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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1562 codice civile: Pagamento del prezzo

Nella somministrazione a carattere periodico il prezzo è corrisposto all’atto delle singole prestazioni e in proporzione di ciascuna di esse (1).

Nella somministrazione a carattere continuativo il prezzo è pagato secondo le scadenze d’uso (2).


Commento

(1) Le parti possono decidere che il pagamento del prezzo avvenga in tempi diversi (come nelle ipotesi in cui il prezzo è pagato a scadenze posticipate o anticipate).

 

(2) In tali somministrazioni spesso vengono utilizzati apparecchi misuratori per accertare l’effettivo consumo necessario ai fini del pagamento del prezzo.


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione

Con la sottoscrizione del contratto si instaura tra le parti un vincolo negoziale "iure privatorum" comportante che tutte le controversie attinenti alla sua esecuzione devono ascriversi alla giurisdizione ordinaria, configurabile quando si discuta sia della esistenza giuridica delle obbligazioni gravanti su ciascuno dei contraenti sia del come il contratto vada eseguito tra le parti; appartengono, invece, al g.a. tutte quelle controversie che attengono alla fase preliminare - antecedente e prodromica al contratto - inerente alla formazione della volontà di contrarre da parte dell'amministrazione (o del concessionario) ed alla scelta del contraente privato in base alle regole cd. dell'evidenza pubblica. (Con la decisione in epigrafe, la S.C. è chiamata a pronunciarsi su una questione concernente l'individuazione del giudice competente a decidere una controversia avente per oggetto obbligazioni stabilite a carico delle parti da una convenzione urbanistica che prevedeva la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, stante l'inadempimento da parte del comune delle obbligazioni con la stessa assunte e l'invalidità dei relativi atti.Sul punto, il giudice di legittimità rileva che con la sottoscrizione del contratto si instaura tra le parti un vincolo negoziale "iure privatorum" comportante che tutte le controversie attinenti alla sua esecuzione devono ascriversi alla giurisdizione ordinaria, configurabile quando si discuta sia della esistenza giuridica delle obbligazioni gravanti su ciascuno dei contraenti sia del come il contratto vada eseguito tra le parti; appartengono, invece, al g.a. tutte quelle controversie che attengono alla fase preliminare - antecedente e prodromica al contratto - inerente alla formazione della volontà di contrarre da parte dell'amministrazione (o del concessionario) ed alla scelta del contraente privato in base alle regole cd. dell'evidenza pubblica. Detto criterio di riparto, ad avviso del giudicante, non è mutato neppure a seguito dell'entrata in vigore del d.lg. n. 80/1998 e della l. n. 205/2000, che aveva devoluto alla giurisdizione esclusiva del g.a. tutte le controversie in materia di pubblici servizi, atteso il principio assolutamente consolidato nella giurisprudenza di legittimità per cui alla generale devoluzione alla giurisdizione esclusiva amministrativa delle controversie in materia di pubblici servizi, introdotta da tale disciplina, sono sottratti i "rapporti individuali di utenza con soggetti privati", riferibili a tutti quei rapporti la cui fonte regolatrice non è di natura amministrativa (o di tipo concessorio), ma di diritto privato negoziale, indipendentemente dalla natura (pubblica o privata) del soggetto del rapporto giuridico da esso regolamento scaturito. In materia è, poi, intervenuta la Corte costituzionale che, con la sentenza 204/2004, ha dichiarato parzialmente illegittima detta normativa, rilevando che le materie affidate alla giurisdizione suddetta devono necessariamente partecipare della medesima natura - segnata dall'agire della p.a. come autorità, nei confronti della quale è accordata tutela alle posizioni di diritto soggettivo del cittadino dinanzi al g.a. - di quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. Sicché siffatta natura non si riscontra nei rapporti negoziali della p.a. che hanno inizio con l'incontro della volontà tra di essa ed il contraente privato per la stipulazione del contratto, e proseguono con tutte le vicende in cui si articola la sua esecuzione, nel cui ambito i contraenti (p.a. e privato) si trovano in una posizione paritetica e le rispettive situazioni soggettive si connotano del carattere, rispettivamente, di diritti soggettivi ed obblighi giuridici a seconda delle posizioni assunte in concreto. Sulla scorta di tanto, le sezioni unite concludono nel senso che nell'ambito di detti rapporti rientra anche il contratto di somministrazione di energia elettrica di cui agli art. 1559 e ss. c.c., anch'esso avente natura privatistica e stipulato su basi paritetiche, in cui l'obbligazione del pagamento del prezzo da parte del fornitore è specificamente disciplinata dagli art. 1561-1563 c.c. e le relative controversie attinenti alla sussistenza, all'adempimento ed alle cause di estinzione di detta obbligazione, così come ad ogni posizione di dare ed avere tra le parti, aventi natura di diritto soggettivo, appartengono alla giurisdizione ordinaria).

Cassazione civile sez. un.  05 maggio 2011 n. 9843  

 

 

Fornitura, subfornitura e somministrazione

Con riguardo al contratto di somministrazione (nella specie, di energia elettrica), l'errore di fatturazione nel quale sia in corso il somministrante nell'indicazione del corrispettivo nella relativa bolletta, attenendo non alla formazione del consenso ma all'esecuzione del contratto, non ne comporta l'annullabilità, incidendo solo sull'entità della prestazione pretesa dal creditore, al quale è, pertanto, consentito di rettificare la richiesta divergente dai dati reali e di pretendere la parte del corrispettivo non percepita e non soltanto un indennizzo nei limiti dell'ingiustificato arricchimento del destinatario della somministrazione.

Cassazione civile sez. III  16 luglio 2002 n. 10285

 

L'errore di calcolo presente nella bolletta e relativo al prezzo della prestazione fornita, non è di natura negoziale, in quanto attiene ad un mero atto giuridico, e pertanto non deve essere essenziale e riconoscibile dal destinatario della medesima per poter essere corretto dall'ente somministrante, se i dati veri ed effettivi divergono da quelli dichiarati.

Cassazione civile sez. II  26 gennaio 2000 n. 862  

 

 

Obbligazioni e contratti

Agli effetti dell'applicabilità della regola contenuta nell'art. 1458 c.c. - secondo cui gli effetti retroattivi della risoluzione non operano, nei contratti a esecuzione continuata o periodica, per le prestazioni già eseguite - sono contratti ad esecuzione continuativa o periodica solo quelli che fanno sorgere obbligazioni di durata per entrambe le parti, e cioè quelli in cui l'intera esecuzione del contratto avvenga attraverso una serie di prestazioni da realizzarsi contestualmente nel tempo. Pertanto, mentre non possono considerarsi compresi nella previsione normativa dell'art. 1458 cit. quei contratti in cui ad una prestazione periodica o continuativa di una parte si contrappone una prestazione istantanea (anticipata o posticipata) dell'altra parte, debbono esservi compresi quei contratti in cui ad una prestazione continuativa se ne contrappone un'altra periodica, poiché in tal caso la corrispettività si riflette su tutte le prestazioni attraverso le quali il contratto riceve esecuzione.

Cassazione civile sez. I  19 marzo 1980 n. 1824

 



 
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