adempimento, anche i rischi della fornitura -costituendo questi - tranne che in polizza non ne sia stato espressamente convenuto lo spostamento a carico dell'utente - l'alea normale del contratto derivante dal proiettarsi delle prestazioni nel futuro.

Tribunale Salerno sez. II  03 febbraio 2014 n. 430  

 

 

Fornitura

In tema di somministrazione, il contratto che si viene ad instaurare con l’utilizzatore della prestazione non può che essere a tempo indeterminato, in quanto il d.lg. n. 276 del 2003, art. 27, comma 1, stabilisce espressamente che in ipotesi di somministrazione avvenuta al di fuori dei limiti e delle condizioni di cui agli arti. 20 e 21, comma 1, lett. a), b), c), d) ed e) il lavoratore può chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell’art. 414 c.p.c., notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo, con effetto dall’inizio della somministrazione. Pertanto, la stessa efficacia “ex tunc” che la norma in esame ricollega alla sentenza costitutiva provocata da un tale tipo di ricorso rappresenta un valido elemento letterale e logico che autorizza a ritenere che, se il legislatore avesse voluto riferirsi alla costituzione di un rapporto diverso da quello a tempo indeterminato, non avrebbe certamente avuto ragione di dover far riferimento ad una costituzione del rapporto con effetto dall’inizio della somministrazione stessa. Inoltre, diversamente opinando, verrebbe ad essere facilmente aggirata la disciplina limitativa del contratto a termine, giacché, qualora si volesse sostenere che anche il rapporto che si instaura “ex lege” con l’impresa utilizzatrice debba essere a termine, ad onta della accertata illegittimità del ricorso alla tipologia del contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato, si perverrebbe alla inaccettabile ed assurda situazione per la quale la violazione così perpetrata consentirebbe all’impresa utilizzatrice di beneficiare di una prestazione a termine altrimenti preclusa.

Corte appello Firenze sez. lav.  11 luglio 2013 n. 864  

 

In tema di contratto di somministrazione (nella specie: di gas) e nell'ipotesi in cui l'utente lamenti l'addebito di un consumo anomalo ed eccedente le sue ordinarie esigenze, una volta fornita dal somministrante la prova del regolare funzionamento degli impianti, è onere dell'utente provare di avere adottato ogni possibile cautela, ovvero di avere diligentemente vigilato affinché intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del contatore

Cassazione civile sez. III  21 febbraio 2013 n. 4355  

 

Il servizio 12 della Telecom, divenuto poi 412, costituisce una prestazione facente parte del rapporto contrattuale con l’utente anche se il costo di esso e posto a carico di chi richiede l'informazione. Le informazioni rese tramite il servizio 12 si risolvono in un vantaggio ed agevolazione per lo stesso abbonato, oltre che per la generalità degli utenti, laddove consentono o facilitano le sue comunicazioni telefoniche, e comunque, formano oggetto di una prestazione promessa, prestazione a cui inoltre corrispondono interessi economici di contropartita economica da parte del gestore.

Tribunale Salerno sez. II  01 ottobre 2012 n. 2045  

 

In un insieme non precisato di numerose forniture svoltesi nell'arco di oltre sei mesi, risulta privo di aggancio ai criteri ordinari di causalità e della logica presuntiva pervenire alla conclusione che tutte le forniture siano avariate, in presenza soltanto di prova di impurità di una e di accertamento di sostanze nocive in un'altra. Per dimostrare la persistente inadeguatezza di tutte le forniture è indispensabile allegare e dimostrare l'esistenza di effetti nocivi o di altri fattori rivelatori di adulterazione, accertati nel corso dei sei mesi e risultanti dai controlli verosimilmente predisposti dall'acquirente, il quale, se avesse ritenuto che sin dalla prima fornitura vi fosse stata un'alterazione, avrebbe ben potuto monitorare le successive, sì da essere in grado di documentare l'esito delle analisi (fattispecie relativa alla somministrazione di mangimi ritenuti adulterati).

Cassazione civile sez. II  11 luglio 2011 n. 15189  

 

In tema di contratto di somministrazione relativo a utenza idrica e nell'ipotesi in cui l'utente lamenti l'addebito di un consumo anomalo ed eccedente le sue ordinarie esigenze, una volta fornita dal somministrante la prova del regolare funzionamento degli impianti, è onere dell'utente provare di avere adottato ogni possibile cautela, ovvero di avere diligentemente vigilato affinché intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del contatore.

Cassazione civile sez. III  16 giugno 2011 n. 13193  

 

 

Giurisdizione

Con la sottoscrizione del contratto si instaura tra le parti un vincolo negoziale "iure privatorum" comportante che tutte le controversie attinenti alla sua esecuzione devono ascriversi alla giurisdizione ordinaria, configurabile quando si discuta sia della esistenza giuridica delle obbligazioni gravanti su ciascuno dei contraenti sia del come il contratto vada eseguito tra le parti; appartengono, invece, al g.a. tutte quelle controversie che attengono alla fase preliminare - antecedente e prodromica al contratto - inerente alla formazione della volontà di contrarre da parte dell'amministrazione (o del concessionario) ed alla scelta del contraente privato in base alle regole cd. dell'evidenza pubblica. (Con la decisione in epigrafe, la S.C. è chiamata a pronunciarsi su una questione concernente l'individuazione del giudice competente a decidere una controversia avente per oggetto obbligazioni stabilite a carico delle parti da una convenzione urbanistica che prevedeva la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, stante l'inadempimento da parte del comune delle obbligazioni con la stessa assunte e l'invalidità dei relativi atti.Sul punto, il giudice di legittimità rileva che con la sottoscrizione del contratto si instaura tra le parti un vincolo negoziale "iure privatorum" comportante che tutte le controversie attinenti alla sua esecuzione devono ascriversi alla giurisdizione ordinaria, configurabile quando si discuta sia della esistenza giuridica delle obbligazioni gravanti su ciascuno dei contraenti sia del come il contratto vada eseguito tra le parti; appartengono, invece, al g.a. tutte quelle controversie che attengono alla fase preliminare - antecedente e prodromica al contratto - inerente alla formazione della volontà di contrarre da parte dell'amministrazione (o del concessionario) ed alla scelta del contraente privato in base alle regole cd. dell'evidenza pubblica. Detto criterio di riparto, ad avviso del giudicante, non è mutato neppure a seguito dell'entrata in vigore del d.lg. n. 80/1998 e della l. n. 205/2000, che aveva devoluto alla giurisdizione esclusiva del g.a. tutte le controversie in materia di pubblici servizi, atteso il principio assolutamente consolidato nella giurisprudenza di legittimità per cui alla generale devoluzione alla giurisdizione esclusiva amministrativa delle controversie in materia di pubblici servizi, introdotta da tale disciplina, sono sottratti i "rapporti individuali di utenza con soggetti privati", riferibili a tutti quei rapporti la cui fonte regolatrice non è di natura amministrativa (o di tipo concessorio), ma di diritto privato negoziale, indipendentemente dalla natura (pubblica o privata) del soggetto del rapporto giuridico da esso regolamento scaturito. In materia è, poi, intervenuta la Corte costituzionale che, con la sentenza 204/2004, ha dichiarato parzialmente illegittima detta normativa, rilevando che le materie affidate alla giurisdizione suddetta devono necessariamente partecipare della medesima natura - segnata dall'agire della p.a. come autorità, nei confronti della quale è accordata tutela alle posizioni di diritto soggettivo del cittadino dinanzi al g.a. - di quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. Sicché siffatta natura non si riscontra nei rapporti negoziali della p.a. che hanno inizio con l'incontro della volontà tra di essa ed il contraente privato per la stipulazione del contratto, e proseguono con tutte le vicende in cui si articola la sua esecuzione, nel cui ambito i contraenti (p.a. e privato) si trovano in una posizione paritetica e le rispettive situazioni soggettive si connotano del carattere, rispettivamente, di diritti soggettivi ed obblighi giuridici a seconda delle posizioni assunte in concreto. Sulla scorta di tanto, le sezioni unite concludono nel senso che nell'ambito di detti rapporti rientra anche il contratto di somministrazione di energia elettrica di cui agli art. 1559 e ss. c.c., anch'esso avente natura privatistica e stipulato su basi paritetiche, in cui l'obbligazione del pagamento del prezzo da parte del fornitore è specificamente disciplinata dagli art. 1561-1563 c.c. e le relative controversie attinenti alla sussistenza, all'adempimento ed alle cause di estinzione di detta obbligazione, così come ad ogni posizione di dare ed avere tra le parti, aventi natura di diritto soggettivo, appartengono alla giurisdizione ordinaria).

Cassazione civile sez. un.  05 maggio 2011 n. 9843  

 



 
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