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Art. 1568 codice civile: Esclusiva a favore dell’avente diritto alla somministrazione

Se la clausola di esclusiva è pattuita a favore dell’avente diritto alla somministrazione, il somministrante non può compiere nella zona per cui l’esclusiva è concessa e per la durata del contratto, né direttamente né indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano oggetto del contratto (1).

L’avente diritto alla somministrazione, che assume l’obbligo di promuovere, nella zona assegnatagli, la vendita delle cose di cui ha l’esclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato (2).


Commento

Vendita: [v. 1470].

 

Clausola di esclusiva: in linea generale, trattasi di una clausola che le parti possono inserire in vari contratti per far sì che una di esse od entrambe si impegnino a compiere una determinata prestazione solo nei confronti dell’altra.

 

 

(1) La durata dell’obbligo nascente del patto in esame coincide con la durata del contratto di somministrazione cui accede; pertanto, può avere una durata indeterminata ove la somministrazione sia a tempo indeterminato [v. 1569].

 

(2) In caso di inadempimento degli obblighi scaturenti dal patto in esame può farsi luogo oltre che al risarcimento dei danni [v. 1218, 1223], anche alla risoluzione del contratto [v. 1564, 1453 ss.].

 

La funzione della clausola di esclusiva è duplice: limitare la potenziale concorrenza in danno del beneficiario della somministrazione e tutelare l’interesse delle parti alla sicurezza ed alla continuità della fornitura.


Giurisprudenza annotata

Franchising

Il nucleo centrale della causa del franchising è riconducibile allo schema della somministrazione, nella variante disciplinata dall'art. 1568 comma 2 c.c., secondo cui tale contratto può prevedere l'obbligo in capo al somministrato di promuovere le vendite dei prodotti forniti dall'altra parte, evidenziando così il carattere - comune al franchising - di necessaria collaborazione tra le parti in ragione dello scopo comune di ampliare le vendite ai clienti finali; tuttavia il franchising di distribuzione si differenzia dalla somministrazione di cui all'art. 1568 comma 2 c.c., per la previsione degli obblighi ulteriori del franchisor di trasmettere l'insegna ed il know-how e del franchisee di immedesimazione con l'impresa dell'affiliante.

Tribunale Isernia  12 aprile 2006

 

Franchising e concessione di vendita sono due fattispecie contrattuali analoghe rientranti nella più generale categoria dei contratti distribuzione.

Tribunale Isernia  12 aprile 2006

 

 

Obbligazioni e contratti

Nei contratti a prestazione continuata o periodica, la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento è alternativa alla domanda di accertamento dell'esercizio del recesso, atteso che, mirando essa a una pronuncia di carattere costitutivo che faccia risalire la risoluzione al momento dell'inadempimento, il suo accoglimento preclude l'esame delle altre cause di scioglimento del medesimo rapporto contrattuale; le due domande non sono tuttavia incompatibili, poiché l'attore può proporle entrambe nello stesso giudizio, di guisa che il giudice, in caso di rigetto della prima, dovrà esaminare se sia fondata la domanda di declaratoria di legittimo esercizio del diritto di recesso, potendo inoltre in detta ipotesi essere fatte valere, indipendentemente dalla gravità dell'inadempimento, anche le ragioni di danno - relative al rapporto - sorte anteriormente ma non quelle conseguenti all'estinzione del contratto per recesso, poiché queste ultime non trovano causa nell'inadempimento del debitore. (Fattispecie relativa al contratto atipico di concessione di vendita).

Cassazione civile sez. III  14 luglio 2004 n. 13079  

 

 

Vendita

Il patto di esclusiva comporta, con riferimento alla zona contemplata e per la durata del contratto in cui è inserito, il divieto di compiere non solo direttamente, ma anche indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle formanti oggetto del contratto.

Cassazione civile sez. I  09 aprile 1997 n. 3076  

 

La vendita con patto di esclusiva - in cui il concedente si obbliga a non commercializzare un determinato prodotto in una zona contrattualmente stabilita - comporta, per la zona contemplata e per la durata del contratto, il divieto di commerciare, non solo direttamente, ma anche indirettamente, i prodotti di cui all'accordo. Tale divieto - in conformità al dovere di correttezza che costituisce il limite interno di ogni situazione giuridica soggettiva contrattualmente attribuita - impone pertanto al concedente di astenersi da ogni comportamento idoneo ad incidere sul risultato perseguito col patto di esclusiva.

Cassazione civile sez. I  09 aprile 1997 n. 3076

 

 

Agenzia

Nel contratto di concessione di vendita - che per la sua struttura e funzione economico-sociale è un contratto atipico di scambio, che, escludendo profili di cooperazione, si colloca in un'area di affinità con i contratti di somministrazione o di commissione, ma non con quello di agenzia - l'attribuzione del diritto di esclusiva al concessionario, costituendo un elemento accidentale e non essenziale del contratto, non può ricavarsi implicitamente dalla predeterminazione di una "zona" al concessionario medesimo, non essendovi alcun necessario collegamento tra zona ed esclusiva.

Cassazione civile sez. III  21 luglio 1994 n. 6819  

 

 

Distribuzione

La violazione del diritto di esclusiva posta in essere dal concedente che favorisca la vendita, nella zona assegnata al concessionario, di prodotti che quest'ultimo ha il diritto di commercializzare in modo esclusivo, si configura come comportamento contrario ai doveri di correttezza e buona fede e costituisce grave inadempimento contrattuale da cui consegue la risoluzione del contratto.

Corte appello Cagliari  11 aprile 2007 n. 111  

 

 



 
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